Bambini suonano strumenti riciclati

Recycled Orchestra è un ensemble musicale che suona strumenti riciclati dai rifiuti fatti con materiali di scarto della spazzatura. Come la chitarra low cost, questi progetti aiutano i bambini dei paesi poveri a coltivare sogni

Nelle ricche civiltà occidentali si parla sempre più spesso di riciclo creativo e c’è una nuova consapevolezza sui temi della sostenibilità ambientale. Certo è più difficile pensare alla creatività quando si vive in una piccola città del Paraguay che ha una discarica come principale fonte di sussistenza dei residenti. Eppure l’idea di suonare strumenti riciclati dai rifiuti viene a Nicolás Gómez, un uomo che si guadagna da vivere raccogliendo materiali di scarto come plastica, metallo e cartone.

E’ proprio in uno dei quartieri più poveri dell’America Latina che la musica può contribuire a dare una speranza e fare sognare. Un giorno Nicolás Gómez trova un pezzo di spazzatura che assomiglia vagamente ad un violino e lo porta a Favio Chávez, ingegnere ambientale con la passione della musica. Dalla loro collaborazione nasce un primo violino costruito con materiali di riciclo. Poi sempre dai rifiuti arrivano altri strumenti riciclati: violoncello, flauto, tamburo. Serve qualcuno capace di suonarli e allora ecco l’idea di formare una vera e propria Recycled Orchestra aperte a tutti i bambini di quest’area, una delle più depresse e povere al mondo.

Strumenti riciclati per bambini

L’orchestra riciclata è prima di tutto un modo per offrire ai bambini una possibilità di riscatto in una realtà quotidiana dove strumenti veri verrebbero immediatamente rubati. Ma chi ha ascoltato suonare questi strumenti riciclati fatti con materiali di scarto sostiene che suonino addirittura meglio di quelli low cost realizzati in Cina. Nel frattempo il progetto di Cateura è cresciuto. Da fenomeno circoscritto la Recycled Orchestra è stato conosciuto in tutto il mondo raccontato da un gruppo di registi, produttori e fotografi.

Attraverso un sito di crowfunding hanno trovato finanziamenti per realizzare il film ‘Landfill Harmonic’ che pubblicato su YouTube ha ricevuto premi a livello internazionale. Nel piccolo paese è nata una scuola frequentata da più di 200 bambini della discarica che altrimenti avrebbero dovuto lavorare. Oltre ad insegnare musica i bambini imparano a costruire strumenti riciclati. L’orchestra ha un serie di tour tra teatri, scuole, quartieri poveri delle città in America. Una testimonianza di speranza che fa riflettere sul tema della povertà e dell’inquinamento.

Chitarra low cost per l’Africa

Oltre a costruire strumenti riciclati c’è chi si inventa anche strumenti particolarmente economici per le zone più povere del pianeta. E’ il caso di un progetto tutto italiano di chitarra low cost a metà tra musica e solidarietà che vuole diffondere la cultura e l’insegnamento della musica anche nei paesi più poveri. Anche in questo caso parlare di musica in un paese che fatica a mangiare, con una aspettativa di vita di 48 anni, potrebbe sembrare fuori luogo, ma non lo è.

Come nel caso degli strumenti riciclati, costruire una chitarra a basso costo per i paesi poveri e in via di sviluppo significa anche dare speranze, costruire sogni e migliorare la qualità della vita. Specialmente alle nuove generazioni che non possono permettersi uno strumento, o che anche se riuscissero a procurarsene uno, vivrebbero sotto la costante minaccia di esserne derubati. In questo caso il chitarrista Lorenzo Frizzera e il liutaio Stefano Robol sono riusciti a produrre una piccola chitarra molto economica ma perfettamente funzionante che hanno chiamato Chiquitica (‘piccolina’).

La chitarra low cost è venduta a 19,50 euro, un costo davvero irrisorio per uno strumento musicale. Costruita da un unico pezzo di legno, utilizza come cassa di risonanza la stessa scatola del packaging con cui viene spedita, e lenze da pesca al posto delle corde di nylon. La scatola di cartone che funziona da cassa di risonanza della chitarra e può ovviamente venire personalizzata. Il prezzo comprende anche un altro strumento uguale che viene inviato in un paese svantaggiato da una struttura che conta su vari collaboratori, partner e associazione non-profit che operano direttamente sul territorio.