studiare musica al pianoforte

Cosa serve l’educazione musicale e dove studiare musica in Italia? Il livello del sistema scolastico italiano, cosa si insegna nelle scuole pubbliche, i corsi privati per imparare a suonare uno strumento e i conservatori che formano musicisti, maestri e compositori

Studiare musica può servire a molte cose. Suoni e vibrazioni sono presenti in natura a cominciare dall’attività degli atomi. Poi ci sono i greci che consideravano la musica una legge morale in grado di fare scoprire il bello fin dalla nascita. Suonare uno strumento consente di apprezzare fino in fondo il linguaggio musicale e ha benefici riconosciuti a livello scientifico, pratico, etico, estetico e filosofico.

Studiare musica permette di affinare i gusti musicali per scoprire le affascinanti melodie e armonie dei grandi compositori oltre al puro consumo musicale. La musica può essere un nutrimento dell’anima, contenere messaggi o divertire, ma solo chi ha una sufficiente educazione musicale é libero di scegliere cosa ascoltare. Come si insegna musica nel sistema scolastico italiano e dove studiare in conservatori e corsi privati?

Indice

Perchè studiare musica

Il modo in cui ci si avvicina a qualsiasi materia dipende dal contesto sociale in cui si vive. La musica oggi e da molto tempo in Italia é considerata solo come una attività ricreativa da esibire nei festival della canzone, in trasmissioni sponsorizzate dove si canta in playback, piuttosto che in concorsi canori sul modello di X Factor. Come attività ricreativa la musica compete quindi con mille attività, non è più di moda ma è diventata un’attitudine familiare.

Spesso studiano musica e suonano uno strumento ragazzi con genitori appassionati. La stessa cosa succede con la lettura di libri e con molte altre passioni che certamente non appartengono ai trend più seguiti che passano nei video reel dei social. Eppure lo studio del linguaggio musicale é importante per mille motivi diversi e dovrebbe essere trasversale ad ogni livello culturale, sociale o economico professionale.

Studiare musica non significa solamente imparare a suonare uno strumento, ma seguire un percorso di sviluppo cognitivo che va ben oltre il mondo dei suoni e che offre benefici psicologici nello sviluppo cerebrale di bambini ed adulti. Gli effetti sui bambini riguardano direttamente l’apprendimento, mentre per gli adulti si tratta di migliorare il benessere, la qualità e addirittura l’aspettativa di vita.

Benefici di studiare musica

Studiare musica migliora il linguaggio poichè sviluppa aree nel lato sinistro del cervello coinvolte in abilità matematiche e capacità di ragionamento. E’ un potente allenamento per la memoria, usata per ricordare gli spartiti e suonare in pubblico senza sbagliare, cosa raramente riscontrabile in altre attività. Suonare migliora la capacità di lavoro perchè serve un impegno costante per portare a casa un buon risultato senza mai accontentarsi della mediocrità.

Studiare musica significa impegnarsi con disciplina per raggiungere obiettivi di alto livello assumendosi dei rischi, anche davanti ad un pubblico. Ciò favorisce lo sviluppo emotivo, intellettuale, la sicurezza di sé, il carattere e l’autostima. I musicisti hanno generalmente anche maggiore capacità di ascolto e sono persone più empatiche nel rapporto con gli altri anche nello studio o sul lavoro.

Lo studio della musica migliora il coordinamento tra cervello, occhi e mani ed aiuta a sviluppare capacità motorie e abilità che valgono anche negli sport. Suonare sviluppa creatività e fantasia perché il mondo dei suoni è infinito. Un musicista non smette mai di imparare e le continue sorprese animano la sua immaginazione. Imparare uno strumento è un ottimo sistema per calmare i bambini iper attivi ma anche gli adulti stressati.

Studiare musica in Italia

Se suonare uno strumento offre tanti benefici, ci si aspetterebbe che una nazione avanzata faccia di tutto per favorire l’educazione musicale dei suoi cittadini. Invece studiare musica in Italia non è mai stato tra le priorità dei programmi di insegnamento della scuola primaria, secondaria e superiore. Nella scuola elementare l’educazione musicale è praticamente assente, alle medie controproducente. In Italia la musica si studia poco, male o niente.

