Il suono della palla da Basket: chi non si ricorda il classico ‘tum’ che produce quando rimbalza? Un probabile momento di nostalgia ha spinto qualcuno a chiedersi cosa ci fosse dietro quel suono…

Tutti i giorni e le ore della nostra vita sono accompagnati da una colonna sonora fatta di musica, suoni e rumori. Certo, non è solo la musica a risvegliare in noi ricordi e emozioni come visto in un precedente articolo: anche se non ci facciamo caso, qualsiasi suono diventa un tassello della nostra storia. Anche il suono di una palla?

Il suo nome è Jonathan I. Katz e il suo lavoro è insegnare Fisica al centro spaziale di McDonnell dell’Università di Washington. Certo direte voi, solo uno abituato ad aver a che fare con i marziani poteva farsi venire certi dubbi… eppure il suono della palla è più complesso di quel che sembra: fa “tum” quando colpisce il pavimento, ma subito dopo, a ricordarsi bene, si sente anche una specie di sibilo, un suono più acuto.

Il bello poi, è che il suono della palla dipende da una miriade di altri fattori come materiale da cui è costituita, pressione di gonfiaggio, tipo di pavimento, peso, velocità di caduta, temperatura, umidità… Tutte variabili che il nostro eroe ha cercato di inserire in una formula matematica capace di restituire il suono, tenendo presente che la palla si comporta come una molla o una corda di chitarra.

Dopo aver toccato terra e aver prodotto il “tum” iniziale, la palla vibra ancora generando le oscillazioni dell’aria al suo interno che determinano il successivo “ring”, quel suono acuto caratteristico. ma non è ancora finita: il suono dipende anche dall’angolo di incidenza della palla rispetto al pavimento, dal fatto che la palla sia ferma rispetto al suo asse o che venga lanciata con l’effetto… In conclusione, la formula del suono della palla da basket è più complicata del previsto e quella elaborata da Katz, malgrado tutti gli apprezzabili sforzi, è piena zeppa di approssimazioni: meglio continuare a fare canestro.