cuffiette

Streaming modello economico sostenibile per chi produce musica o no? Mentre gli artisti cercano di capire che lavoro faranno da grandi in mancanza di introiti per le loro registrazioni, un rapporto realizzato da Spotify spiega perchè il servizio di streaming più utilizzato al mondo sarebbe un vero volano per la vendita di biglietti dei concerti.

Già ai tempi (che oramai sembrano lontanissimi) del peer to peer c’erano illustri economisti che sostenevano come la distribuzione gratuita di mp3 con il file sharing alla fine non fosse un grosso danno economico specie per i piccoli artisti poichè rappresentava invece una possibilità in più per farsi conoscere da chi non avrebbe mai comperato i loro dischi. Poi sono arrivati gli U2 a regalare il loro ultimo disco a mezzo miliardo di persone, che tra gli effetti diciamo pure ‘secondari’ avrà sicuramente quello di riempire gli stadi dei loro concerti. Ora arriva Spotify a quantificare che esiste un grande valore economico indotto dai sistemi di streaming più o meno gratis.

Il rapporto si riferisce all’Olanda, paese in cui comunque gli appassionati già spendono circa il doppio in concerti rispetto alla musica registrata. Secondo un sondaggio più di due terzi di chi compera biglietti utilizza Spotify: il 70% per scoprire nuove band e prima del festival, il 79% per ascoltare la musica di gruppi visti ai concerti e il 48% per ascoltare artisti di cui avevano perso le tracce. Insomma secondo Spotify gli artisti con lo streaming non diventeranno forse ricchi ma hanno l’occasione di farsi pubblicità per monetizzare il puibblico nei loro concerti live. Che insieme ai dischi in vinile sembrano ancora l’unica cosa tangibile e concreta a resistere ne mondo della musica 2.0…