Ragazzo che vuole suonare la chitarra

Suonare la chitarra non è più di moda? Sono finiti i tempi dei grandi chitarristi capaci di entusiasmare le folle. Ma se non avete tempo di imbracciare una sei corde o vi sembra difficile, la tecnologia può dare una grossa mano

Suonare la chitarra negli scorsi decenni per molte persone è sempre stato un sogno e una ambizione, spesso impossibile da realizzare, per questioni di tempo e volontà. Oggi che è arrivata l’intelligenza artificiale con Alexa che ci accende la luce in casa, ci sono nuovi strumenti facili da suonare e le cose sono ulteriormente peggiorate. Nelle classifiche musicali l’era del rock e delle chitarre distorte ha lasciato spazio a tutt’altri generi musicali come il rap o la trap dove per fare musica non serve sapere suonare.

Insomma è inutile negarlo, suonare la chitarra non è più di moda. Sono finiti i tempi dove chitarristi come BBKing, Jimi Hendrix, Clapton, Santana facevano impazzire le folle e la stessa forma della chitarra diventava simbolo sessuale o alabarda contro il potere. Oggi la voglia di anticonformismo si spegne sui social network che tutto amplificano senza bisogno di assoli ma con meme virali che inseguono solo la legge dei grandi numeri. Sia che si tratti di politica, etica o ricette, se esci dal coro non esisti o vieni preso di mira, magari proprio da chi, qualche decennio fa, si sarebbe chiuso in casa a fare la rivoluzione con una Fender in mano.

Suonare la chitarra non è di moda

Negli anni ’60 e per i due tre decenni successivi è esistita una vera e propria cultura della chitarra e i chitarristi erano eroi da imitare a 360 gradi. Dal punto di vista musicale l’evoluzione del chitarrismo moderno è una storia che procede per imitazione fin dagli albori della chitarra elettrificata. Da Charlie Christian in poi è stato tutto un susseguirsi di chitarristi che in qualche modo copiavano tecnica e fraseggio di chi era vissuto prima di loro. I nomi di questi musicisti visionari nella storia del jazz o del rock si contano sulle dita ma qualcuno è universalmente conosciuto: Jimi Hendrix, oppure B.B. King, Pat Metheny o forse John Scofield nel jazz.

Procedere per imitazione è un classico di ogni movimento artistico. Proprio come nell’arte, ispirandosi al passato alcuni chitarristi hanno aggiunto a loro volta qualcosa di nuovo, riuscendo addirittura a far nascere nuovi stili profondamente diversi e innovativi rispetto ai precedenti. Ma come succede in tutti movimenti artistici, ad un certo punto la spinta propulsiva svanisce. Nella musica è successo quando i giovani hanno iniziato ad avere altri riferimenti culturali e identitari, nella comunicazione e nel consumo. Internet, i videogiochi, lo smartphone, i social sono tutte attività alternative al suonare e all’ascoltare.

Basta leggere le statistiche sulle vendite di chitarre elettriche per capire come solo nell’ultimo decennio le vendite siano crollate di circa il 30%. Se gli stessi negozi di strumenti musicali chiudono o non se la passano molto bene, marche storiche come Fender o Gibson arrancano. Suonare la chitarra d’altronde non è semplice come giocare con lo smartphone e richiede mesi di esercizio quotidiano. I principianti faticano perfino a schiacciare una corda, anche se per fortuna esistono ancora allievi volenterosi. L’industria degli strumenti musicali li insegue con chitarre piccole, colorate, elettriche, acustiche e digitali, naturalmente facili da suonare.

Chitarra digitale facile

La Magic Instrument è stata la prima a credere nella possibilità di inserire nel mercato degli strumenti musicali una digital guitar economica e facile da suonare. Uno strumento di plastica (nero o bianco) dalle forme uguali a quella di una chitarra tradizionale elettrica. Al posto delle corde sul manico ha dei pulsanti, mentre dalla parte della cassa acustica rimangono le corde. Per suonarla basta pigiare con la mano destra un solo tasto sul manico. A suggerire le sequenze di accordi, anzi di pulsanti da schiacciare per eseguire le varie parti di una canzone, ci pensa lo schermo di un tablet o di uno smartphone collegato via Bluetooth.

