Musica e tecnologia, un binomio di cui spesso si parla in relazione agli scenari futuri del mercato tra download, streaming, mp3 e nuovi supporti. In realtà c’è anche chi, più che pensare a vendere, si occupa delle opportunità che il progresso, in un futuro ormai presente, può offrire alla creatività, aprendo la porta ad esperienze sonore inesplorate. Questo è certamente il caso del ‘Reactable’.

Il Reactable è uno strumento elettro acustico multi-utente presentato già nel 2007 ma basato su un’idea ancora decisamente attuale, con una interfaccia da tavolo touchscreen che oramai tutti usiamo sugli smartphone. Il suo funzionamento, difficile da descrivere, è molto più facile da comprendere osservando il video qui sotto. Può essere “suonato” da una o più persone contemporaneamente: è sufficiente muovere, su una particolare superficie, degli oggetti tridimensionali che rappresentano differenti tipologie di suoni sintetizzati.

Il Reactable è il risultato di studi in diverse branche della scienza ed è stato sviluppato da un gruppo di ricercatori in Music Tecnology diretti dal Dr. Sergi Jordà all’Istituto Audiovisivo dell’Università di Barcellona in Spagna. Certo, le sue potenzialità nella musica sono ancora tutte da scoprire, ma già alcuni aspetti lo rendono molto interessante.

Oltre a poter essere suonato da più persone contemporaneamente (anche in remoto via internet ecc) racchiude altre novità: è intuitivo, visivo e non richiede istruzioni; è adatto ai bambini; si presta ad essere utilizzato in performance live multimediali e naturali saranno le contaminazioni con il mondo dell’arte e del teatro.

Funziona grazie ad una video camera che, analizzando in continuo un tavolo traslucido, coglie la forma, la posizione e l’orientamento degli oggetti disposti sulla sua superficie. Gli oggetti sono passivi, ovvero autonomamente non emettono alcun suono pur rappresentando un componente di un sintetizzatore modulare.

Solo una volta appoggiati sulla superficie, come per magia, cominciano a suonare emettendo giochi di luce. Muovendo e cambiando posizione agli oggetti, il performer può iniziare a creare… quella che forse sarà la musica del futuro.