Antico quadro su storia della musica

Breve storia della musica dalle origini preistoriche all’antichità classica fino a generi moderni jazz, rock e pop. Il ruolo sociale, culturale ed economico delle opere musicali attraverso l’evoluzione tecnologica e le nuove tendenze di ascolto dei giovani

La storia della musica classica e moderna non parla solo di linguaggio musicale ma fornisce gli strumenti per capire l’evoluzione dell’uomo all’interno della società. Dalle forme primordiali dei rumori organizzati fino alle canzoni rap di oggi, i suoni non sono un semplice fenomeno di percezione ma fanno intimamente parte della natura umana dal punto di vista culturale, sociale ed economico.

La storia della musica prima che di generi musicali tratta l’insieme di accadimenti che ogni periodo storico ha attraversato a livello di metodologie musicali, sensibilità, idee e progresso tecnologico. Da una concezione soprannaturale dei suoni fino alla consapevolezza estetica, note ed armonie scorrono parallele a nuovi strumenti e modalità di ascolto, fino all’attuale possibilità di usare computer e smartphone per produrre canzoni o ascoltare milioni di brani in streaming.

Indice

Storia musica e società

La nostra società diffonde musica per buona parte del giorno. Spesso senza volerlo ascoltiamo canzoni senza alcuna consapevolezza estetica in metropolitana, nei bar a casa e sul lavoro. Ovunque c’è un sottofondo e mai un attimo di silenzio. La musica pervade le nostre vite, ne amplifica i significati ma é anche considerata un intrattenimento marginale che non necessita di alcuna preparazione specifica a livello scolastico.

La consapevolezza del valore educativo dello studiare musica esiste più che altro livello familiare come consuetudine ereditata che si trasmette ai figli. Eppure non c’è nulla di più universale del linguaggio musicale e il nostro paese ha un ruolo centrale nella storia della musica e nella produzione musicale tra dotto e popolare, tanto che molti dei compositori classici più famosi al mondo hanno origini italiane.

La storia ci insegna che anche in ambito popolare la forza delle note è enorme in un mix di ritmo, melodia e armonia che danno benefici anche in termini di benessere. Canti religiosi che innalzano al divino o canzoni di protesta e lavoro hanno portato alla formazione di veri e propri generi musicali come il blues da cui nasce il jazz. Ricordi, emozioni ma anche soldi scorrono dalle colonne sonore dei film indimenticabili, alle musiche degli spot fino ai sottofondi creati ad arte per le sfilate di moda.

Origine della musica

Da quando si può fare cominciare la storia della musica? L’udito è un senso fondamentale a livello evolutivo. Fin dal grembo materno percepire i suoni permette all’uomo di formarsi una coscienza, salvarsi dai pericoli e comunicare. Risalgono a circa 20 mila anni fa le prime incisioni che sembrano alludere ad una attività musicale come la danza, mentre nella grotta di Les Trois Fères in Francia c’è la prima raffigurazione di uno strumento ad arco.

Alcuni studiosi pensano che una realtà musicale in qualche modo consapevole legata alla trascendenza abbia origini antiche di 60 mila anni. Esiste un’ampia gamma di suoni della natura come vento, tuoni, maree, battito del cuore o respiro che possono essere ricondotti al mistero. Anche l’eco delle caverne ha un significato mistico che non a caso poi è stato riprodotto nelle cattedrali religiose.

Il suono come forma di energia tra consonanze e dissonanze è alla base delle prime teorie astronomiche fin dal tempo dei babilonesi che verranno poi convogliate in ricerche matematiche alle origini armoniche del cosmo. Le civiltà procedono tra canti propiziatori e idea filosofica degli antichi greci che consideravano la musica allo stesso modo della poesia. La sua importanza nella società era fondamentale perchè si pensava agisse sull’anima e sulla volontà.

