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Che stress di rumore! Ma possibile che il rumore notturno riesca ad intaccare anche i nostri sogni? Sembra proprio di sì, il rumore è capace di cancellare il sonno profondo e la fase ‘Rem’, causando appunto l’insonnia.

I dati raccolti da una ricerca dell’Istituto di Medicina del Lavoro di Trieste parlano chiaro: le farmacie che operano nei quartieri dove il livello sonoro notturno è compreso tra i 55 e i 75 decibel vendono una quantità di sonniferi e tranquillanti doppia o addirittura tripla rispetto alla media.

E non è finita qui, purtroppo. La lista delle conseguenze negative che minano molto da vicino la qualità della nostra vita e salute si allarga fino a considerare, in caso di esposizioni prolungate, gravi forme di malessere legate a tachicardia, nausea, alterazioni del campo visivo e della trasmissione degli impulsi nervosi quando non diventa addirittura una vera e propria minaccia diretta per l’udito.

Molto frequenti sono anche gli effetti psicologici del frastuono, in grado di generare stress, aggressività, emicrania, capogiri, inappetenza, difficoltà di concentrazione, insonnia. E anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un monito dopo uno studio effettuato su 96 città italiane: la rumorosità notturna è superiore ai livelli massimi di tollerabilità per l’orecchio umano nel 98% delle aree urbane.

La conseguenza? Entro 3 anni in Italia ci saranno più sordi che anziani. Cosa fare? Il primo passo sarebbe quello di sensibilizzare i più giovani al problema visto che un’indagine dell’Università di Boston dimostra che tra chi ascolta musica con lettori mp3, ben un quarto tiene il volume ad un livello molto superiore alla soglia raccomandata.

In questo caso il rischio per l’udito esiste davvero, dato che numerosi lettori mp3 e smarphone per ascoltare musica hanno una capacità di suono di 91/121 decibel che diventano 139 db con gli auricolari: il rumore di un aereo al decollo…