Sassofonista suona storia del jazz

La storia del jazz in breve dalla nascita fino ad oggi per scoprire artisti, musicisti famosi e stili in America e Italia. Un riassunto della musica afroamericana dal blues al bebop fino e alle avanguardie moderne

La storia del jazz corre di pari passo con l’evoluzione della società americana. Tutti sanno quanto quel modello di società sia presente in Italia e non solo dal punto di vista del linguaggio musicale. La storia di questo genere dovrebbe interessare chiunque voglia capire meglio la società americana da un punto di vista artistico, culturale e sociale. E anche chi è appassionato di hip hop o ascolta rap italiano potrebbe scoprire che tutto parte da molto da lontano.

La storia del jazz ha a che vedere con fenomeni come la schiavitù dei neri d’America o l’immigrazione. Questo stile musicale deriva da un mix di culture e rappresenta la voglia di riscatto da situazioni di povertà, degrado e condizioni di lavoro che possiamo solo immaginare. Sono proprio gli afro americani più poveri ad avere inventato questo genere che è alla base di ogni canzone popolare del secondo dopoguerra, tanto che il linguaggio jazzistico è presente ovunque, dal soul al rap fino alla musica pop. Ci sono influenze stilistiche finanche nella classica del novecento.

Il jazz nelle canzoni

Oggi la musica jazz si suona ovunque nel mondo. Nel dopoguerra quando arrivò in Italia si suonava nelle sale da ballo in cui si divertivano i nostri genitori e nonni. Dal dixieland fino allo swing, questo genere, inviso dal regime, ha rotto una serie di convenzioni prima sociali e poi musicali sotto il profilo ritmico e armonico. Non a caso i musicisti americani ancora oggi interpretano meglio questo linguaggio come parte della loro tradizione. Per gli americani è naturale interpretare il tempo in levare, mentre la storia della musica europea e italiana in particolare, è fatta di marcette e opere suonate in battere.

La storia del jazz italiano comincia nelle canzoni leggere del dopoguerra cantate da artisti come Nicola Arigliano o il Quartetto Cetra. Se cercate su YouTube i loro nomi, li vedrete protagonisti di programmi Rai di grande successo popolare. C’è chi crede che questo sia un genere musicale difficile o elitario, ma è vero esattamente il contrario e lo dimostra la sua genesi ed evoluzione. Un appassionato conosce Louis Armstrong o John Coltrane ma può ascoltare Brad Mehldau improvvisare sulle armonie dei Radiohead.

Il jazz nella società

Nel jazz tutto comincia dal blues e dalla famosa blue note che definisce un intero mondo basato sull’improvvisazione. Ma la sua storia va ben oltre il linguaggio musicale. E’ tra i pochi linguaggi che hanno saputo evolversi di pari passo con la società. Molto prima di sentire parlare di globalizzazione, questo genere con il suo mix di popoli africani e influenze europee, anticipa l’evoluzione della società multiculturale in cui viviamo.

La storia del jazz è una lunga strada fatta di tendenze e stili, successi e cadute, compromessi e contaminazioni. A cominciare dai primi del novecento dalle origini di New Orleans, non si è ancora fermata. Oggi rappresenta ancora un linguaggio aperto e variegato, sempre più difficile da definire. Rimane il fatto che, come musica fatta di improvvisazione, non finisce mai di stupire, malgrado critici e studiosi cercano di darle una forma  e divulgarla al grande pubblico.

Storia del jazz di Ted Gioia

Ted Gioia è considerato uno dei massimi studiosi e divulgatori di jazz a livello mondiale. La sua prima apprezzata edizione di ‘The History Of Jazz’ è uscita nel 1997. La nuova edizione aggiunge tutta la parte mancante del jazz nel 21° secolo più una serie di nuove osservazioni che riguardano l’evoluzione della musica jazz. Se la vera forza della musica jazz è trarre spunto dalle esperienze precedenti per creare qualcosa di nuovo, l’autore è molto efficace nel raccontare gli aspetti culturali, economici e politici che influenzano ogni genere e sottogenere e ne fanno una forma d’arte in continua evoluzione.

Il libro parte dalla preistoria del jazz, dall’uomo nero e schiavizzato che picchia su un grande tamburo cilindrico nella New Orleans del 19esimo secolo, per poi arrivare alla nascita di artisti e personaggi come Jelly Roll Morton, Louis Armstrong e passando dall’era swing di Duke Ellington si arriva alla frammentazione del jazz moderno. Qui i nomi sono quelli di Gerry Mulligan, Stan Getz e Lester Young, Charlie Parker, Dizzy Gillespie fino ad arrivare a Miles Davis, che diventerà nuovo interprete di un movimento di libertà e fusione che passa dall’atonalità fino al jazz-rock fusion che apre la porta al jazz del nuovo millennio.