Se per Platone la musica aveva un ruolo nell’educazione morale e civile del popolo, per gli antichi romani il senso era ancora diverso, legato alla sfera ludica di intrattenimento: suonavano nelle rappresentazioni teatrali o nelle parate militari. Poi venne il cristianesimo a evocare canti religiosi dal sapore misterioso con cui i credenti potevano avvicinarsi al divino ancora più che con la preghiera. Verso il 1150 la canzone profana volgare coinvolse strati sempre maggiori della popolazione con trovatori, giullari e menestrelli.

Storia musica classica

Nel frattempo la storia della musica colta procedeva spedita arricchendo e modificando il proprio linguaggio anche grazie ai liutai che inventavano nuovi strumenti. Intorno al decimo secolo si introdusse la tecnica del contrappunto (che ad ogni nota di una melodia fa corrispondere un’altra nota) e poi la polifonia con il canto a più voci. Nel Rinascimento l’artista ha maggiore libertà di sperimentare, sempre attraverso la mediazione degli antichi e con il sentimento religioso che rimane una continua fonte d’ispirazione.

Cos’è quindi la musica classica? Prima di tutto è una definizione del mercato che dopo l’invenzione dei supporti musicali ha avuto bisogno di definire i generi musicali per indirizzare gli ascoltatori al consumo di dischi. Nell’immaginario collettivo invece è un genere di opere antiche suonate da orchestre o ensemble orchestrali che appartengono ad un passato più o meno lontano. Se guardiamo al linguaggio musicale invece la musica classica è un insieme di forme e stili che a partire dal 1500 arrivano fino ai giorni nostri.

Periodi musicali classici

Il Barocco (1600-1750) come epoca di grandi innovazioni per la musica europea, vede lo sviluppo della musica strumentale e la nascita dell’opera. In questo periodo grandi compositori idearono molte nuove forme musicali. Grandi musicisti come Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Händel riassumono tutta la musica del periodo sebbene con uno stile e un riconoscimento di pubblico diverso. Il successo di Händel come artista alla moda, sovrasta il genio conservatore di Bach che dovrà aspettare 79 anni dopo la morte per essere legittimato.

Il Classicismo (1750-1820) vede la figura di Wolfgang Amadeus Mozart che insieme a Franz Joseph Haydn principale esponente del periodo. Segue Ludwig van Beethoven pianista e compositore più richiesto a Vienna. Durante il Romanticismo (1815-1910) l’ispirazione proviene dalla natura e dalla storia del proprio paese. Niccolò Paganini, Franz Schubert, Fryderyk Chopin, Robert Schumann, Franz Liszt, Johannes Brahms, George Bizet e Richard Strauss ne definiscono l’epoca di esplorazione continua.

L’apice del romanticismo viene toccato dalla grandezza del compositore Richard Wagner autore di una nuova concezione di opera come combinazione di poesia, teatro, musica e arte (dramma musicale). La musica popolare diviene fondamentale nelle composizioni di Antonin Dvorak mentre Claude Debussy si focalizza su brani che evocano atmosfere e stati d’animo sognanti fino ai musicisti contemporanei che continuano a innovare il cosiddetto genere della classica.

Libri di storia della musica

Ci sono una infinità di saggi e libri sull’evoluzione della musica dal punto di vista antropologico, sociale, culturale ed estetico. Il saggio “Il mondo nell’orecchio (Adelphi) di Ramòn Andrés è un affascinate viaggio che tenta di ricostruire il rapporto tra uomo e musica fin dalla preistoria. L’etimologia di musica (dal greco mousike, arte delle muse), rende bene l’idea di un percorso evolutivo che nell’ascolto unisce sensazioni, spirito e materia.

La “Breve storia della musica” scritta da Massimo Mila affronta il tema dal punto di vista di un musicologo e saggista attento alle connessione, trasformazioni artistiche, politiche e sociali. Anche su internet è possibile trovare molte informazioni. Dalle origini antiche al jazz, fino alle forme concrete e elettroniche, passando da medioevo, età barocca, ottocento e opera per arrivare, molto tempo dopo al rock da ascoltare in streaming.

