App di streaming musicale su smartphone

Servizi streaming di musica gratis e in abbonamento per ascoltare canzoni con un semplice click. Cosa sono e come funzionano le migliori app per smartphone e computer per scaricare online milioni di brani di ogni genere

Lo streaming di musica ha oramai soppiantato cd e mp3. Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto passi da gigante e i cambiamenti della rivoluzione digitale per pubblico, artisti e mercato musicale sono stati davvero incredibili. Spotify, Apple Music e Google si contendono il primato dei flussi di canzoni gratis e a pagamento: come funzionano e quali scegliere? In questo articolo troverete un confronto su offerte, prezzi e caratteristiche dei migliori servizi per ascoltare musica online, ma anche alcuni approfondimenti sul significato sociale e culturale di questa rivoluzione presente e futura.

Se partiamo dalla fine della storia, lo streaming di musica si è imposto per la sua semplicità. Oggi per ascoltare canzoni online non servono più nemmeno computer su cui scaricare mp3, bastano semplici app per smartphone Android o iPhone connessi ad internet con un flusso infinito di brani. La parola gratis è sicuramente un’altra chiave per spiegare il successo delle canzoni online, partito con i nuovi sistemi di ascolto digitale che hanno reso superfluo l’acquisto dei supporti fisici, fino a sfociare nella pirateria. Un vero problema per l’industria discografica, ma una vera manna per gli appassionati che hanno potuto godere di interi cataloghi dei loro artisti preferiti anche a costo zero.

Origine streaming musica

La streaming di musica è un’invenzione dell’era digitale ma è anche una conseguenza diretta dei fenomeni analizzati in precedenza, prima tra tutti il desiderio tipico di internet di avere tutto gratis. Dal punto di vista tecnologico l’evoluzione dei supporti musicali è partita da Lp e cassette analogiche, acquistate nei negozi e piene di fruscii. Poi sono arrivati i compact disc e già sembrava una rivoluzione, almeno a livello di suono.

Infine con internet il formato mp3 ha fatto la fortuna di sistemi come iPod e iTunes, ma ha anche creato la possibilità di scaricare illegalmente canzoni. Ambiguità e assenza di norme precise e condivise sul rapporto tra internet e diritto d’autore hanno creato enormi sconquassi nel mercato. In breve tempo il peer to peer è sistemi di download illegale sono diventati un fenomeno diffuso tra il 70% dei navigatori su scala mondiale.

Scaricare musica gratis è diventato ben presto un diritto moralmente accettabile, molto più convincente di qualche remora etica. La pirateria si è trasformata in fenomeno incontrollato che ha causato danni enormi sia dal punto di vista economico che culturale a tutta la filiera della musica. Inutile negare che da Napster in poi, ci sono stati anni in cui p2p, file sharing e download illegale di mp3 hanno dominato la scena. Dopo una serie di battaglie legali e di principio perse, alla fine l’industria musicale non ha trovato niente di meglio che offrire a sua volta canzoni gratis per riportare le masse alla legalità.

Sostenibilità economica streaming

Lo streaming di musica gratis in cambio di spot è una diretta conseguenza della pirateria, dato che rende del tutto inutile scaricare canzoni e mp3 con il peer to peer. I guadagni per artisti, etichette, musicisti e produttori però sono molto bassi a fronte di costi molto alti per infrastrutture e gestione dei diritti. Artisti come Taylor Swift da sempre combattono aspramente il concetto di gratuità del modello di Spotify, leader di un mercato in evoluzione. Non tutti sono allineati sulla strategia da adottare per gli utenti.

Spotify è stato il primo servizio di streaming ad avere creduto nel modello economico on the cloud, ma prima di quotarsi in borsa ha accumulato per diversi anni perdite per centinaia di milioni di dollari. Secondo una ricerca della Recording Industry of America (RIAA), le vendite di dischi in vinile fanno guadagnare molto più dell’insieme di tutti i servizi di streaming supportati dalla pubblicità. Eppure dopo anni e anni di declino, oggi il fatturato della musica sta crescendo di nuovo.