La storia del jazz di Ted Gioia non è quindi solo una raccolta di date e fatti, ma più un racconto, un romanzo in cui gli artisti sono in qualche modo collegati sia dal punto di vista stilistico che sociale ed umano. Non a caso alla sua uscita il libro è stato definito dal vincitore del Premio Pulitzer Jonathan Yardley come uno dei 20 migliori libri dell’anno. In oltre 500 pagine le vicende umane e sociali sono filtrate da considerazioni personali e spunti critici a cui vanno aggiunte qualche decina di pagine di guida all’ascolto. Un volume ricco e approfondito per lettori esperti ma altrettanto chiaramente leggibile e rivolto ad un pubblico di neofiti ai quali fare comprendere un mondo al di là delle mode e del sentito dire.

Storia del jazz italiano

La musica jazz è arrivata in Italia dall’America e si è cominciata a suonare attorno agli anni ’30 in modo più o meno nascosto, dato che era invisa al regime. Alla fine della guerra e con lo swing, Milano, Genova e Torino vedono nascere le prime band che riscuotono grande successo di pubblico. Alcuni jazzisti trovano notevole fama grazie anche alla televisione che nel dopo guerra racconta la musica in modo approfondito come nel caso di “Fine serata con Franco Cerri” in cui oltre al chitarrista italiano si invitano i grandi del jazz italiano e mondiale.

Franco Cerri ha vissuto l’infanzia e si è formato umanamente e artisticamente in un momento storico difficilissimo dove l’estrema povertà diffusa scatenata dalla guerra potevano schiacciarti ma anche procurarti inaspettate avventure. Servivano passione, voglia di riscatto, volontà e talento. D’altronde non si arriva a suonare per caso con i migliori jazzisti americani di sempre, nè a collaborare con tutti i grandi musicisti e cantanti italiani come ospite o protagonista delle più seguite trasmissioni televisive Rai.

Il chitarrista italiano più popolare e autorevole è anche una delle figure più importanti del mondo jazzistico europeo dal punto di vista stilistico. Tra i tanti musicisti jazz con cui Franco ha avuto la fortuna di suonare ci sono il chitarrista Django Reinhardt, la sua prima vera fonte di ispirazione, poi tra gli altri chitarristi Jimmy Raney e Barney Kessel. Ma tra gli altri grandi maestri del jazz internazionale con cui ha collaborato ci sono Chet Baker, Gerry Mulligan, Billie Holiday, Lee Konitz, Dizzy Gillespie, Jean Luc Ponty, Phil Woods, Stephane Grappelli, solo per citare alcuni tra i tanti nomi.

Biografia di jazzisti famosi

Quando si tratta di raccontare la storia del jazz gli scaffali delle librerie sono piene di manuali, guide all’ascolto, storie, biografie curate da critici specializzati che spiegano l’armonia, ma raramente raccontano le emozioni. Che poi è anche l’unica cosa che dovrebbe contare quando si parla di musica, ma è anche la più difficile. Ritratti in jazz di Haruki Murakami (Einaudi) riesce in questa impresa e può essere un modo dolce e poetico per scoprire un genere, ma anche le atmosfere e i personaggi che hanno dipinto un’epoca irripetibile.

L’autore giapponese di Kyoto, celebre per i suoi romanzi, primo tra tutti ‘1Q84’, non solo ama da sempre questo genere musicale, ma con il jazz si è pure guadagnato da vivere aprendo un jazz bar con la moglie a Tokyo. Nel 1974 il suo Peter cat, da semplice caffetteria, di sera si trasformava in locale molto frequentato per ascoltare musica e leggere libri. Questa esperienza, seguita dall’apertura di un nuovo locale chiamato Stregatto, si rivelerà fondamentale nel suo lavoro di scrittore e specialmente in questo libro in cui il jazz diventa narrazione.

I ritratti delle figure storiche dei grandi artisti sono raccontate da Murakami accompagnato dai disegni di Wada Makamoto, artista e illustratore giapponese nonchè appassionato musicofilo. Ci sono i ritratti di tutti i grandi jazzisti o quasi, da Chet Baker a Gil Evans. Due paginette per ciascuno degli oltre cinquanta personaggi intervallate dal ritratto, qualche riga di cenni biografici e la foto del disco in bianco e nero, rigorosamente un vinile, che secondo Murakami meglio identifica la loro carriera. Non si va mai in profondità con notizie biografiche o discografiche, ma per chi già conosce e ama la musica jazz, questo libro è come una fiamma di un camino in cui ritrovarsi e scaldarsi in una sera d’inverno lontani dal frastuono quotidiano.

