dischi della storia del jazz

La storia del jazz corre parallela all’evoluzione della società americana da un punto di vista artistico, culturale e sociale. Tutti sanno quanto gli stili di vita americani si siano imposti in Italia dal dopoguerra in poi, non solo dal punto di vista del linguaggio musicale. Conoscere il jazz serve a comprendere meglio anche il mondo in cui viviamo, mentre dal punto di vista musicale ci fa capire come la sua influenza si estenda a tutta la musica popolare, dalle canzoni fino all’hip hop.

La storia del jazz in America parte dal mix di culture e crogiuolo di razze della società americana. Una evoluzione permeata di messaggi sociali e spirituali, da fenomeni come schiavitù dei neri d’America, immigrazione o emarginazione. Questo genere musicale é stato inventato dagli afro americani più poveri e rappresenta la loro voglia di riscatto da situazioni di degrado e di lavoro talmente dure da non poterle lontanamente immaginare. Solo successivamente il jazz da musica popolare è uscita dai suoi confini stilistici e di mercato arrivando ad influenzare ogni linguaggio musicale.

Indice

Storia jazz è universale

Il jazz è un linguaggio universale, uno dei pochi che hanno saputo evolversi di pari passo con la società. Tutto comincia dal blues e dalla famosa blue note che definisce un intero mondo basato sull’improvvisazione. Ma la storia del jazz va ben oltre le note e le sue origini musicali fatte di ritmo, melodie e armonie afro americane. Molto prima di sentire parlare di globalizzazione, questo genere con il suo mix di popoli africani e influenze europee, ha anticipato la realtà delle società multiculturali del nostro tempo.

La storia della musica jazz ha affronto chiusure, intolleranze e discriminazioni trasformandole in libera creatività. Sui palchi dei concerti jazz non ci sono barriere: cultura e musicalità tipica di ogni luogo uniscono i musicisti di ogni razza e parte del pianeta. Anche senza essersi mai incontrati o aver provato, danno vita ad una jam basate sull’improvvisazione e sulla condivisione di standard e armonie.

E’ quindi totalmente errata la tesi, mai del tutto sopita, che questo sia un genere musicale difficile o elitario. É vero esattamente il contrario e lo dimostra la sua genesi ed evoluzione e i tanti jazzisti aperti ad ogni genere di contaminazione. Quincy Jones, musicista di formazione jazz, dopo avere lavorato con artisti come Frank Sinatra, Dizzy Gillespie, Count Basie, Duke Ellington, ha prodotto tre album con Michael Jackson. É uscito dalla sua mente jazzistica anche Thriller, l’album più venduto di sempre. Il bello non è solo conoscere Louis Armstrong o John Coltrane, ma ascoltare Brad Mehldau improvvisare sulle armonie dei Radiohead.

International jazz day

La musica jazz è un grande valore indipendentemente dal fatto il suo ruolo nel mercato musicale sia sempre stata marginale, da ascoltare nei localini e in qualche festival estivo più o meno importante. La sua anima pacifica ha svolto un ruolo fondamentale anche da un punto di vista diplomatico in zone anche complicate e in profonda trasformazione sul piano politico e sociale.

Se tutte le forme d’arte sono basate su libertà e creatività, poche forme musicali sanno essere universali come il jazz, anche dal punto di vista del linguaggio musicale. L’universalità di questo genere e la sua capacità di promuovere il dialogo interculturale attraverso il rispetto e la comprensione è testimoniato dall’International Jazz Day promosso dall’Unesco dal 2011.

L’Internazional Jazz Day si tiene ogni anno in Aprile sotto l’egida dell’Herbie Hancock Institute of Jazz e coinvolge tante città italiane e straniere. Vi partecipano musicisti e persone di 190 paesi del mondo più o meno sviluppati da un punto di vista culturale ed economico. Tutti gli eventi compreso un grande concerto di all star possono essere visti gratuitamente in streaming sulla pagina ufficiale e sul sito YouTube dell’Unesco, sul canale YouTube e sulla Web TV delle Nazioni Unite e del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.