Oggi l’industria musicale sembra essere molto fiduciosa sul fatto che sarà lo streaming a trasfromare in positivo la percezione del valore della musica. Dopo avere attirato milioni di utenti offrendo canzoni gratis in cambio di spot, ora il tentativo è trasformare gli utenti freemium in abbonati premium disposti a pagare un abbonamento mensile per ascoltare tutta la musica che desiderano senza interruzioni.

Streaming gratis o a pagamento?

Ora che lo streaming di musica ha raggiunto una posizione dominante sul mercato, con ricavi a livello globale di oltre 20 miliardi del 50% del mercato complessivo, il tentativo dell’industria è convincere gli utenti a pagare per ascoltare qualcosa in più. Ad esempio le ultime uscite degli artisti preferiti. Ma non è una questione puramente economica. C’è chi spende un sacco di quattrini per i concerti o per avere una copia in vinile. Perchè i fans non dovrebbero pagare meno di 10 euro al mese per continuare a seguire gli ultimi lavori del proprio artista preferito?

Convincere gli utenti a pagare per rendere lo streaming economicamente sostenibile non è per nulla facile. Secondo una recente indagine realizzata su gruppi di studenti universitari italiani, per oltre 9 giovani su 10, ovvero per il 92,7% degli intervistati, scaricare musica illegalmente a sbafo è ammissibile. Contemporaneamente arrivano altri dati dall’America per cui solo 9 studenti su 100 si dicono convinti che in futuro si abboneranno al servizio di streaming di Apple, mentre il 53% lo esclude a priori.

Streaming e valore musica

La lotta contro il value gap tra contenuti (tanti) e denaro (poco) generato dallo streaming è entrata nella sua fase cruciale. Da una parte c’è il fronte compatto di giganti del web, artisti, case discografiche, produttori; dall’altra il pubblico attratto dal tutto gratis: chi vincerà? Se gli abbonamenti premium avanzeranno, non é escluso che alla fine tutti guadagneranno qualcosa. Con più soldi per la musica registrata magari migliorerà l’offerta musicale e ci sarà più spazio per i nuovi talenti. Con maggiori risorse ci sarà anche una nuova spinta anche a livello tecnologico per offrire canzoni in alta qualità. Torneremo a parlare di hi-fi per la gioia delle nostre orecchie?

L’interrogativo apre un’altra questione tra chi sostiene che le nuove modalità di consumo possano ridurre il livello qualitativo della musica in tutti i sensi. Lo streaming musicale invoglia ad un consumo veloce e frenetico, non rallentato dal possesso fisico o virtuale dei brani, che per qualcuno significa anche uno svilimento del ruolo culturale e sociale. I piccoli artisti di nicchia indipendenti che non arrivano a milioni di click arrancano, mentre ad avvantaggiarsi a livello promozionale sono poche grandi star che, come marchi di fabbrica social, veicolano milioni di click verso live circensi o attività alternative di vendita di profumi e merchandising.

Vantaggi streaming musica

Lo streaming è la panacea contro tutti i mali della musica o sta decretando la fine del mercato e dei suoi talenti? Sono molti anni che si parla di valore della musica in termini economici ma anche sociali e culturali. Se la coperta è sempre più corta e i musicisti si arrabattano tra mille difficoltà e guadagni scarsi, le grandi società online affilano le armi per partecipare al banchetto. Ma se per gli artisti non è tutto oro ciò che luccica, quali sono i vantaggi dello streaming di musica per il pubblico?

Prima di tutto il prezzo. Ascoltare canzoni gratis o pagando cifre irrisorie è davvero facile. Poi cè la semplicità: bastano pochi semplici click per potere godere del catalogo intero dei propri artisti preferiti. On the cloud non è necessario scaricare canzoni perdendo tempo e occupando memoria di smartphone o computer. In secondo avete a disposizione un catalogo infinito di brani. E ultimo punto non trascurabile, questa modalità di ascolto può essere gratis in modo perfettamente legale.

