Streaming musicale confronto servizi gratis

Streaming musicale gratis e in abbonamento per ascoltare canzoni preferite online con un semplice click. Come funziona e quali sono i migliori servizi, siti, app e programmi gratuiti per pc, tablet e smartphone Android e iPhone

Lo streaming musicale ha soppiantato cd e mp3. Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto passi da gigante e i cambiamenti apportati dalla rivoluzione digitale per gli appassionati delle sette note sono stati davvero incredibili. Come funziona e a quali servizi rivolgersi? Spotify, Apple Music e Google si contendono il primato del mercato della musica: quale scegliere? Qui troverete un confronto su offerte, prezzi e caratteristiche dei vari servizi.

Con lo streaming musicale ascoltare canzoni gratis o a pagamento è davvero facile. Bastano pochi semplici click per potere godere del catalogo intero dei propri artisti preferiti. Siete ancora fermi agli mp3 o ai cd e volete subito sapere quali sono i vantaggi? Prima di tutto non è necessario scaricare canzoni perdendo tempo e occupando memoria di smartphone o computer. In secondo avete a disposizione un catalogo infinito di brani. E ultimo punto non trascurabile, questa modalità di ascolto può essere gratis in modo perfettamente legale.

Ascoltare musica in streaming gratis

Lo streaming musicale gratis ha consentito di attrarre decine di milioni di utenti. Per gli appassionati c’è la possibilità di ascoltare milioni di brani in qualsiasi momento da un qualsiasi supporto in grado di collegarsi con internet. Bastano uno smartphone, un tablet o un pc e app gratuite che potrete scaricare qui di seguito. Il prezzo da pagare è la pubblicità, ovvero brevi spot da ascoltare o guardare tra le canzoni. Per chi desidera non essere disturbato, sono disponibili abbonamenti a prezzi davvero convenienti.

Lo streaming musicale gratis e l’accesso illimitato senza alcuna spesa nel mondo della musica on the cloud chiaramente non piace del tutto all’industria discografica. Però è l’unico sistema in grado di competere con la pirateria e pazienza se piccole e grandi star si lamentano. Dopo anni e anni di declino, oggi il fatturato della musica sta crescendo di nuovo. Chi ama ascoltare canzo o sceglie di andare contro tendenza, tornando al vecchio vinile o alle cassette, o non deve decidere quale servizio scegliere tra i principali protagonisti del momento.

Con lo streaming le case discografiche, produttori e artisti guadagnano molto meno rispetto al passato. Artisti come Taylor Swift da sempre combattono aspramente il concetto di gratuità del modello di Spotify, leader del mercato. Google ha il suo Youtube Music che offre playlist realizzate tramite il servizio di Songza che la società ha acquistato qualche tempo fa. Il mercato è in evoluzione e non tutti sono allineati sulla strategia da adottare per gli utenti.

Streaming musicale quale scegliere?

Quando si parla di musica in streaming, la prima cosa che viene in mente è Spotify. A questa piccola startup svedese, che nel frattempo è diventata realtà globale della distribuzione di musica on the cloud, è legato il concetto rivoluzionario di potere ascoltare musica senza possederla. Un flusso continuo di note che rende perfino superfluo il download e che è perfetto in un’epoca dove tutti sono perennemente connessi con i loro smartphone. Spotify, lanciato nel 2008, è il servizio con più utenti a pagamento e non. Apple Music è nato nel giugno 2015, mentre YouTube Music nel 2018.

Quale servizio scegliere? Per chi è affezionato all’ecosistema Apple non ci sono dubbi e viceversa per chi ama Android le alternative sono molte. Se siete semplicemente alla ricerca della migliore offerta per ascoltare musica, tutti i servizi di streaming offrono con un prezzo identico lo stesso catalogo di musica da scoprire, interfacce semplici e veloci, radio e offerte basate sulla famiglia. Forse su quest’ultimo aspetto Apple ha qualcosa in più, ma si tratta di offerte periodiche: i prezzi vengono aggiornati con frequenza per competere in una battaglia che una volta tanto non può che favorire gli utenti.

Musica gratis o a pagamento?