La Blue Note Records

Blue Note Records non è solo un’etichetta discografica. Per molti rappresenta l’essenza della storia della musica jazz, a cominciare dal nome preso in prestito dalle caratteristiche ‘blue notes’ del jazz e del blues, fino al colore dei dischi, la grafica, le foto degli artisti. E che artisti: per la Blue Note dal 1939 hanno registrato praticamente tutti i più grandi jazzisti e rimane comunque un punto di riferimento per gli amanti del jazz.

La scritta sotto il logo The finest in jazz since 1939 significa che con questa etichetta hanno registrato dischi i migliori musicisti di tutti i tempi: da Thelonious Monk, Bud Powell, Miles Davis, Art Blakey, fino a John Scofield, Wynton Marsalis, Dianne Reeves, Norah Jones passando per Horace Silver, Jimmy Smith, Freddie Hubbard, Lee Morgan, Art Blakey, Donald Byrd e Grant Green e tanti altri.

Storia maggiore etichetta jazz

Il libro ‘Blue Note Records – La biografia‘ uscito negli Usa nel 2001 per mano di uno dei maggiori esperti mondiali di musica jazz, Richard Cook, è stato pubblicato in italiano nel 2011 (Minimum Fax). Il libro contiene il racconto di tutte le fasi della sua storia, dalla nascita nel 1939 al fallimento sul finire degli anni Sessanta, fino alla rinascita negli anni Ottanta operata dal gruppo Emi che ne ha ampliato le attività tra musica jazz, classica, new age, world music.

La biografia della Blue Note comunque non è fatta solo di musica, ma anche di curiosità e storie di vita, tanto che il cineasta svizzero Sophie Hube ne ha girato un documentario. A cominciare da quella dei suoi fondatori Alfred Lion, Max Margulis (finanziatore del progetto e scrittore comunista) e Francis Wolff, conquistati dalla potenza della musica jazz e dal suo sapore rivoluzionario. I due si impegnano fin dall’inizio a scovare talenti e artisti spesso con vite ai confini della follia tra abusi di droga e alcool, personaggi difficilissimi da gestire anche in sala di registrazione.

La Blue Note Records grazie allo spirito dei fondatori divenne molto più che una semplice etichetta discografica, ma un luogo privilegiato di ritrovo per musicisti. Gli artisti venivano trattati straordinariamente bene durante le sessioni di registrazione come fossero a casa propria, riforniti di cibo e bevande e coinvolti in tutti gli aspetti della produzione. Sarà anche per questo se alla fine molti degli album Blue Note sono considerati tra i più belli di tutta la storia della musica jazz.

Riassunto storia del jazz

I primi brani di ragtime sono stati incisi su disco nel 1917, ma blues e gospel si suonavano molto tempo prima in America. Dal pianoforte e chitarra, si passò a formazioni che comprendevano sax, clarinetto, tromba, trombone e tuba che si esibivano in feste e funerali. La tecnica jazzistica ha preso il volo nel 1925 con gli assolo di Louis Armstrong. Negli anni ’30 arrivarono lo stile Chicago e poi lo swing delle sale da ballo. Il Bebop arriva negli anni ’40 rivoluzionando ancora una volta tutto, dagli assolo alla costruzione armonica dei brani. Jazz ancora oggi significa cambiamento ed evoluzione.

RedhotJazz Siamo agli albori della storia del jazz. In questo sito vengono presentati la vita e i suoi protagonisti dagli inizi del ‘900 fino al 1930. New orleans, Chicago, NewYork: le biografie di jazzisti scanditi attraverso il tempo e le loro città di riferimento

Biografie jazzisti famosi Da Jelly Roll Morton passando da Louis Armstrong e Duke Ellington. La vita dei jazzisti raccontata attraverso l’evoluzione del linguaggio

New Orleans Museum La città in cui è nato il blues presenta un museo virtuale con strumenti, registrazioni, immagini, film sulle origini del jazz

Jazzstyles Tutti gli stili della storia del jazz dalle origini ad oggi: un percorso didattico con spezzoni di video e brani da ascoltare

Jazzphotos The golden age, le più belle fotografie dei grandi della storia del jazz degli anni ’30 e ’40 con gallerie dei jazzisti da guardare online

Wiki L’evoluzione dela musica afro americana dalle origini ad oggi. La fonte di Wikipedia è una tra le più complete quando si tratta di andare indietro nella storia

Treccani Cosa meglio della Treccani per divulgare la storia anche quando si tratta di musica? Le varie epoche della storia del jazz con periodi e protagonisti di questo importante genere musicale

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