Lo streaming musicale gratis ha consentito di attrarre decine di milioni di utenti. Per gli appassionati c’è la possibilità di ascoltare milioni di brani in qualsiasi momento da un qualsiasi supporto in grado di collegarsi con internet. Bastano uno smartphone, un tablet o un pc e app gratuite che potrete scaricare qui di seguito. Il prezzo da pagare è la pubblicità, ovvero brevi spot da ascoltare o guardare tra le canzoni. Per chi desidera non essere disturbato, sono disponibili abbonamenti a prezzi davvero convenienti.

Streaming musica quale scegliere?

Quando si parla di musica in streaming, la prima cosa che viene in mente è Spotify. A questa piccola startup svedese, che nel frattempo è diventata realtà globale della distribuzione di musica on the cloud, è legato il concetto rivoluzionario di potere ascoltare musica senza possederla. Un flusso continuo di note che rende perfino superfluo il download e che è perfetto in un’epoca dove tutti sono perennemente connessi con i loro smartphone. Spotify, lanciato nel 2008, è il servizio con più utenti a pagamento e non. Apple Music è nato nel giugno 2015, mentre YouTube Music nel 2018.

Quale servizio scegliere? Per chi è affezionato all’ecosistema Apple non ci sono dubbi e viceversa per chi ama Android le alternative sono molte. Se siete semplicemente alla ricerca della migliore offerta per ascoltare musica, tutti i servizi di streaming offrono con un prezzo identico lo stesso catalogo di musica da scoprire, interfacce semplici e veloci, radio e offerte basate sulla famiglia. Forse su quest’ultimo aspetto Apple ha qualcosa in più, ma si tratta di offerte periodiche: i prezzi vengono aggiornati con frequenza per competere in una battaglia che una volta tanto non può che favorire gli utenti.

Servizi Premium o free

Se siete indecisi su quale sistema adottare tra gratuito e a pagamento, fate prima una prova, poi decidete. I servizi gratis hanno molte limitazioni, non è possibile scegliere i brani e si è più o meno frequentemente interrotti da uno spot martellante su ritmo dance. Se ad esempio amate ascoltare classica, interrompere un preludio di Bach in questo modo non è il massimo, ma a qualcuno potrebbe bastare. In futuro probabilmente l’ascolto totalmente gratuito di canzoni a scelta in cambio di pubblicità sarà abbandonato. Già oggi i vari servizi offrono una modalità che consente di ascoltare gratuitamente, in cambio di spot, non tanto singoli o album, ma playlist dei propri artisti, come su una radio.

Per ascoltare esattamente la canzone o l’album dell’artista desiderato, invece è necessario pagare un abbonamento mensile. In questo caso il catalogo di brani dei maggiori servizi di streaming musicale è praticamente infinito, con oltre 30 milioni di canzoni. Queste piattaforme comprendono una funzione radio con playlist create ad hoc con sistemi algoritimici, dagli utenti, o con una programmazione scelta da personaggi, musicisti noti o dj. Ci sono anche interviste esclusive, ospiti e molto altro per generi che vanno dal rock indipendente ai classici pop. Tutto è pensato per fare scoprire nuova musica agli utenti.

Al sistema industriale dello streaming non basta più che gli appassionati si affezionino ad una manciata di artisti e li ascoltino per tutta la vita. Abbonarsi ha senso se si è sempre alla ricerca di novità. Per rendere allettante l’offerta, da Spotify fino ad Apple Music, si offrono compilation, playlist e classifiche di brani nuovi e aggiornati in continuazione. Oltre alle ultime uscite del mercato musicale, appositi algoritmi suggeriscono le canzoni da ascoltare sulla base dei gusti del pubblico e di ciò che ogni singolo utente ha ascoltato in precedenza.

Meglio Spotify o Apple Music?

Apple Music è a pagamento e fa ascoltare musica solo in abbonamento, salvo i primi mesi di prova. Dopo avere traccheggiato dall’alto della sua posizione di leader dei servizi mp3 con iTunes, vuole comunque essere protagonista grazie ai rapporti privilegiati con le major. Anche chiedendo alle etichette di fermare le licenze per le versioni gratuite dei servizi streaming. Tanto da costringere la Federal Trade Commission e dipartimento di Giustizia ad indagare per abuso di posizione dominante negli Stati Uniti.

