Strisce pedonali

Camminare è un elisir di lunga vita, ma in città il rischio di accorciarla per chi si muove su due piedi è reale. Se non bastasse l’inquinamente atmosferico a minare la salute dei cittadini, ci pensano i monopattini sui marciapiedi o la mancanza di senso civico degli automobilisti a complicare le cose. In particolare molti incidenti per i pedoni avvengono per il mancato rispetto delle strisce pedonali.

In qualunque grande città italiana attraversare la strada a piedi è una sfida sfiancante contro maleducazione e assoluta mancanza di senso civico degli automobilisti anche in presenza di bambini e anziani. Gli ultimi dati parlano di un costante aumento di incidenti anche gravi in cui sono vittime i cittadini che attraversano sulle strisce pedonali. In termini di sicurezza stradale quali modifiche sono state apportate nel nuovo Codice della strada?

Storia strisce pedonali

Tutti impariamo fin da bambini ad attraversare la strada sulle strisce pedonali. In effetti l’esigenza di una segnaletica per garantire il passaggio dei pedoni è nata con la diffusione delle automobili, la cui storia, a partire dall’America , è relativamente recente. Ma esistono attraversamenti pedonali antichi migliaia di anni anche tra le rovine di Pompei. In quel caso dei blocchi di roccia consentivano di attraversare una strada e alle acque reflue di scorrere.

Migliaia di anni dopo le strisce pedonali diventano invece un tema di sicurezza stradale. Il primo incidente mortale di cui si ha notizia risale al 1899, quando un taxi investì un pedone newyorchese sceso da un tram. Nei primi del ‘900 si iniziarono a studiare vari sistemi per controllare il traffico, come rudimentali semafori o pali ai bordi della strada, ma poi si capì che il migliore sistema era disegnare delle indicazioni direttamente sulla strada.

Per offrire una segnaletica chiara ai pedoni e agli automobilisti obbligati a dare la precedenza, negli anni ’30 per gli attraversamenti pedonali si cominciarono ad usare delle borchie metalliche nel terreno, poi una segnaletica stradale a linee, prima continue poi tratteggiate che comunque, come si può vedere in questa storia illustrata erano poco visibili. Strisce pedonali sul modello zebra crossing sono state inventate da un ingegnere del traffico inglese e introdotte per la prima volta nel 1951 sulle strade inglesi del Berkshire.

Codice e pedoni sulle strisce

Con il boom dell’automobile degli anni ’60 le strisce pedonali hanno consentito di regolare il traffico cittadino ma oggi le cose sono molto peggiorate. Ci sono studi che sostengono come la loro presenza possa fare sentire i pedoni più sicuri e liberi di scendere dal marciapiede e attraversare senza valutare tempi di frenata dei veicoli e condizioni della strada: pioggia e ghiaccio fanno la differenza.

Il codide della strada è sempre stato chiaro sull’argomento. Se l’articolo 191 del codice della strada dice che i conducenti di autoveicolo o motoveicoli devono fermarsi quando i pedoni transitano sulle strisce e dare la precedenza a chi si accinge all’attraversamento, anche i pedoni hanno obblighi da rispettare. Primo tra tutti un minimo di accortezza nel non lanciarsi tra le automobili in corsa.

Il nuovo codice della strada (legge n. 156/2021) introduce alcune novità per la scurezza dei pedoni. Gli automobilisti quando si avvicinano alle strisce pedonali hanno sempre l’obbligo di rallentare o dare la precedenza ad un pedone sia che si trovi già sulla strada o sia nelle sue vicinanze ed in procinto di attraversare. Stessa regola vale per gli automobilisti durante le svolte ed in eentrambi i casi per chi non rispetta le regole ci sono multe da 167 a 665 euro.

Sicurezza dei pedoni

Le strisce pedonali sono solo un aspetto di un problema più ampio che riguarda educazione e senso civico dei cittadini. Il rispetto della segnaletica stradale dovrebbe essere insegnato a partire dalla scuola per diminuire i comportamenti a rischio come farsi distrarre dal cellulare durante la guida, eccedere in velocità, parcheggiare selvaggiamente ostrundo la vista dei pedoni sulle strisce pedonali e nei pressi.

La manutenzione delle strisce pedonali che sbiadiscono fino a cancellarsi insieme ai cartelli segnaletici inesistenti sono problemi che riguardano molte amministrazioni cittadine. L’uso del buon senso e degli attraversamenti appositi dovrebbe garantire l’incolumità dei pedoni ma non sempre avviene, anzi. Spesso è proprio nei pressi delle strisce pedonali che avvengono gli incidenti più gravi che addirittura potrebbero favorire gli incidenti.

Cosa fare per migliorare la sicurezza dei pedoni e di chi ama camminare anche per motivi salutistici? Varie amministrazioni hanno adottato alcune soluzioni. Si possono sostituire le vecchie strisce stradali con una segnaletica più sofisticata, ad esempio con strisce pedonali plastificate che non temono l’usura e sono visibili anche di notte. Creare isole pedonali protette in particolare nelle aree più trafficate e sensibili di scuole e ospedali, con illuminazioni led lampeggianti sempre attive.

Strisce pedonali più efficaci

Ci sono anche strisce pedonali tridimensionali per un effetto ottico garantito. L’illusione di vedere alzarsi le strisce dalla strada sembra indurre il guidatore a rallentare. Le amministrazioni di Trieste e Bologna hanno adottato in parte questa misura precauzionale e altre città si apprestano a vagliarla anche se per poterle utilizzare ovunque è necessario modificare la segnaletica tradizionale. Per sensibilizzare pedoni e conducenti è anche stato cambiato il codice della strada.

L’amministrazione di New York ha pubblicato una serie di suggerimenti pratici che chiunque cammina per la città dovrebbe memorizzare. Dai tipi di segnali e dal loro utilizzo fino ai consigli su come evitare rischi inutili. Mentre a Shangai è stato installato un nuovo sistema digitale con tessere posizionate direttamente sulla strada che lampeggiano per attirare l’attenzione. Inoltre un sistema di allerta con schermi a led e altoparlanti si attiva su entrambi i lati quando si infrangono le regole.

In India il problema è sempre più sentito con un numero incredibilmente alto di incidenti stradali in cui risultano coinvolti pedoni e ciclisti. Anche qui sono in atto misure per arginare il danno grazie alla costruzione di isole pedonali, piste ciclabili, disegni su strisce in tre dimensioni e incentivi per il blocco del traffico. In Irlanda al posto delle zebra crossing ci sono le pelican crossing che funzionano con un pulsante illuminato di rosso o verde azionato da chi vuole attraversare l’incrocio. Le luci pedonali illuminano le strisce su cui camminare.

In alcune città inglesi per migliorare la sicurezza degli attraversamenti pedonali sono state provate strisce pedonali colorate anche per fare in modo che vengano più utilizzate. Secondo una ricerca realizzata nel 2004 in Australia, le superfici colorate hanno un effetto positivo e riducono il numero di incidenti e la gravità delle lesioni specie su strade trafficate e complesse. Favorevoli alla pavimentazione colorata anche il 41% degli americani che però potrebbe generare problemi ad autistici e ipovedenti anche in relazione al comportamento dei cani con i colori.