L’ora di musica per la maggioranza degli studenti è pari a religione o educazione fisica: una buona occasione per fare baldoria. Il ruolo del maestro di musica è sottovalutato e spesso inferiore a quello dei bidelli, senza nulla togliere ai collaboratori scolastici che fanno diligentemente il proprio lavoro. Costringere gli alunni a suonare il piffero alle scuole medie è un ottimo sistema per svilire la materia e disincentivare la passione dei giovani fin dalla tenera età.

Nelle scuole superiori va ancora peggio, si insegna storia dell’arte ma non storia della musica. Negli istituti tecnici non cè nessuna traccia di educazione musicale, mentre nei licei si insegna Michelangelo ma non si fa cenno ad alcun compositore classico. Così i giovani non possono che ascoltare musica rap e se sono bravi con pc, smartphone e tablet finiscono col remixare canzoni o loop campionati.

La musica potrebbe fare sognare e aprire la mente anche a bambini e ragazzi che vivono situazioni disagiate a livello economico o culturale, ma la politica non si è mai occupata di diffondere in modo serio la cultura musicale nella popolazione. Tutto è nelle mani delle famiglie o di valorosi maestri che intraprendono l’arte di insegnare musica in modo coraggioso, spesso sfidando diffidenza e pregiudizi di allievi e genitori.

Educazione musicale scarsa?

Perchè studiare musica non rientra nei programmi ministeriali in Italia? Fin dall’inizio nel sistema scolastico italiano l’educazione musicale è stata considerata un addestramento di tipo pratico e non intellettuale, finalizzato allo svago dei sensi. Se il livello culturale musicale in Italia rasenta lo zero ci sono dei motivi storici svelati nel documento intitolato l’Educazione musicale nella scuola italiana dall’unità a oggi scritto da Nicola Badolato e Anna Scalfaro.

Tutto comincia con Francesco De Sanctis, ministro dell’Istruzione nel 1861, che sul giornale L’Italia, riferendosi alle materie di musica e danza, suggerisce al ministro Giuseppe Natoli di “non caricare alunni e professori con materie superflue che non producono valentuomini, ma buffoni”. Nel 1894 l’illuminato ministro Guido Baccelli inserisce il canto come materia facoltativa come “mezzo d’igiene, riposo, ricreazione e disciplina”. Insomma suonare è considerato alla stregua di una ginnastica.

Serve il parere dei pedagogisti Rosa Agazzi e Pietro Pasquali al 1° Congresso Pedagogico Nazionale di Torino (1898) per scuotere l’apparato scolastico. Finalmente si sottolinea il valore educativo e formativo della musica, che col canto diventa materia facoltativa. Nel 1905 però l’ora di musica è superata dal disegno, obbligatorio nei programmi scolastici del ministro Vittorio Emanuele Orlando.

Si deve arrivare al 1914 affinché l’insegnamento della musica ottenga qualche spazio nei programmi per gli Asili d’infanzia. Solo dal 1923 con la riforma di Giovanni Gentile la musica, anzi il canto, in particolar modo legato alla cultura folcloristica e popolare, viene inserito tra le materie obbligatorie nelle elementari insieme agli insegnamenti artistici di “disegno spontaneo” e “bella scrittura e recitazione”.

Studiare musica: e il lavoro?

Solo recentemente nella scuola secondaria sono state introdotte alcune sezioni ad indirizzo musicale in cui viene impartito l’insegnamento musicale dal punto di vista pratico e teorico. Viceversa per imparare le basi di teoria e armonia ci si deve affidare a scuole e corsi privati in orario extrascolastico. Nella scuola superiore la musica non compare mai tra le materie di studio anche nel liceo classico, a differenza di altre discipline artistiche.

Uno dei motivi per cui studiare musica in Italia è così difficile è la scarsa preparazione in campo musicale di professori e maestri elementari, assecondata da legislatori che non ritengono l’insegnamento musicale utile a formare una nuova classe di lavoratori o forse di persone. Perché é inutile dire che lo scotto di un insegnamento musicale insufficiente in italia lo paghiamo tutti i giorni anche a livello di vita civile.

Chi insegna musica o cerca di trasformare il talento musicale innato in professione viene visto dai più come un perditempo sfaticato. Pazienza se l’impegno necessario per diventare musicisti o diplomarsi al conservatorio o nelle migliori scuole al mondo è superiore al conseguimento delle migliori lauree tradizionali, magari più riconosciute dalla società perchè più produttive sul piano economico.