Wikipedia L’evoluzione della musica classica occidentale dai Greci fino al Rinascimento, un riassunto sull’evoluzione del linguaggio, dell’armonia e degli strumenti utilizzati

Treccani Una breve storia della musica classica per capire come è cambiato il linguaggio musicale nel corso dei secoli e di quale sono i maggiori protagonisti e compositori

Storico Come si è evoluta il linguaggio delle note nei paesi occidentali dalle sue forme antiche di canto per avvicinarsi agli dei fino ad oggi

Musica Medioevale Il medioevo come un lungo periodo storico ricchissimo di musica. Il sito descrive gli stili sacri e profani, proponendo anche file audio e molto altro materiale

Musica moderna e pop

Nella storia della musica più recente tutto si intreccia con l’evoluzione della tecnologia e dei supporti musicali che permettono di registrare suoni, dal grammofono al vinile. Poi tutto ancora cambia quando arriva musica digitale, prima con gli mp3 e poi con lo streaming, che stravolgono completamente il modo di ascoltare e il mercato. Eppure ancora oggi con Spotify, percezione, ruolo ed evoluzione della musica pop nella società procedono in modo parallelo.

La storia della musica moderna dal punto di vista estetico si inaugura con il Novecento, il secolo delle sperimentazioni: si creano nuove sonorità e stili originali. Come esprimere le emozioni con la musica? Arnold Schonberg inventa un nuovo metodo di composizione: una musica che disorienta l’ascoltatore e che all’inizio viene criticata. Si diffonde il blues e nascono nuovi stili nel jazz, Duke Ellington riscuote grande successo e diventa uno dei jazzisti più influenti nella storia della musica americana. Con Joaquin Rodrigo la chitarra classica diventa importanza, al pari del pianoforte e del violino.

Musica popolare Perchè i canti popolari e dialettali sono alla base di ciò che diventerà il pop che si ascolta nel 20 esimo secolo

Storia Jazz Una serie di articoli che illustrano il percorso dei generi afroamericani che dal blues e dagli spirituals gospel portano all’improvvisazione jazzistica moderna

Musica e moda Come i generi musicali moderni sono intrecciati ai fenomeni di costume ed in particolare alle tendenze del mondo della moda

Starsailor Una storia della musica moderna dai canti di lavoro al rock, il soul e la psichedelia. Tutte le fasi della musica leggera dal pop all’avanguardia

Editoria musicale italiana

Se la tecnologia è stata fondamentale nel fare progredire la storia della musica, così lo è stato chi ha favorito la diffusione al pubblico. Note, emozioni, artisti sono arrivati all’orecchio di centinaia di milioni di persone grazie ad editori e case discografiche che hanno investito creando un mercato che genera anche un indotto economico. Prima che esistessero musica registrata, dischi e radio, l’unico modo per arrivare al pubblico era suonare dal vivo in case e teatri.

Fu grazie agli editori musicali le opere dei maggiori compositori arrivarono ad un pubblico più ampio. Nel ‘700 la diffusione di concerti in tutta Europa portò alla nascita di grandi case di edizioni musicali, specialmente a Londra e Parigi. In Italia nel 1807 il violinista Giovanni Ricordi fu il primo italiano ad immaginare l’esistenza di un mercato per la diffusione di spartiti e musica scritta.

La casa editrice Ricordi attraversa oltre due secoli di storia: dal primo catalogo, fino all’acquisizione di tutte le opere rappresentate alla Scala di Milano, alla convenzione sul diritto d’autore fatta con il governo austriaco per la tutela degli autori. E poi negli anni ’60 la nascita dell’etichetta Dischi Ricordi con cui hanno lavorato Gino Paoli, Tenco, Gaber, De Andrè fino all’acquisizione della multinazionale tedesca Bertelsmann nel 1994.

La stessa casa editrice creò la Gazzetta musicale di Milano, rivista che tra il 1842 e il 1965 raccolse le migliori fonti d’epoca su musica classica, opera lirica e balletto. Per gli appassionati esiste un Archivio storicao Ricordi in cui gli ritrovare traccia della storia della musica italiana ed internazionale tra partiture manoscritte, libretti, lettere di compositori, manifesti e stampe.