E’ noto a tutti che con la luce si può creare energia: ora c’è chi la utilizza anche per fare musica. Marko Timlin, musicista finlandese, ha creato ‘Solare’, un progetto che sfrutta una serie di pannelli solari e computer per produrre musica. In realtà il sole c’entra poco: i suoi concerti live si svolgono al buio, in completa oscurità. A produrre i suoni ci pensano delle lampade tascabili.

E’ la variazione di intensità luminosa che colpisce i pannelli solari a modificare i suoni. L’intensità luminosa corrisponde al volume del suono. Oltre a manipolare i volumi, Marko lavora con i timbri senza pensare a melodia o armonia; divide il suono in pezzi utilizzando il software Pure Data e crea strutture timbriche con sette pannelli solari. A suo modo improvvisa musica. Oltre ai panneli solari utilizza il neon e sensori di ultrasuoni che trasformano in anche i suoi movimenti in suono. Il pubblico sembra coinvolto dalle sue performance: anche se si tratta di musica elettronica, l’interazione umana è fondamentale. Sul palco non c’è solo un computer che suona e immagini che scorrono, come spesso accade (con risultati talvolta stucchevoli) nell’arte multimediale.

Timlin, che ha studiato percussioni Jazz e Music Technology al Centre for Music & Technology a Helsinki, è affascinato da tutto ciò che riguarda l’improvvisazione intuitiva e l’interazione con i media digitali e oltre ad inventare strumenti musicali digitali e analogici con cui realizzare dal vivo le proprie idee artistiche, sull’argomento tiene conferenze.