Sarà sicuramente per errori fatti in passato che la strada di un musicista in Italia parte in salita fin dall’inizio e lo stipendio di un orchestrale rimane molto inferiore rispetto a quello di un ricercatore in qualsiasi altro campo. La carriera e il rapporto tra musica e denaro è complicato più che in altri settori, ma la musica rimane uno dei pochi ambiti a premiare il merito, se non davanti ad un pubblico numeroso, davanti a chi merita di ascoltare.

Scuole di musica private

Per l’importanza che assume a livello cognitivo e morale, studiare musica dovrebbe far parte della scuola dell’obbligo così come le lezioni di grammatica italiana o matematica. In Italia chi desidera fare intraprendere ai propri figli un percorso di formazione musicale invece deve necessariamente rivolgersi a strutture e scuole pubbliche o private, frequentando corsi di musica a pagamento.

Esistono scuole di musica private di tutti i generi musicali ed età dove imparare a suonare il repertorio classico ma anche l’improvvisazione jazz e la musica leggera. I corsi di musica per bambini sono perfetti per sviluppare la passione sfruttando la plasticità del cervello dei piccoli. Imparare a suonare uno strumento non è difficile, ma prima si inizia e meglio è come insegnano i bambini prodigio.

Le lezioni di musica per bambini si svolgono come un gioco propriocettivo. Fin dai 3 o 4 anni il bimbo tocca, si muove e reagisce agli stimoli sonori, poi con il tempo impara i primi rudimenti di teoria e armonia in modo naturale. Mettere le mani su un pianoforte alla fine diventa come prendere in mano una penna per disegnare.

I corsi per adulti riguardano più da vicino la tecnica dello strumento e la pratica. Le persone solitamente quando si rivolgono a maestri privati o scuole per imparare a suonare o migliorare le loro capacità e hanno le idee chiare sul genere preferito. C’è chi vuole scoprire il mondo dell’armonia jazz, chi si dedica alla classica e chi imbraccia una chitarra elettrica memore dei miti del rock dei bei tempi che furono.

Ecco un elenco di scuole sul territorio italiano dove studiare musica e imparare a suonare uno strumento e non solo. Relativamente alla voce ci sono corsi canto, dizione, emissione di suono, timbrica, tecniche vocali, recitazione, ma anche di doppiaggio e uso del microfono.

Emu European Music School Union che riunisce le associazioni nazionali di scuole di musica in Europa in rappresentanza di 25 paesi europei

Aidsm Riunisce scuole pubbliche e private italiane e ha come scopo lo sviluppo della cultura musicale. Sul sito sono indicate tutti i corsi musica sul territorio italiano

Scuola Suzuki Informazioni sulla metodologia Suzuki per lo studio del pianoforte con un metodo di insegnamento dedicato ai bambini

Metodo Yamaha Programma didattico dedicato dai bambini in età solare e prescolare fino al mondo degli adulti

CpM – Milano. Centro professione musica a Milano per chi desidera trasformare i suoi sogni in lavoro con corsi musica per strumento, formazione stage e canto

Cemm Bussero (Mi) – Si tengono corsi di rock, fusion, blues, jazz con una didattica in continua evoluzione sia come maestri che come sviluppo del linguaggio musicale

AccademiaVivaldi – Bollate (Mi). Corsi di musica classica e leggera per adulti e bambini con approfondimento tenuti da illustri musicisti del panorama italiano e internazionale

Pentagramma – Bari. Avviamento e specializzazione per jazz, classica, rock, pop, funky e etnica. Studio di teoria e strumento con musica d’insieme, esercitazioni corali e big band

Slmc Saint louis college of music Roma, corsi base e formazione professionale tenuti da musicisti che hanno svolto per molti anni attività concertistica nel campo jazz, rock e pop

ScuolaConte – Genova. Corsi musica insieme a concerti, seminari, convegni, rassegne e stagioni concertistiche con gli allievi delle classi a livello amatoriale e professionale

Conservatori e corsi classica

Alcuni bambini cominciano a suonare uno strumento per passione e poi magari scoprono di essere veri talenti per intraprendere un percorso professionale che li porterà lontano, magari a suonare come solisti in orchestre prestigiose italiane o straniere. I conservatori sono i luoghi istituzionali in cui si svolgono attività didattiche e concertistiche e dove si studia per diventare musicisti, compositori, direttori d’orchestra e specializzarsi in musica classica o jazz.