Linguaggio ed influenze

Il linguaggio jazzistico musicale è presente ovunque, dal soul al rap fino alla musica pop. Ci sono influenze stilistiche finanche nella classica del novecento, in particolare dal punto di vista armonico, melodico e ritmico. Le armonia jazzistiche, ovvero gli accordi e le progressioni di accordi usati dai jazzisti, sono spesso usate in generi come rhythm and blues e funky e pure nella disco dance prima che arrivasse l’elettronica.

Gli standard americani si basano sulla progressione armonica II V I (vedi accordi di Rem Sol Do) così come le canzoni di molti cantautori nostrani. A livello ritmico il modo sincopato di portare il tempo ispira molti groove ritmici in versione latina come samba, bossanova e ritmi afro cubani. Tutti i generi moderni sono influenzati dal jazz, dal country al pop fino all’hip hop a cominciare dall’enorme quantità di samples musicali e loop ritmici e citazioni musicali prese in prestito dai Dj per produrre nuova musica.

La parola improvvisazione è uno dei cardini fondamentali dei jazzisti ma anche dei rapper, dei rocker più famosi e degli artisti rock progressive degli anni ’60 e ’70. Gruppi come Led Zeppelin, Pink Floyd o a personaggi come Jimi Hendrix davano grande spazio all’improvvisazione solistica. Gli stessi David Bowie, Frank Zappa registravano dischi e facevamo tour accompagnati dai più acclamati jazzisti al mondo, cosí come ha sempre fatto il leader dei Police Sting.

Storia del jazz italiano

Il jazz è nato in America e i più famosi musicisti americani lo interpretano come parte della loro tradizione. Per loro è naturale ad esempio ‘suonare in levare’, mentre la storia della musica europea e italiana in particolare, è fatta di marcette e opere suonate in battere. Ciò non toglie che anche nel nostro paese questo genere abbia raggiunto un livello qualitativo elevato, oltre ad essere diventata materia di studio nei conservatori.

Se guardiamo alla storia del jazz in Italia, tutto parte negli anni ’30 in modo più o meno nascosto. Questo genere era inviso al regime perchè rompeva una serie di convenzioni sociali, oltre che musicali sotto il profilo ritmico e armonico. In compenso nel dopoguerra lo swing diventa la musica popolare per eccellenza che si suona e sopratutto balla nelle sale di Milano, Genova e Torino, dove nascono le prime band che riscuotono grande successo.

Il jazz italiano conquista poi definitivamente il pubblico popolare in televisione grazie alle canzoni di artisti come Nicola Arigliano o il Quartetto Cetra o a personaggi come il chitarrista Franco Cerri che trova notevole fama nei programmi televisivi. La sua carriera si sviluppa in un momento storico difficilissimo in cui l’estrema povertà della guerra poteva schiacciarti ma anche procurarti inaspettate opportunità se supportata dal talento. Non si arriva per caso a suonare con i migliori jazzisti americani di sempre, nè a collaborare con tutti i grandi musicisti e cantanti italiani come ospite o protagonista delle più seguite trasmissioni televisive Rai.

Franco Cerri aveva passione, voglia di riscatto, volontà e talento. Tutte carte in regola per diventare una delle figure più importanti del mondo jazzistico europeo dal punto di vista stilistico. Tra i tanti musicisti jazz con cui ha avuto la fortuna di suonare ci sono il chitarrista Django Reinhardt, la sua prima vera fonte di ispirazione e i chitarristi Jimmy Raney e Barney Kessel. Tra gli altri grandi maestri del jazz internazionale con cui ha collaborato ci sono Chet Baker, Gerry Mulligan, Billie Holiday, Lee Konitz, Dizzy Gillespie, Jean Luc Ponty, Phil Woods, Stephane Grappelli, solo per citare alcuni tra i tanti nomi.

Storia del jazz americano

Ted Gioia è considerato uno dei massimi studiosi e divulgatori di jazz a livello mondiale. La sua prima apprezzata edizione di ‘The History Of Jazz’ è uscita nel 1997. La nuova edizione aggiunge tutta la parte mancante del jazz nel 21° secolo più una serie di nuove osservazioni che riguardano l’evoluzione della musica jazz. Se la vera forza della musica jazz è trarre spunto dalle esperienze precedenti per creare qualcosa di nuovo, l’autore è molto efficace nel raccontare gli aspetti culturali, economici e politici che influenzano ogni genere e sottogenere e ne fanno una forma d’arte in continua evoluzione.