Spotify ha l’opzione gratis e fin dall’inizio ha scommesso tutto sulla gratuità dei suoi servizi, perdendo milioni di dollari tutti gli anni per poi quotarsi in borsa. grazie agli oltre oltre 140 milioni di utenti free e agli oltre 70 milioni abbonati premium. Di sicuro il tentativo dell’industria musicale è trasformare tutti gli utenti freemium in utenti a pagamento nella convinzione che solo in questo modo lo streaming possa diventare economicamente sostenibile.

Migliori servizi streaming musicale

Insomma quello dello streaming musicale gratis o a pagamento è un panorama vario e in continua evoluzione. Il tentativo dell’industria è trasformare i servizi free in premium con una operazione priva di rischi. Gli utenti potrebbero decidere di tornare in massa ai torrent, al peer to peer o allo stream ripping, piuttosto che sganciare un quattrino. Di mezzo c’è il futuro del mercato musicale. Ecco quali sono i migliori e più utilizzati servizi gratuiti e in abbonamento dove ascoltare canzoni online.

Spotify è l’app più usata al mondo per ascoltare musica gratis con lo smartphone. Il servizio, recentemente quotato in borsa, è stato il primo a credere nelle potenzialità dello streaming. L’applicazione è disponibile per cellulare, pc o tablet e offre un modalità di ascolto completamente gratis, in cambio di pubblicità, seppur con qualche limitazione, o una a pagamento. Entrambe consentono l’accesso ad un catalogo infinito di canzoni da ascoltare in buona qualità.

YouTube music è recentemente arrivata nel mercato dello streaming con una offerta simile a quella vista in precedenza. Anche qui c’è una app per iPhone e Android, ma anche un programma completo per pc. I brani si possono scegliere da un enorme catalogo e ascoltare gratis inframmezzati da spot pubblicitari. Non manca la possibilità di creare raccolte personali con gli artisti preferiti.

Apple Music Permette di ascoltare brani in streaming ma non offre la possibilità di ascoltare musica gratis. Il servizio è sempre e comunque riservato agli abbonati a pagamento che ahnno la possibilità di scegliere playlist con un sistema ereditato da Beats curato dai maggiori esperti di musica piuttosto che da algoritmi matematici

Amazon Music è l’offerta per ascoltare musica gratis online del colosso dell’e commerce. Possono accedere all’infinito catalogo di brani gli abbonati ad Amazon Prime, mentre per evitare le limitazioni esiste l’offerta Unlimited allo stesso costo di 9,99 euro al mese degli altri concorrenti sul mercato.

Deezer Basta registrarsi gratis sul sito ufficiale per ascoltare musica: creare la propria playlist, seguire gli artisti preferiti e addirittura salvare album e brani per poi ascoltarli anche senza connessione. Inoltre consigli, testi delle canzoni e video sono tra scoprire online

Tidal Servizio di streaming musicale nato dagli artisti che vuole portare il mondo dell’hi-fi on the cloud. In pratica abbonandosi a questo servizio si possono ascoltare canzoni in alta fedeltà, ovvero con una qualità audio più elevata rispetto al normale

Last Fm Consente di ascoltare e scoprire nuova musica in base agli ascolti precedenti. In più contiene informazioni su artisti, album e brani, per cercare gli album, scoprire artisti simili, consultare eventi, esplorare nuovi generi, ascoltare musica e guardare video

Play.me Per ascoltare canzoni e personalizzare una radio con gli artisti preferiti. Inoltre consente di leggere i testi delle canzoni ascoltate per chi ama cantare o fare karaoke

Ascoltare musica gratis

Di seguito riportiamo altri servizi dove ascoltare musica gratis online. Si tratta di sistemi di streaming o di radio online che consentono anche il download di mp3 in modo legale. Pur non trattandosi di servizi come quelli a pagamento, sono perfetti per ascoltare brani di sottofondo senza spendere nulla.

