Suonare uno strumento

Fare suonare uno strumento ai bambini stimola anche la passione della lettura di libri. La pratica e lo studio musicale sviluppano e modificano la struttura del cervello facilitando la comprensione delle parole nei testi

Suonare uno strumento è anche un ottimo sistema per stimolare la passione nei libri di bambini e adulti. In ogni caso vale la pena tentare, dato che in Italia si legge poco o niente con conseguenze disastrose sul piano sociale ed economico. E chissà mai che una chitarra o un pianoforte in famiglia non siano la soluzione giusta per cominciare ad invertire la rotta e risalire nelle classifiche di tanti studi che ci mostrano come popolo di ignoranti.

Suonare uno strumento non ha solo a che vedere con il mondo delle sette note. I benefici della musica per il cervello d’altronde sono conclamati e non passa giorno che non arrivi una nuova conferma in studi e ricerche che riguardano ogni aspetto del vivere. Chi suona è diverso perchè la pratica musicale modifica davvero la connettività neuronale, favorendo ad esempio le capacità verbali piuttosto che migliorando le capacità cognitive. Gli scienziati oramai ne sono convinti e scansionando il cervello con le ultime tecnologie possono indovinare con estrema precisione se un individuo è o meno un musicista.

Suonare uno strumento non è solo una questione di creatività, fantasia o musicalità quindi, ma un fatto che riguarda da vicino la chimica dell’uomo. Le conseguenze sono inaspettate: cosa potrebbe c’entrare infatti la passione dei libri con la musica?

Musicisti leggono di più

Perchè suonare uno strumento fa leggere più libri lo spiega un esperimento realizzato negli scorsi anni dall’Università Bicocca di Milano in collaborazione con il Cnr. Mediante una tomografia elettromagnetica è stata registrata l’attività bioelettrica del cervello di otto musicisti professionisti e otto persone senza competenze musicali.

Confrontando l’elaborazione visiva di note e parole dei due gruppi si è scoperto che solo i musicisti impegnati nella lettura delle parole attivano aree celebrali di entrambi gli emisferi. Chi non suona invece ha attività solo nella regione occipito temporale di sinistra e il giro occipitale inferiore di sinistra. Questo accade qualunque sia la predisposizione genetica dei soggetti. Qual’è il motivo?

Leggere libri a prima vista

Leggere note a prima vista Secondo i ricercatori è certamente un esercizio abbastanza impegnativo e richiede molta pratica. Gli occhi devono correre avanti sul rigo musicale per non essere colti di sorpresa. La lettura dev’essere continua, precisa e consapevole. All’inizio è difficile ma poi i risultati arrivano e si entra in un circolo virtuoso. Ogni musicista professionista o dilettante capisce in fretta che solo affinando questa capacità può imparare nuova musica in modo più rapido.

Il musicista che legge le note in questo modo non solo viene apprezzato dal pubblico, ma può anche divertirsi suonando e accompagnando altri musicisti o cantanti. Sforzarsi nella lettura dello spartito alla fine diventa una abitudine che influisce anche nella lettura di libri e testi in genere. Ecco perchè la formazione musicale, specie durante l’infanzia a cominciare dagli 8 anni circa, modificando i meccanismi neurali alla base della comprensione delle parole, trasforma di fatto i musicisti in super lettori.

Imparare a leggere le note sul pentagramma da piccoli può essere utile anche per eliminare o prevenire eventuali problemi nei bambini a rischio dislessia. Senza considerare che per tutti suonare uno strumento e fare musica significa trovare un compagno di giochi fedele e insostituibile per tutta la vita.