uomo deluso dallo streaming gratis

Che lo streaming non sia il sistema con la qualità migliore al mondo per ascoltare musica lo sanno tutti, ma c’è anche un altro aspetto in cui i vecchi sistemi analogici danno filo da torcere al digitale: quello economico. Ecco perchè lo streaming gratis ha le ore contate.

Qual’è la notizia? Le vendite di dischi in vinile fanno guadagnare molto più dell’insieme di tutti i servizi di streaming supportati dalla pubblicità. A svelarlo non è un qualche nostalgico collezionista di lp indispettito dalla scarsa qualità dello streaming, ma la Recording Industry of America (RIAA). Se da un lato il fatturato dell’industria musicale ultimamente sta dando qualche timido segnale di risveglio dovuto all’incremento della vendita di abbonamenti musicali, c’è l’altra faccia dello streaming gratis ad supported, ovvero supportato dagli spot, che non se la passa troppo bene.

Addirittura i vecchi lp che negli ultimi anni sono tornati tanto di moda per una vera e propria rinascita del vinile , nei primi sei mesi del 2015 con le loro vendite hanno scavalcato negli Usa tutte le piattaforme di streaming ad supported messe insieme, da Spotify passando da YouTube fino a Apple Music e Soundcloud. Le vendite di vinile in America sono state 9,2 milioni di unità con 221.800.000 $ di fatturato, contro i 162.700.000 $ generati dello streaming gratis, sempre considerati i primi sei mesi dell’anno.

A stupire non è solo l’ennesimo boom del vinile, che cresce del 52,1 per cento anno rispetto all’anno scorso, ma è un dato di fatto oramai conclamato: l’ascolto di musica ad supported è un modello di business che ha molti limiti e un futuro ancora più incerto. Lo sanno bene sia le case discografiche, che gli artisti, che i fornitori di servizi. Lo streaming gratuito serve solamente a togliere utenti al peer to peer, ma non è economicamente sostenibile: la speranza dell’industria è che sempre più utenti si convincano ad acquistare abbonamenti mensili.

E qui arrivano i guai. Secondo un nuovo studio, sempre realizzato in America, quasi l’80% di americani ritengono improbabile che in futuro possano pagare lo streaming musicale.

Per il 78% è un pò o molto improbabile
Il 13% non la considera una grossa priorità
Solo il 9% di americani lo considera probabile

Decisamente poco, anche perchè probabilmente è la stessa percentuale che potrebbe decidere di abbandonare. Non a caso le statistiche parlano solo di un 2,5% di aumento di abbonati a pagamento su base annua. Quali sono i motivi di tanta freddezza? Eccoli:

1. I servizi di streaming costano troppo
2. Posso ascoltare musica in streaming gratis
3. Ascolto poca musica, non ammortizzo spesa

Non è un caso che il servizio di streaming più in rapida ascesa sia il gratuito YouTube (+60%) che già pensa ad una alternativa a pagamento, mentre Apple Music fa un pò fatica: su 15 milioni di utenti in prova, 7,5 milioni hanno già abbandonato.

C’è da giurare che la sfida della musica del futuro sarà una sola: nella partita ci sono mercato, case discografiche, dot-com, tecnologia, nuovi supporti, ma anche e soprattutto ‘il sentire’ dell’uomo della strada. Affinchè la musica sia ancora un fenomeno importante economicamente, socialmente e culturalmente, è necessario ricostruire la percezione del valore economico della musica nelle persone. Non sarà facile.