L’origine dei conservatori è legata al significato della parola. Quando furono creati nel 1600 prima a Napoli, Venezia e poi a Palermo, dovevano proteggere (ovvero conservare), fare studiare ed avviare ad una professione orfani e ragazzi bisognosi. Tra le professioni c’era anche quella del musicista e tra gli scopi la conservazione della tradizione musicale, ma in realtà nei conservatori si studiava di tutto, dalla lingua italiana alla pittura, fino a cucire e lavorare il legno.

Oggi nei conservatori l’insegnamento è escusivamente musicale e chi vuole studiare musica classica in italia trova una sede in tutti i territori in ogni regione e città. Ecco una lista dei conservatori italiani per scoprire indirizzo delle sedi, maestri e attività didattiche.

Mappa dei conservatori Una cartina italiana per conoscere le città dove esiste un conservatorio. Informazioni a portata di click

Informagiovani Elenco dei conservatori italiani con indirizzi e siti online di riferimento per avere notizie sui programmi di studio

Giuseppe Verdi Milano Informazioni su corsi, concerti, auditorium, didattica e docenti dell’istituto musicale milanese

Santa Cecilia Roma Famosa scuola di musica che presenta corsi, docenti e la produzione artistica e concertistica di allievi e maestri

San Pietro a Maiella Napoli Corsi per strumento e composizione, graduatorie, biblioteca e informazioni per gli studenti

Paganini Genova Tutte le informazioni sulle iscrizioni, corsi ed esami del conservatorio della città ligure

Conservatorio Bologna Contiene informazioni sulle attività scolastiche e sui concerti degli allievi dellla scuola intitolata a Giovan Battista Martini

Luigi Cherubini Firenze Corsi e requisiti per l’ammissione ai corsi di teoria e solfeggio, strumento e composizione

Istituto musicale Pietro Mascagni La biblioteca musicale specializzata, i corsi di strumento, canto e composizione della scuola di musica di Livorno

Conservatorio di Adria Le attività e i corsi di studio dell’istituto Antonio Buzzolla della cittadina

Antonio Vivaldi Alessandria Include guida agli studi, informazioni sulla biblioteca, attività e i dipartimenti della scuola Antonio Vivaldi

Cilea Reggio Calabria Un sito istituzionale che contiene notizie su corsi, attività ed sami dell’istituto Francesco Cilea

Francesco venezze Rovigo Archivio fotografico, informazioni su storia, corsi, professori, studenti del Francesco Venezze

Gesualdo da Venosa Potenza Informazioni su corsi, progetti e docenti del conservatorio di Potenza

Giuseppe Tartini Trieste Le attività didattiche per la formazione musicale e artistica e le produzioni concertistiche della scuola

Lorenzo Perosi Campobasso Informazioni su attività, progetti, modalità di iscrizione e partecipazione all’orchestra del conservatorio

Umberto Giordano Foggia Concerti, attività, progetti e docenti della scuola in cui studiare musica per trasformare una passione in lavoro

Istituto Musicale Luigi Boccherini Si trova a Lucca. Il sito presenta il programma dei corsi e degli eventi con la storia conservatorio

Conservatorio Svizzera Italiana Appena fuori dal confine italiano la scuola per diplomarsi e perfezionarsi come solisti

ClaraSchumann – Livorno. Scuola comunale che lavora da decenni con bambini e adulti e che organizza corsi di di oboe, chitarra, pianoforte, flauto e violino

Accademia – Cagliari. Corsi musica per musicisti che vogliono affrontare una carriera concertistica. Seminari e concerti e collaborazioni con docenti di prestigio internazionale.

IstitutoBraga – Teramo. Scuola di musica parificata ai Conservatori statali che fa attività di formazione dalle scuole medie fino all’università

Cammmusicinstitute – Padova. Formazioni musicale classica e apprendimento dell’arte musicale, co preparazione accademica per l’ammissione al conservatorio

ScuolaVerdi – Prato. Corsi di Musica strumentale e vocale e diffusione della cultura musicale con attività didattiche e programmazioni musicali

Vittadini – Pavia. Istituto superiore di studi musicali pareggiato ai conservatori di stato. Si insegna musica classica, jazz e altri linguaggi sonori con convegni e rassegne concertistiche