streaming musicale

Non c’è scampo per gli mp3: il download sta per essere definitivamente abbandonato a favore dello streaming musicale. Spotify e Apple Music si contendono il primato del mercato della musica: quale scegliere? Ecco un confronto su offerte, prezzi e caratteristiche dei servizi

Musicisti, artisti, etichette indipendenti è meglio che si mettano il cuore in pace. Se da un lato il tema della scomparsa della classe media dei musicisti non preoccupa più di tanto le masse, e ancora meno persone sono interessate a quanto poco guadagnano i piccoli artisti con lo streaming, dall’altra parte le grandi multinazionali dell’intrattenimenti affilano le armi per quella che sarà la guerra della musica in un futuro dal profilo ben delineato: basta download, cd e mercato fisico ai margini ed ascesa della musica on the cloud per tutti.

Sono i tempi moderni ad imporre rapidi cambi di direzione. A pochi mesi dalla notizia che lo streaming musicale ha superato il download, sembra addirittura che Apple tempo due anni e metterà in pensione il vecchio iTunes. Vero o falso? Chissà. La casa di Cupertino si è subito affrettata a dire che certe notizie sono prive di fondamento, di mezzo ci sono centinaia di milioni di dollari, ma la realtà è che i download lo scorso anno sono calati del 16% e secondo alcune stime quest’anno scenderanno del 30%.

Nel frattempo lo streaming musicale piace alle major discografiche, un pò perchè unico sistema in grado di competere con la pirateria (anche se non tutti sono d’accordo) un pò perchè rappresenta ormai il 34,3% della torta della musica. Pazienza se le piccole e grandi star si lamentano: dopo anni e anni di declino, oggi la musica sta crescendo di nuovo e le etichette brindano, come nel caso della Warner, il cui fatturato proprio nell’ultimo anno è aumentato di un enorme 10%. Sono dati difficili da confutare. O si sceglie di andare contro tendenza tornando al vecchio vinile o alle cassette, o non rimane che decidere cosa scegliere, magari tra i due principali protagonisti del momento.

Spotify vs. Apple Music: cosa scegliere?

Quando si parla di musica in streaming la prima cosa che viene in mente è Spotify. A questa piccola startup svedese, che nel frattempo è diventata realtà globale della distribuzione di musica on the cloud, è legato il concetto rivoluzionario di potere ascoltare musica senza possederla, in un flusso continuo che rende perfino superfluo il download e che è perfetto in un’epoca dove tutti sono perennemente connessi con i loro smartphone. Non a caso Spotify è il servizio con più utenti a pagamento e non. Dall’altra parte c’è Apple Music, nato più di recente ma con un trend di crescita di utenti impressionante.

Musica gratis

Innanzitutto se cercate musica gratis Spotify contrariamente a Apple Music, ha ancora una offerta freemium che fa ascoltare musica in cambio di pubblicità. Ci sono molte limitazioni, non è possibile scegliere i brani ed evidentemente essere interrotti da uno spot martellante su ritmo dance mentre si ascolta un preludio di Bach non è il massimo. Ma a qualcuno potrebbe bastare.

Offerte a pagamento

Se invece cercate una vera alternativa ai cd o agli mp3 per ascoltare 30 milioni di brani in qualsiasi momento e con qualsiasi dispositivo, dovete abbonarvi. Spotify Premium costa come Apple Music 9,99 euro al mese. Apple ha anche una opzione di famiglia che costa 14,99 euro al mese per un massimo di 6 utenti, mentre Spotify Family riduce semplicemente il prezzo di ogni altro utente del 50%

Catalogo brani disponibili

Come dicevamo il catalogo di brani è infinito con circa 30 milioni di canzoni in entrambi i servizi. Alcuni artisti hanno per; eliminato la loro musica da Spotify in relazione al fatto che non ritengono giusto che la loro musica possa venire ascoltata a gratis. Altri hanno fatto contratti in esclusiva con Apple. Si tratta sempre e comunque delle maggiori pop star di musica leggera (Adele, Taylor Swift ecc.), gli unici che hanno una qualche voce in capitolo e possibilità di scegliere.

Radio in streaming

Sia Spotify che Apple hanno la funzione di radio create con sistemi algoritimici, dagli utenti o con una programmazione scelta da personaggi, musicisti noti o dj. Apple Music è integrata con Beats che offre 24 ore al giorno di radio in diretta con brani scelti da noti dj ed esperti e una programmazione che contiene anche interviste esclusive, ospiti e molto altro per generi che vanno dal rock indipendente ai classici pop.

Musica da scoprire

Dato che il catalogo di canzoni dei servizi in streaming è infinito e il marketing si basa sul desiderio di musica nuova, per la felicità degli utenti e specialmente delle società che la offrono, non basta più che gli utenti si affezionino ad una manciata di artisti e ascoltino sempre la stessa musica. Per rendere allettante l’offerta sia Spotify che Apple Music hanno sviluppato compilation, playlist e classifiche di brani nuovi e aggiornati in continuazione. Oltre a potere ascoltare le ultime uscite del mercato musicale, appositi algoritmi suggeriscono le canzoni da ascoltare sulla base dei gusti del pubblico e di ciò che ogni singolo utente ha ascoltato in precedenza.

Quale servizio di streaming è il migliore?

Vediamo innazitutto cosa sceglie la gente: Spotify, lanciato nel 2008, attualmente ha circa 30 milioni di abbonati a pagamento, su circa 100 milioni di utenti complessivi. Il trend dell’ultimo anno è di 1 milione di abbonati in più al mese. Apple Music è nato nel giugno 2015 e recentemente ha detto di avere già 13 milioni di abbonati con una crescita di oltre 1,6 milioni di utenti in media al mese.

Chi vince la sfida tra i due maggiori servizi di streaming? Difficile dirlo. Per chi è affezionato all’ecosistema Apple non ci sono dubbi e viceversa per chi ama Android. Per chi invece si muove libero ed è alla ricerca della migliore offerta per ascoltare musica, entrambi i servizi di streaming offrono con un prezzo identico lo stesso catalogo, musica da scoprire, interfacce semplici e veloci, radio e offerte basate sulla famiglia. Forse su quest’ultimo aspetto Apple offre qualcosa in più, ma si tratta di offerte periodiche: i prezzi vengono aggiornati con frequenza per competere in una battaglia che per una volta non potrà che favorire gli utenti.