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Lo streaming, più che cannibalizzare il mercato della musica frenando i download e le vendite fisiche, in realtà sta combattendo sensibilmente la pirateria musicale.

Mentre si discute sulla sostenibilità del modello Spotify in particolare per i guadagni di artisti ed etichette, fa discutere un nuovo studio realizzato in Olanda e presentato dal direttore economico di Spotify. Secondo i dati presentati nel rapporto relativi all’Olanda e aggregati da diverse fonti imparziali, su una popolazione complessiva di 16 milioni di persone, nel 2008 c’erano 5 milioni di persone che scaricavano illegalmente dal web mp3, scesi ai 3 milioni del 2011 fino agli 1,8 milioni del 2012. Spotify in Olanda è arrivato nel 2010.

Il rapporto tira in ballo anche l’Italia, presa come esempio negativo di pirateria pre Spotify e in cui nel 2012 c’erano 10,2 milioni di indirizzi IP di utenti che scaricavano file torrent su un totale di 37,3 milioni di navigatori. Secondo il rapporto un obiettivo realistico in Italia sarebbe quella di sostituire il consumo regolare di pirateria con il consumo regolare di Spotify. Significherebbe 7 milioni in meno di famiglie italiane che scaricano 47 milioni di file musicali illegalmente. Staremo a vedere. Per adesso di certo ci sono i dati di Nielsen che dicono che nel 2013 per la prima volta dal 2005 i download da iTunes e Amazon Mp3 sono effettivamente in calo di quasi il 3%.