Oltre al nome del servizio poi in certi casi dovrete scegliere tra ozione preemium e free. Se siete indecisi su quale sistema adottare, fate una prova, poi potete decidere. I servizi gratis hanno molte limitazioni, non è possibile scegliere i brani e si è più o meno frequentemente interrotti da uno spot martellante su ritmo dance. Se ad esempio amate ascoltare classica, interrompere un preludio di Bach in questo modo non è il massimo. Ma a qualcuno potrebbe bastare.

In futuro probabilmente l’ascolto totalmente gratuito di canzoni a scelta in cambio di pubblicità sarà abbandonato. Già oggi i vari servizi offrono una modalità che consente di ascoltare gratuitamente, in cambio di spot, non tanto singoli o album, ma playlist dei propri artisti, come su una radio. Per ascoltare esattamente la canzone o l’album dell’artista desiderato, invece è necessario pagare un abbonamento mensile.

Catalogo brani in streaming

Il catalogo di brani dei maggiori servizi di streaming musicale è praticamente infinito, con oltre 30 milioni di canzoni. Queste piattaforme comprendono una funzione radio con playlist create ad hoc con sistemi algoritimici, dagli utenti, o con una programmazione scelta da personaggi, musicisti noti o dj. Ci sono anche interviste esclusive, ospiti e molto altro per generi che vanno dal rock indipendente ai classici pop. Tutto è pensato per fare scoprire nuova musica agli utenti.

Al sistema industriale dello streaming non basta più che gli appassionati si affezionino ad una manciata di artisti e li ascoltino per tutta la vita. Abbonarsi ha senso se si è sempre alla ricerca di novità. Per rendere allettante l’offerta, da Spotify fino ad Apple Music, si offrono compilation, playlist e classifiche di brani nuovi e aggiornati in continuazione. Oltre alle ultime uscite del mercato musicale, appositi algoritmi suggeriscono le canzoni da ascoltare sulla base dei gusti del pubblico e di ciò che ogni singolo utente ha ascoltato in precedenza.

Meglio Spotify o Apple Music?

Apple Music è a pagamento e fa ascoltare musica solo in abbonamento, salvo i primi mesi di prova. Dopo avere traccheggiato dall’alto della sua posizione di leader dei servizi mp3 con iTunes, vuole comunque essere protagonista grazie ai rapporti privilegiati con le major. Anche chiedendo alle etichette di fermare le licenze per le versioni gratuite dei servizi streaming. Tanto da costringere la Federal Trade Commission e dipartimento di Giustizia ad indagare per abuso di posizione dominante negli Stati Uniti.

Spotify ha l’opzione gratis e fin dall’inizio ha scommesso tutto sulla gratuità dei suoi servizi, perdendo milioni di dollari tutti gli anni per poi quotarsi in borsa. grazie agli oltre oltre 140 milioni di utenti free e agli oltre 70 milioni abbonati premium. Di sicuro il tentativo dell’industria musicale è trasformare tutti gli utenti freemium in utenti a pagamento nella convinzione che solo in questo modo lo streaming possa diventare economicamente sostenibile.

Migliori servizi streaming musicale

Insomma quello dello streaming musicale gratis o a pagamento è un panorama vario e in continua evoluzione. Il tentativo dell’industria è trasformare i servizi free in premium con una operazione priva di rischi. Gli utenti potrebbero decidere di tornare in massa ai torrent, al peer to peer o allo stream ripping, piuttosto che sganciare un quattrino. Di mezzo c’è il futuro del mercato musicale. Ecco quali sono i migliori e più utilizzati servizi gratuiti e in abbonamento dove ascoltare canzoni online.

Spotify E’ il servizio per ascoltare musica streaming gratis più famoso e utilizzato al mondo e contiene un catalogo infinito di canzoni. Decine di milioni di brani di tutti i generi musicali da ascoltare su smartphone e tablet con varie modalità. Si parte da quella gratuita in cambio di pubblicità, per finire a quella in abbonamento con la possibilità di scaricare la musica preferita su ogni dispositivo

YouTube Music Una interfaccia semplice per ascoltare canzoni in streaming da un catalogo da 35 milioni di brani con un abbonamento dar 9.99 euro al mese valido con pc, smartphone e tablet Android e Ios

