Strumenti musicali antichi suonati da una ragazza

Che suono avevano gli strumenti musicali antichi che greci e romani suonavano qualche millennio fa? Il timbro di Epigonion e Lituus svelati con le ultimissime tecnologie nel campo della sintesi sonora per modelli fisici

Cosa sono gli strumenti musicali antichi? Il nostro sguardo spesso è proiettato al futuro. Tutti hanno imparato i segreti dello streaming e molti si dilettano a remixare loop con tablet e smartphone dotati delle ultime app per fare musica. Ma certamente pochi si chiedono quale sia il tortuoso percorso tra scienza e arte che nel corso dei millenni ha permesso di sviluppare la musica suonata con gli strumenti che oggi tutti conosciamo.

Si hanno tracce di musica nell’antica Grecia fin dal VI secolo A.C., mentre canti e strumenti antichi accompagna la civiltà romana fino alla caduta dell’impero. Di quali strumenti si tratta e come suonavano? Com’è possibile ricostruire forma e timbro di uno strumento antico? La tecnica utilizzata richiede sofisticati software e potenti computer e prende il nome di physical modeling (sintesi per modelli fisici). In pratica, a partire resti di scavi archeologici, si usano equazioni matematiche ed algoritmi che simulino non solo il comportamento fisico dello strumento, ma anche la sua reazione al suono.

Epigonion antica Grecia

L’Epigonion è uno strumento antico di legno a corde di cui finora si erano avute notizie solo attraverso la letteratura o l’archeologia, nei ritrovamenti di opere pittoriche o nelle descrizioni che ne facevano i poeti dell’antichità. Come molti strumenti antichi greci era suonato in due diversi modi: pizzicando le corde o percuotendole con un martelletto, proprio come molti millenni dopo avverrà con l’arpa o il pianoforte.

Il suono dell’Epigonion è infatti molto simile a quello di strumenti musicali moderni come l’arpa e il clavicembalo. Per ricostruirlo, i ricercatori del progetto Astra (Ancient Instruments Sound Timbre Reconstruction Application) coordinato dal Conservatorio di Salerno e dal Cern di Ginevra, alcuni anni fa hanno utilizzato un procedimento chiamato «sintesi per modelli fisici» utilizzando equazioni matematiche e algoritmi che descrivono virtualmente forme dello strumento, materiali, tecniche costruttive e il modo in cui veniva suonato.

Nell’antica Grecia non si suonava musica scritta, ma i brani si conoscevano a memoria e si tramandavano oralmente. I ricercatori hanno quindi pensato di riprodurre con l’Epigonion virtuale le note di uno spartito medievale. Il risultato è certamente interessante e permette di ascoltare le melodie del passato utilizzando dati certi senza affidarsi alle semplice supposizioni di copie realizzate in scala. E buffo è pensare che sono proprio le nuove tecnologie, quelle che rendono la vita semplice e forse un pò più superficiale anche nel campo della musica, a permettere di trasformare in realtà la voglia di conoscenza.

Lituus strumento antica Roma

Il Lituus invece è un antico strumento simile alla tromba che veniva suonato fin dall’Antica Roma e di cui si erano perse le tracce oltre 300 anni fa. E’ stato anch’esso ricostruito grazie all’aiuto di un nuovo software utilizzato da un gruppo di scienziati scozzesi per conto della Epsrc (Engineering and Physical Sciences Research Council) dell’Universita’ di Edimburgo con gli strumentisti svizzeri della Schola Cantorum Basiliensis.

La ricostruzione del Lituus è stata resa possibile sulla base di ricerche effettuate su strumenti simili dagli esperti della Schola Cantorum, conservatorio focalizzato sulla musica antica, che hanno suggerito ai ricercatori non solo il timbro e il tipo di suono che verosimilmente avrebbe potuto avere lo strumento, ma anche la modalità con cui veniva suonato. Il risultato è uno strumento lungo 2,4 metri simile ad una tromba, con una campana svasata nella sua parte terminale.

Il suono del Lituus ha un timbro risulta molto acuto, mentre la gamma tonale è decisamente limitata a fronte di una elevata difficoltà di esecuzione. Alla fine ne sono stati realizzati due esemplari con cui gli strumentisti della Schola Cantorum Basiliensis hanno eseguito il mottetto “O Jesu Christ, meins Lebens Licht (BWV 118)” di Bach, che nella partitura prevede l’uso del Lituus. Gli esemplari realizzati corrispondono alla forma che il Lituus aveva in epoca mediovale. La forma dello strumento in epoca Etrusca e Romana era leggermente diversa, curvo alla fine come il Carnyx dei Galli, e proprio per il suo suono pungente veniva utilizzato dai militari come segnale durante le battaglie.