studiare con la musica

Meglio studiare con la musica o senza? Cerchiamo di capire pro e contro, se ascoltare canzoni va bene, aiuta concentrazione e capacità di memorizzare oppure se distrae. Ma esistono generi musicali di sottofondo da preferire?

Studiare con la musica in sottofondo è una sana abitudine? Milioni di ragazzi e di genitori dalle scuole elementari passando dal liceo fino all’università sono pronti a chiederselo. Non sono gli unici. Su quali siano i pro e i contro di un sottofondo nelle orecchie mentre si studia, negli ultimi anni hanno indagato anche molti ricercatori di ogni parte del mondo.

Perche studiare con la musica? Forse perchè siamo talmente immersi nei suoni e nei rumori costantemente che rimanere in silenzio anche solo qualche ora al giorno davanti ai libri può sembrare strano. Certo parlare di silenzio nella nostra società non è semplice, se non come di un lusso che pochi possono permettersi o concedersi. D’altronde l’evoluzione tecnologica ha reso possibile fruire della musica ovunque, prima con i lettori mp3 e ora gli smartphone. I servizi di streaming fanno a gara per conquistare gli utenti in ogni momento della giornata rendendo il sottofondo indispensabile sempre e comunque.

Ma avere sempre la musica delle orecchie fa bene e serve sempre? Come dicevamo ci sono alcune ricerche che valutano pro e contro, specialmente relativamente alle capacità cognitive e di memorizzazione.

Studiare con la musica fa bene?

I ricercatori dell’University of Wales di Cardiff alcuni anni fa avevano fatto dei test scoprendo che studiare con sottofondo musicale in realtà era deleterio per le prestazioni cognitive. Lo dimostravano i risultati di una serie di test effettuati su gruppi di studenti impegnati a ricordare l’ordine esatto di una lista di parole. Il cervello distratto dalle note sembrava avere più difficoltà nel ritrovare la giusta concentrazione. Alla fine questo studio aveva concluso che l’unico vero segreto per favorire l’apprendimento fosse studiare in silenzio.

Poi è arrivata l’era dello smartphone e sono stati realizzati altri test sullo studiare con o senza musica, una delle quali proprio commissionato dal servizio di streaming Spotify. Conflitto di interesse a parte, la sua ricerca ha ribaltato la tesi precedente. Il silenzio non sarebbe il miglior elisir per il cervello impegnato a memorizzare e ad elaborare informazioni. Studiare con la musica aumenta la concentrazione e sarebbe il modo migliore per rendere le persone più intelligenti, aiutandole ad imparare e ricordare fatti e nozioni nuove più facilmente.

Come si fa a studiare con la musica

Che la musica faccia bene non è certo una novità. Da molti anni quando si parla di rapporto tra musica e funzioni cognitive ci si riferisce al cosiddetto effetto Mozart. Si è sempre pensato che il semplice ascolto delle opere del grande compositore favorisse l’intelligenza e il ragionamento spazio-temporale. Sarà vero e soprattutto esiste un genere musicale da preferire quando si studia matematica, piuttosto che inglese o diritto?

La Dottoressa Emma Gray, psicologa specializzata in terapia cognitivo comportamentale al BABCP (British Cognitive Beahaviour Therapy and Counselling Service) di Londra ha compiuto alcuni studi in questo senso. I risultati delle sue ricerche non solo confermano che studiare con la musica aiuta, ma ha scoperto che i benefici non riguardano solo il genere classico. I benefici sarebbero indipendenti dal genere di canzoni ascoltate: classica, jazz, pop o rock non fa differenza, l’importanza è il ritmo.

Studiare con musica rilassante?

Studiare con la musica dal ritmo giusto è fondamentale perchè potrebbe migliorare le performance degli studenti agli esami addirittura di un 12%. A stimolare l’apprendimento non sarebbe quindi il genere ma il ritmo delle canzoni. Un tempo veloce o lento potrebbe favorire la concentrazione suscitando sulla mente un effetto più o meno calmante a seconda dei casi. Quindi non importa se si sceglie di ascoltare un brano di Miley Cyrus, una canzone di Justin Timberlake, uno standard jazz o un concerto di Bach.

Per studiare matematica con la musica o materie scientifiche come sottofondo sarebbero da preferire canzoni più lente, le ballad con un tempo da 50 a 80 battiti al minuto. Per studiare inglese, materie umanistiche, teatro e arte andrebbero invece bene anche canzoni o generi più eccitanti. Un ritmo più sostenuto favorisce la performance del cervello da un punto di vista creativo. Nella scelta di una eventuale playlist ideale invece sono da evitare le canzoni preferite. Evocano emozioni che distraggono e non sono necessarie all’apprendimento.

I risultati di questi studi sui pro e contro di studiare con la musica sembrano contrastanti. In realtà tutti gli studiosi sono concordi nell’affermare come l’ascolto di musica sia una esperienza piacevole, gratificante e rilassante. La musica stimola il rilascio di dopamina come una droga naturale che non stordisce ma può fare prendere buoni voti a scuola. Le playlist dei servizi di streaming sembrano fatte apposta per provare l’effetto. Costano poco e sono una sorgente infinita di brani neutri che lasciano il cervello libero di imparare.