Il libro parte dalla preistoria del jazz, dall’uomo nero e schiavizzato che picchia su un grande tamburo cilindrico nella New Orleans del 19esimo secolo, per poi arrivare alla nascita di artisti e personaggi come Jelly Roll Morton, Louis Armstrong e passando dall’era swing di Duke Ellington si arriva alla frammentazione del jazz moderno. Qui i nomi sono quelli di Gerry Mulligan, Stan Getz e Lester Young, Charlie Parker, Dizzy Gillespie fino ad arrivare a Miles Davis, che diventerà nuovo interprete di un movimento di libertà e fusione che passa dall’atonalità fino al jazz-rock fusion che apre la porta al jazz del nuovo millennio.

La storia del jazz di Ted Gioia non è quindi solo una raccolta di date e fatti, ma più un racconto, un romanzo in cui gli artisti sono in qualche modo collegati sia dal punto di vista stilistico che sociale ed umano. Non a caso alla sua uscita il libro è stato definito dal vincitore del Premio Pulitzer Jonathan Yardley come uno dei 20 migliori libri dell’anno. In oltre 500 pagine le vicende umane e sociali sono filtrate da considerazioni personali e spunti critici a cui vanno aggiunte qualche decina di pagine di guida all’ascolto. Un volume ricco e approfondito per lettori esperti ma altrettanto chiaramente leggibile e rivolto ad un pubblico di neofiti ai quali fare comprendere un mondo al di là delle mode e del sentito dire.

Biografia di jazzisti famosi

Quando si tratta di raccontare la storia del jazz gli scaffali delle librerie sono piene di manuali, guide all’ascolto, storie, biografie curate da critici specializzati che spiegano l’armonia, ma raramente raccontano le emozioni. Che poi è anche l’unica cosa che dovrebbe contare quando si parla di musica, ma è anche la più difficile. Ritratti in jazz di Haruki Murakami (Einaudi) riesce in questa impresa e può essere un modo dolce e poetico per scoprire un genere, ma anche le atmosfere e i personaggi che hanno dipinto un’epoca irripetibile.

L’autore giapponese di Kyoto, celebre per i suoi romanzi, primo tra tutti ‘1Q84’, non solo ama da sempre questo genere musicale, ma con il jazz si è pure guadagnato da vivere aprendo un jazz bar con la moglie a Tokyo. Nel 1974 il suo Peter cat, da semplice caffetteria, di sera si trasformava in locale molto frequentato per ascoltare musica e leggere libri. Questa esperienza, seguita dall’apertura di un nuovo locale chiamato Stregatto, si rivelerà fondamentale nel suo lavoro di scrittore e specialmente in questo libro in cui il jazz diventa narrazione.

I ritratti delle figure storiche dei grandi artisti sono raccontate da Murakami accompagnato dai disegni di Wada Makamoto, artista e illustratore giapponese nonchè appassionato musicofilo. Ci sono i ritratti di tutti i grandi jazzisti o quasi, da Chet Baker a Gil Evans. Due paginette per ciascuno degli oltre cinquanta personaggi intervallate dal ritratto, qualche riga di cenni biografici e la foto del disco in bianco e nero, rigorosamente un vinile, che secondo Murakami meglio identifica la loro carriera. Non si va mai in profondità con notizie biografiche o discografiche, ma per chi già conosce e ama la musica jazz, questo libro è come una fiamma di un camino in cui ritrovarsi e scaldarsi in una sera d’inverno lontani dal frastuono quotidiano.

Blue Note Records

La storia del jazz è una lunga strada costellata di tendenze e stili, successi e cadute, compromessi e contaminazioni, che comincia dai primi del novecento, dalle origini di New Orleans e non si è ancora fermata. Oggi rappresenta ancora un linguaggio aperto e variegato, sempre più difficile da definire. Rimane il fatto che, come musica fatta di improvvisazione, non finisce mai di stupire, malgrado critici e studiosi cerchino di darle una forma e divulgarla al grande pubblico attraverso le produzioni delle maggiori etichette.

