artista suona

Streaming, c’è chi sostiene sia il futuro della musica, chi invece la sua fossa definitiva. Il problema è semplice: è vero che lo streaming gratis ha tolto spazio alla pirateria, ma alla fine se nessuno paga quanto guadagnano gli artisti, i produttori e i musicisti?

Quelli che vi proponiamo sono i dati che Gryffin Media ha analizzato delle cifre pagate dai maggiori sistemi di streaming presenti sul mercato ai proprietari dei contenuti.

iTunes Radio Si impone come uno dei principali sistemi di streaming. Al pubblico ascoltare musica da un infinito catalogo costa 25 dollari all’anno. Per proporre la sua musica l’artista deve essere nel catalogo iTunes e per ogni volta che una sua canzone viene ascoltata guadagna 0,0013 dollari.

Spotify Una delle migliori novità nella musica per gli utenti che possono ascoltare canzoni gratis in cambio di pubblicità o sottoscrivendo abbonamenti da 5 o 10 dollari al mese. Per essere presenti nel catalogo l’artista deve fare un contratto con società di servizi che si occupano di distribuzione online come Cd Baby, Reverb Nation, The Ochard che prendono dal 9 al 30% dei profitti dell’artista. Quali? Da 0,001 a 0,005 dollari per ogni ascolto.

Deezer Comprende un catalogo di 25 milioni di brani da ascoltare in streaming gratis o con abbonamento da 4,99 a 9,99 dollari mensili. Per fare parte del catalogo è necessario rivolgersi alla solita società esterna che prende una percentuale sul guadagno dell’artista che è di 0,0081 dollari per ogni canzone ascoltata dal pubblico.

Pandora Non è ancora attivo in Italia ma è uno dei maggiori servizi di internet radio con playlist personalizzate. Per esserci l’artista deve avere un cd in vendita su Amazon e guadagna 0,0012 dollari ogni stream di canzoone.

Slacker Non è disponibile in Italia ma costa al pubblico dai 3,99 ai 9,99 dollari al mese, mentre all’artista finiscono 0,0012 dollari ogni volta che si ascolta un suo brano. Per fare parte del servizio l’artista o produttore deve rivolgersi ad uno dei distributori visti in precendenza.

Rdio Il servizio musicale on demand costa dai 4,99 ai 17,99 dollari al pubblico al mese e gira all’artista 0,01 dollari per ogni stream che deve però dare una commissione del 9% al distributore.

Insomma alla fine per 1000 ascolti i guadagni di chi mette la propria musica a disposizione degli utenti in streaming sono questi: Rdio circa 10 dollari; Deezer 8,10 dollari; Spotify da 1 a 5 dollari; iTunes Radio 1,30$; Pandora 1,20$ così come Slackers.

In realtà queste cifre non vanno direttamente tutte all’artista, ma vengono divise tra casa discografica, produttore editore, per cui alla fine la media che va all’industria è di 0,00217 dollari ad ogni ascolto, mentre un artista per guadagnare 0,99 dollari deve vedere la sua musica ascoltata una media di ben 456 volte. Insomma lo streaming conviene ed è sostenibile?