L’evoluzione dei supporti musicali dai formati analogici a quelli digitali: dischi in vinile, musicassette, cd audio, mp3 e streaming. Ogni supporto di registrazione e riproduzione ha vantaggi e svantaggi che hanno rivoluzionato l’industria musicale e la gioia della musica

Negli ultimi decenni la musica è diventata una parte fondamentale della vita quotidiana di molte persone. Con l’evoluzione della tecnologia, i supporti musicali per registrare e ascoltare canzoni e opere sono cambiati notevolmente nel corso del tempo, passando da formati analogici a formati digitali. Dal modo in cui si registrano dischi e ascoltano canzoni dipende anche la distribuzione di musica, il mercato discografico e ciò che ne consegue sul piano culturale.

I supporti musicali hanno quindi un ruolo fondamentale nella storia della musica e della società, così come gli strumenti musicali e l’invenzione del pianoforte sono stati fondamentali nel fare progredire armonie e melodie. Dal primo fonografo in grado di registrare e riprodurre suoni ad oggi le modalità di ascolto hanno anche condizionano il consumo musicale e la produzione di opere dal punto di vista creativo ed artistico.

Indice

Supporti musicali fisici e liquidi

Considerando l’evoluzione dei supporti musicali vediamo varie tappe che tutti conosciamo: vinile, musicassette, cd, musica digitale online e mp3 fino allo streaming. Sembra quasi impossibile abituarsi ad una modalità di ascolto che subito arriva qualcosa di nuovo. Considerando la musica come fenomeno sociale, le modalità di fruizione e distribuzione musicale non riguardano solo il progresso tecnologico, ma gli stili di vita e le singole personalità.

E’ innegabile come esistano differenze notevoli tra ascoltare musica con un giradischi o uno smartphone e non solo dal punto di vista del suono analogico e digitale. Se ascoltare musica è un piacere, i supporti fisici regalano una esperienza ancora più completa a cominciare dall’acquisto di un disco in un negozio. La cosiddetta musica liquida non avendo una fisicità, può essere molto più semplice da ascoltare e condividere con un click, ma ha molti meno risvolti pratici, psicologici e percettivi.

A parte le mille considerazioni che si possono fare sui fenomeni di consumo musicale, dal punto di vista puramente tecnologico e scientifico ugualmente ci sono molte differenze. Per comprendere cosa cambi tra supporti musicali fisici (vinile, musicassette e cd) e quelli puramente digitali e immateriali (mp3 o streaming), è necessario iniziare questa breve guida partendo dalla definizione di suono.

Supporti musicali analogici

Dal punto di vista scientifico il suono è un onda prodotta da un corpo elastico. Nei supporti analogici i suoni vengono rilevati da appositi trasduttori a contatto (puntina del giradischi) o magnetici (musicassette). Nei dischi in vinile il processo di registrazione trasforma le vibrazioni della musica in micro solchi. Durante l’ascolto la puntina del giradischi rileva queste variazioni per ricostruire l’onda sonora originaria che viene amplificata  e ascoltata con le casse acustiche.

Nelle musicassette le vibrazioni sono trasformate in segnali elettrici e campi magnetici rilevati dal passaggio del nastro magnetico. Anche in questo caso tutto il processo di registrazione e riproduzione è analogico. Si ascolta “esattamente” ciò che viene prodotto dall’onda suono. Questi supporti offrono quindi un’esperienza di ascolto autentica e un suono caldo e naturale. In particolare i vinili sono ancora molto amati dagli appassionati di musica perché offrono un’esperienza di ascolto unica.

Tuttavia i supporti musicali analogici sono soggetti a degrado nel tempo e sono spesso delicati e suscettibili a graffi e danni. Per ascoltare musica in modo soddisfacente servono apparecchiature professionali molto costose. Per l’ascoltatore medio lo svantaggio di questi sistemi sono fruscii e rumori indesiderati, il degrado nel tempo e le dimensioni. Inoltre, l’acquisto dei dischi può essere costoso e non sempre facile da reperire.

Compact disc audio

I cd musicali sono stati il primo supporto musicale fisico ad offrire, in dimensioni contenute, caratteristiche quasi inalterabili nel tempo unite e un ottima qualità d’ascolto. Da un punto di vista tecnico la grande rivoluzione è stata trasformare la fase di registrazione in “campionamento”. Il cd é quindi il primo supporto digitale, contiene file audio in cui l’onda suono viene scomposta (campionata) in un certo numero di informazioni al secondo.

Lo standard per i cd è di 44100 campioni al secondo (hz=herz) con 16 bit di risoluzione. Immaginiamo il fenomeno del campionamento come il tentativo di trasformare l’onda analogica in tanti piccoli gradini che seguano il più possibile la forma dell’onda sonora originale (16 bit = 65.536 valori sui livelli, con canale stereo). Il risultato è che la musica in questo modo può venire digitalizzata, ovvero trasformata in un file che occupa spazio di memoria.

Per contenere un’ora di musica digitalizzata col livello di campionamento di qualità cd occorrono circa 650 Mb, che è appunto la memoria fisica di un compact disc audio. Chi ha stabilito questa dimensione? L’azienda che per prima li ha prodotti ed inseriti sul mercato, ovvero la Sony. In particolare il suo direttore, appassionato di musica classica, voleva che un cd avesse abbastanza memoria da contenere tutta la Nona sinfonia di Beethoven.