YouTube è da sempre il sistema più utilizzato per ascoltare musica gratis. Come fare? Non c’è niente di più semplice. Basta collegarsi al sito tramite computer o smartphone, per cui è disponibile anche una app, e digitare il nome dell’artista di cui si vogliono ascoltare i brani. Subito compariranno i suoi video, da filtrare in base a vari parametri, mentre sulla destra dello schermo il mix di YouTube sceglie per noi le canzoni che hanno ottenuto più visualizzazioni o che in qualche modo sono più in vista.

Tunein E’ una radio online che offre canzoni ma anche anche programmi e podcast da tutto il mondo. Fantastico perchè le stazioni si possono scegliere in base al genere e alla provenienza. Trattandosi di radio con una programmazione completa che include anche gli sponsor, in questo caso l’ascolto è davvero completamente gratuito e si possono trovare delle vere chicche.

Dashradio E’ una radio in streaming organizzata in modo molto semplice per ascoltare musica gratis ascoltando solo le canzoni di proprio interesse come se si trattasse di playlist di servizi a pagamento. Invece funziona bene ed è completamente gratuito.

Streaming per artisti e pubblico

Oltre ai maggiori servizi di streaming di musica free e premium che abbiamo visto per ascoltare gli artisti più famosi, si chiama Soundcloud la più grande piattaforma online dedicata ai musicisti. Con questo servizio dilettanti e professionisti di ogni genere possono fare ascoltare al mondo intero le loro canzoni in streaming. Il sito fa un pò con la musica quello che YouTube è per i video e infatti solo una piccola percentuale degli utenti che propongono i loro brani ha alle spalle grandi etichette.

Cos’è Soundcloud? Ascoltare i suoni dello spazio della Nasa piuttosto che un brano dell’ultimo cantante al mondo. Unire l’alto e il basso è la caratteristica che ha fatto il successo di YouTube e non sarà un caso se Soundcloud, nato nel 2008, vanta già 350 milioni di utenti di cui 175 milioni attivi. Si può caricare musica gratis fino ad un massimo di 3 ore di registrazioni audio. per chi vuole più spazio ci sono abbonamento che offrono spazio illimitato.

Il modello di business quindi è centrato sui piccoli artisti e musicisti indipendenti anche se i suoi utenti fanno gola alle maggiori etichette discografiche che hanno stipulato degli accordi per entrare nel catalogo. Gli utenti possono ascoltarli gratis in cambio di pubblicità, sul modello degli altri siti di streaming. Ma come sempre quando ci sono milioni di click si muovono gli investitori e finanza, tanto che per Soundcloud si parla di una valutazione di 700 milioni di dollari e in futuro potrebbe essere acquisita da una grande società come Apple o Google.

Lettore streaming universale

Tutti sostengono che lo streaming sarà il futuro della musica, anzi in realtà è già il presente, ma se la sua forza è stata offrire musica gratis in cambio di pubblicità, nel futuro saranno gli abbonati a rendere il sistema economicamente sostenibile. Mentre l’industria della musica cerca il modo per convertire tutti gli utenti freemium in utenti a pagamento e la lotta tra i vari servizi è sempre più serrata, per l’ascoltatore medio la domanda è una sola: quale servizio scegliere?

Il punto è che tra Spotify, Apple Music, Google Play oppure Tidal e tutti gli altri le differenze non sono poi così sostanziali. Si tratta di sborsare circa 9,99 euro al mese per ascoltare tutti i brani desiderati da un catalogo di decine di milioni di brani. Questa regola vale per ogni servizio, anche se qualche differenza in realtà esiste. Il problema è che ad esempio ci sono artisti che scelgono di essere su un servizio e non su un altro: in questo caso cosa fare?

In passato qualcuno ha avuto l’idea di creare una applicazione capace di aggregare gli account Spotify, Deezer, YouTube e SoundCloud per file musicali su iOS e dispositivi Android. In questo modo sarebbe possibile ascoltare gli artisti disponibili con una sola ricerca creando playlist multi-servizio. E chissà mai che un domani si possa arrivare a questo risultato.