Apple Music Permette di ascoltare brani in streaming ma non offre la possibilità di ascoltare musica gratis. Il servizio è sempre e comunque riservato agli abbonati a pagamento

Amazon Music Unlimited Cinquanta milioni di canzoni da ascoltare in abbonamento senza pubblicità anche in modalità offline. I primi trenta giorni di prova sono gratis

Deezer Basta registrarsi gratis sul sito ufficiale per ascoltare musica: creare la propria playlist, seguire gli artisti preferiti e addirittura salvare album e brani per poi ascoltarli anche senza connessione. Inoltre consigli, testi delle canzoni e video sono tra scoprire online

Tidal Vuole portare il mondo dell’hi-fi on the cloud. In pratica abbonandosi a questo servizio si possono ascoltare canzoni in alta fedeltà, ovvero con una qualità audio più elevata rispetto al normale

Last Fm Consente di ascoltare e scoprire nuova musica in base agli ascolti precedenti. In più contiene informazioni su artisti, album e brani, per cercare gli album, scoprire artisti simili, consultare eventi, esplorare nuovi generi, ascoltare musica e guardare video

Play.me Per ascoltare canzoni e personalizzare una radio con gli artisti preferiti. Inoltre consente di leggere i testi delle canzoni ascoltate per chi ama cantare o fare karaoke

Streaming musicale per pubblico e artisti

Oltre ai maggiori servizi di streaming musicale che abbiamo visto per ascoltare gli artisti più famosi, si chiama Soundcloud la più grande piattaforma online dedicata ai musicisti. Con questo servizio dilettanti e professionisti di ogni genere possono fare ascoltare al mondo intero le loro canzoni in streaming. Il sito fa un pò con la musica quello che YouTube è per i video e infatti solo una piccola percentuale degli utenti che propongono i loro brani ha alle spalle grandi etichette.

Cos’è Soundcloud? Ascoltare i suoni dello spazio della Nasa piuttosto che un brano dell’ultimo cantante al mondo. Unire l’alto e il basso è la caratteristica che ha fatto il successo di YouTube e non sarà un caso se Soundcloud, nato nel 2008, vanta già 350 milioni di utenti di cui 175 milioni attivi. Si può caricare musica gratis fino ad un massimo di 3 ore di registrazioni audio. per chi vuole più spazio ci sono abbonamento che offrono spazio illimitato.

Il modello di business quindi è centrato sui piccoli artisti e musicisti indipendenti anche se i suoi utenti fanno gola alle maggiori etichette discografiche che hanno stipulato degli accordi per entrare nel catalogo. Gli utenti possono ascoltarli gratis in cambio di pubblicità, sul modello degli altri siti di streaming. Ma come sempre quando ci sono milioni di click si muovono gli investitori e finanza, tanto che per Soundcloud si parla di una valutazione di 700 milioni di dollari e in futuro potrebbe essere acquisita da una grande società come Apple o Google.

Lettore streaming universale

Tutti sostengono che lo streaming sarà il futuro della musica, anzi in realtà è già il presente, ma se la sua forza è stata offrire musica gratis in cambio di pubblicità, nel futuro saranno gli abbonati a rendere il sistema economicamente sostenibile. Mentre l’industria della musica cerca il modo per convertire tutti gli utenti freemium in utenti a pagamento e la lotta tra i vari servizi è sempre più serrata, per l’ascoltatore medio la domanda è una sola: quale servizio scegliere?

Il punto è che tra Spotify, Apple Music, Google Play oppure Tidal e tutti gli altri le differenze non sono poi così sostanziali. Si tratta di sborsare circa 9,99 euro al mese per ascoltare tutti i brani desiderati da un catalogo di decine di milioni di brani. Questa regola vale per ogni servizio, anche se qualche differenza in realtà esiste. Il problema è che ad esempio ci sono artisti che scelgono di essere su un servizio e non su un altro: in questo caso cosa fare?

In passato qualcuno ha avuto l’idea di creare una applicazione capace di aggregare gli account Spotify, Deezer, YouTube e SoundCloud per file musicali su iOS e dispositivi Android. In questo modo sarebbe possibile ascoltare gli artisti disponibili con una sola ricerca creando playlist multi-servizio. E chissà mai che un domani si possa arrivare a questo risultato.