Supporti musicali digitali

L’avere trasformato la musica in file audio ha fatto in modo che potesse essere gestita attraverso il computer come qualsiasi file. Da qui comincia la fine dei supporti musicali fisici. Il formato dei file audio stereo compatibile con il pc è il wave (estensione .wav) a 44100 hz, 16 bit. E’ il formato dei suoni del computer che risiedono nella cartella C:windows/media di Windows, che vengono ripodotti all’accensione o quando clicchiamo sulle icone.

Utilizzando un computer con lettore cdrom e appositi software, successivamente è stato reso possibile importare i brani di qualsiasi cd audio, sotto forma di file wave salvati in una cartella dell’hard disk. Per ascoltarli è sufficiente cliccarci sopra per aprire automaticamente la finestra del lettore multimediale di Windows. Per gestire file audio serve un pc multimediale che abbia scheda audio e casse. La digitalizzazione della musica ha reso poi possibile anche la masterizzazione di cd aprendo l’era della pirateria musicale.

Il fatto che le canzoni in formato wave occupassero molta memoria (per un minuto di musica occorrono circa 10Mb, 40 Mb per una canzone), spinse poi i programmatori a cercare un sistema per diminuire la loro dimensione senza alterarne la qualità. Ciò serviva anche per potere distribuire le canzoni attravers internet, dato che, almeno all’inizio della sua storia, poteva contare su una velocità di connessione molto bassa.

Mp3 e formati compressi

Per comprimere i file audio sono stati inventati degli algoritmi di compressione basandosi su ricerche di psicoacustica. In particolare è stata considerata la percezione uditiva dell’orecchio umano e la “soglia di udibilità”. L’orecchio umano percepisce le frequenze da 20Hz a 20Khz ed è più sensibile tra i 2Khz e 4Khz; inoltre necessita di un certo tempo per potere sentire suoni (frequenze) “deboli” adiacenti a suoni “forti”.

Eliminando dal file audio originale le informazioni relative alle frequenze non o poco udibili, i ricercatori ottennero una notevole riduzione di spazio di memoria occupata. Il problema era trovare delle codifiche standard internazionali per la digitalizzazione video e la compressione di file audio. Un gruppo di studiosi si riunì e naque la sigla MPEG (Moving Picture Expert Group) con vari algoritmi di compressione.

Si crearono diversi layer (livelli) di codifica: MPEG-1 per l’archiviazione e il recupero di filmati e audio; MPEG-2 lo standard della tv digitale; MPEG-4 versione 1, standard per applicazioni multimediali. Mp3 è la sigla di MPEG 1 layer III ed è quello che riguarda più da vicino il mondo dei suoni. Il fattore che incide sulla qualità dei file Mp3 è il bitrate (flusso di dati in bit per secondo > kbps). Maggiore è il bitrate, maggiore sarà la qualità. L’Mp3 non è certo l’unico formato di compressione audio disponibile, esistono molti formati audio.

Mp3 gratis e pirateria

Un file Mp3 compresso occupa un decimo di memoria rispetto al file wave ed è molto più semplice da archiviare in qualsiasi memoria del pc o da gestire attraverso la rete internet. Apple è stato il primo servizio di vendita di musica online ad imporsi sul mercato con la coppia iTunes iPod. Ma il controllo dei brani in rete si mostrò subito impossibile: in quel periodo naque il fenomeno della musica online illegale.

Il fenomeno della pirateria musicale online ha colpito per molti anni il settore mettendo a rischio il lavoro di etichette, autori, artisti e produttori. A partire da Napster sono nati migliaia di siti che fornivano brani musicali gratuitamente negando di fatto ogni pretesa di copyright. Per ovviare ai successivi controlli imposti dalle autorità, i pirati inventarono il peer to peer con reti autonome senza server centrale.

Il problema della pirateria online non è stato mai risolto e ne primi anni 2000 sembrava potere mettere a rischio tutta la filiera dell’industria musicale. Non avendo trovato soluzioni efficaci per contrastare il problema, l’unico modo per difendere il mercato musicale fu creare un sistema di fruizione ugualmente semplice ed economico, magari con qualche possibilità di ascoltare musica gratis: lo streaming.

Musica in Streaming

Spotify é nato nel 2000 e da allora sono nate molte altre piattaforme di streaming musicale che offrono legalmente la possibilità di ascoltare anche musica gratis in cambio di spot. Allo stesso modo su portali come YouTube si possono ascoltare podcast o vedere video e clip collegandosi in diretta diretta alle trasmissioni radiofoniche e video mediante pc o smartphone.

Nello streaming i supporti musicali sono totalmente liquidi. Non solo l’utente non dispone di un oggetto fisico come il cd, ma non possiede nemmeno un file, come con gli mp3. Il sistema consente di ascoltare musica o vedere film online in flusso continuo, senza download. La riproduzione inizia e continua mano a mano che il computer la riceve dalla rete come si trattasse di una trasmissione radio o tv, ma con in più la possibilità di scegliere il proprio filmato o la propria musica con un click.

Lo streaming ha il merito di avere risollevato il mercato e oggi offre vari livelli di qualità di ascolto e prezzo. Connessioni sempre più veloci consentiranno un aumento delle prestazioni sonore fino a livelli mai visti prima. Eppure i problemi non mancano, se non da un punto di vista tecnologico, dal punto di vista economico e culturale. Mentre il mondo viene inondato di musica, sui social e in ogni luogo virtuale e reale, i guadagni per i musicisti artisti ed etichette sono sempre più scarsi. La musica trasformata in click è fatta di grandi numeri: per la qualità c’è sempre tempo.

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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un imprenditore online, musicista, produttore e blogger. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. È il fondatore di Bintmusic.it, si occupa di comunicazione e scrive articoli di musica e dintorni, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.