La Blue Note Records non è solo un’etichetta discografica. Per molti rappresenta l’essenza della storia della musica jazz, a cominciare dal nome preso in prestito dalle caratteristiche ‘blue notes’ del jazz e del blues, fino al colore dei dischi, la grafica, le foto degli artisti. E che artisti: per la Blue Note dal 1939 hanno registrato praticamente tutti i più grandi jazzisti e rimane comunque un punto di riferimento per gli amanti del jazz.

La scritta sotto il logo The finest in jazz since 1939 significa che con questa etichetta hanno registrato dischi i migliori musicisti di tutti i tempi: da Thelonious Monk a Miles Davis. Ma la Blue Note si è inventata anche un lettering nella grafica e nel carattere dei testi delle copertine di album davvero inconfondibili. Le mani del designer Reid Miles hanno creato oltre 500 copertine con un uso creativo di caratteri e colori che ha anticipato di decenni tendenze ancora in uso in ambito grafico e pubblicitario.

Etichetta più famosa storia

C’è anche un libro uscito negli Usa nel 2001 e pubblicato in Italia nel 2011 da Minimum Fax scritto da uno dei maggiori esperti mondiali di musica jazz, Richard Cook. Contiene il racconto di tutte le fasi della storia dell’etichetta. Dalla nascita nel 1939 al fallimento sul finire degli anni Sessanta, fino alla rinascita negli anni Ottanta operata dal gruppo Emi che ne ha ampliato le attività tra musica jazz, classica, new age, world music.

La biografia della Blue Note non è solo musica, ma anche curiosità e storie di vita, a cominciare da quella dei suoi fondatori, conquistati dalla potenza della musica jazz e dal suo sapore rivoluzionario. Un documentario girato dal cineasta svizzero Sophie Hube racconta l’avventura di Alfred Lion, Max Margulis (finanziatore del progetto e scrittore comunista) e Francis Wolff. I due si impegnano fin dall’inizio a scovare talenti e artisti che spesso vivono ai confini della follia, tra abusi di droga e alcool.

La Blue Note Records grazie allo spirito dei fondatori divenne molto più che una semplice etichetta discografica, ma un luogo privilegiato di ritrovo per musicisti, personaggi difficilissimi da gestire anche in sala di registrazione. Gli artisti venivano trattati straordinariamente bene durante le sessioni di registrazione come fossero a casa propria, riforniti di cibo e bevande e coinvolti in tutti gli aspetti della produzione. Sarà anche per questo se alla fine molti degli album Blue Note sono considerati i più belli di tutta la storia della musica jazz.

Evoluzioni e stili del jazz

I primi brani di ragtime della storia del jazz sono stati incisi su disco nel 1917, ma blues e gospel si suonavano molto tempo prima in America. Dal pianoforte e chitarra, si passò a formazioni che comprendevano sax, clarinetto, tromba, trombone e tuba che si esibivano in feste e funerali. La tecnica jazzistica ha preso il volo nel 1925 con gli assolo di Louis Armstrong. Negli anni ’30 arrivarono lo stile Chicago e poi lo swing delle sale da ballo. Il Bebop arriva negli anni ’40 rivoluzionando ancora una volta tutto, dagli assolo alla costruzione armonica dei brani. Jazz ancora oggi significa cambiamento ed evoluzione.

Biografie jazzisti famosi In questo sito vengono presentati la vita e i suoi protagonisti dagli inizi del ‘900 fino al 1930. New orleans, Chicago, NewYork: le biografie di jazzisti scanditi attraverso il tempo e le loro città di riferimento da Jelly Roll Morton passando da Louis Armstrong e Duke Ellington

New Orleans Museum La città in cui è nato il blues presenta un museo virtuale con strumenti, registrazioni, immagini, film sulle origini del jazz

Jazzstyles Tutti gli stili della storia del jazz dalle origini ad oggi: un percorso didattico con spezzoni di video e brani da ascoltare

Jazzphotos The golden age, le più belle fotografie dei grandi della storia del jazz degli anni ’30 e ’40 con gallerie dei jazzisti da guardare online

Wiki L’evoluzione dela musica afro americana dalle origini ad oggi. La fonte di Wikipedia è una tra le più complete quando si tratta di andare indietro nella storia

Treccani Cosa meglio della Treccani per divulgare la storia anche quando si tratta di musica? Le varie epoche della storia del jazz con periodi e protagonisti di questo importante genere musicale