Le caratteristiche di questa sottospecie di Gibson Les Paul di plastica dall’aspetto un pò algido non si esauriscono qui. Le corde producono un volume diverso a seconda di come vengono percosse, mentre il manico della chitarra è pieno di pulsanti che possono essere programmati singolarmente per produrre accordi e variazioni. È facile immaginare molte altre funzioni a livello hardware e software per divertirsi o imparare. Infatti oltre alle manopole e al jack per il collegamento all’amplificatore, utile nel caso non si utilizzasse l’altoparlante interno, la chitarra ha una uscita per le cuffie e una MIDI per trasformarla in controller da collegare a software o sequencer per comporre musica in studio.

Il dispositivo è supportato da una serie di App per iOS o Android con spartiti e testi di canzoni karaoke-style, che per la felicità degli editori possono essere acquistati a pacchetti con abbonamenti mensili. L’alimentazione è a batterie e chi ha provato questa chitarra digitale ritmica dice che è abbastanza leggera, forse più di una chitarra elettrica tradizionale, ma non tanto da offrire la pessima impressione di avere tra le mani un pezzo di plastica al costo di circa 300 dollari.

Suonare la chitarra gestuale

Un altro gruppo di musicisti e sviluppatori software e hardware hanno affrontato il problema di permettere a tutti di suonare la chitarra in modo semplice. Dopo avere raccolto quasi 100 mila dollari su un sito di crowfunding è nata Kurv Guitar, oggetto ideale per chi ama essere protagonista. Più che di una vera e propria chitarra si tratta di uno speciale strumento gestuale che consente anche ai meno dotati dal punto di vista musicale di fare bella figura sullo sconfinato palco virtuale.

La chitarra virtuale Kurv svolge questo compito imprescindibile dell’era social grazie a due sensori che si stringono tra le mani. Da una parte si pigia con le dita una specie di mouse con qualche tasto per riprodurre dei suoni o degli accordi di chitarra campionati. Dall’altra, tenendo in mano una specie di plettro gigante, si finge la pennata nell’aria producendo il suono. Come si può vedere nel video tutto è molto semplice, forse troppo, per essere bello. Ma basta crederci e diventa vero, o quasi.

Essere chitarristi per finta

Se ancora non ne avete abbastanza di sistemi più o meno veri per suonare la chitarra in modo facile e anzi li trovate ancora un pò complicati, non resta che affidarsi alla finzione. Si chiama air guitar la nuova frontiera della musica gestuale: musica a palla, assoli rock o heavy metal e via a far finta di suonare frullando le mani nell’aria. Cosa c’è di così divertente? Innegabile che una certa dose di teatralità faccia parte del bagaglio di ogni buon musicista, ma che la sola finzione potesse diventare uno spettacolo vero e proprio, potevamo immaginarlo?

L’air guitar non è un gioco da ragazzini che studiano le mosse allo specchio, ma un modo per abbandonarsi alla musica che sembra piacere molto. Ogni anno in giro per il mondo si svolge l’Air Guitar World Championships, un vero e proprio campionato mondiale in cui si imitano vari chitarristi imbracciando una chitarra. Da Jimi Hendrix con la sua Fender Stratocaster, a Eddie Van Halen, a Pete Townshend degli Who, a Chuck Berry o Angus Young degli Ac/Dc con il caratteristico sbattere la testa a ritmo dei maestri dell’heavy metal.

Nel frattempo il fenomeno dell’airoke (karaoke + air guitar), sta prendendo piede anche in America. In alcuni locali di New York e Los Angeles si sono formate apposite giurie che hanno stabilito criteri comuni per la valutazione dei concorrenti. Spicca il voto per la capacità tecnica: non è indispensabile saper suonare, ma se la mano si muove come se lo sapesse fare, è meglio. La sorpresa più bella spesso è il premio in palio, non finto, virtuale o fatto d’aria: una vera chitarra elettrica. Probabilmente da esporre in casa come trofeo: a suonarla ci penserà qualcuno con un po’ di voglia di studiare.