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Dopo le buone notizie su un aumento delle vendite di musica Negli Usa, in Europa ed in Italia nel 2013 per la prima volta da 11 anni, sono arrivati nuovi dati dall’organizzazione internazionale IFPI sulle vendite globali non proprio positive

Se è vero che lo streaming vale oltre 1 miliardo di dollari, i download sono in calo e il crollo dei cd porta un saldo negativo del 3,9 % a livello globale. Riassumendo: nel 2013 c’è stato un crollo delle vendite dei cd dell’11,7% non compensato dalla crescita della musica digitale del 4,3%, mentre anche il download per la prima volta è sceso del 2,1% ma rappresenta ancora il 67 % di tutte le entrate del settore digitale. Il saldo negativo del 3,9% comunque è dovuto in parte alla debacle del mercato del Giappone, che è il più grande per la musica registrata, sceso del 16,7 % tra prodotti fisici e suonerie. In totale nel mondo i ricavi per la musica registrata sono stati di 15 miliardi di dollari.

Streaming come panacea di tutti i mali? Chissà. Nel 2013 ha superato il miliardo di dollari e ha un tasso di crescita del 51,3% annuale. Ci sono 28 milioni di abbonati paganti a servizi premium di streaming, senza pubblicità o per smartphone – erano 20 milioni nel 2012 – che sono il 6,7% del mercato, mentre il 27 % dei ricavi dello streaming arriva dalla pubblicità, tanto per capire, da chi ascolta musica gratis beccandosi gli spot. La notizia vera è che nessun servizio di streaming è ancora redditizio. La classifica dei servizi di streaming più usati vede Spotify in testa con 6 milioni di abbonati paganti, Deezer con 5 milioni, Muve Musica con più di 2 milioni, e Rhapsody (compreso Napster) ad 1 milione.