stampanti 3d

La tecnologia utilizzata dalle stampanti 3d apre infinite possibilità in campi diversi, dall’architettura, alla medicina e persino nel settore del cibo. Nel mercato stanno arrivando modelli dai prezzi contenuti e più accessibili anche per il grande pubblico pronto ad accogliere le novità

Con le stampanti 3d si possono stampare case e magari città, replicare organi umani per fare esercitare i chirurghi, oppure creare pasta dal formato insolito in pochi minuti… senza calcolare le infinite risorse che si aprono a chiunque voglia mettersi alla prova con nuovi invenzioni e produzioni in serie di piccoli oggetti fai date. Piccole, portatili o enormi di tipo industriale: le stampanti 3D sembrano appartenere a un futuro ormai diventato realtà, in un mondo che ruota attorno alla ricerca e all’innovazione.

Qualche esempio i oggetti realizzati? A Suzhou nella Cina orientale un’intera villa e una palazzo di cinque piani sono state edificate con una stampante tridimensionale alta più di sei metri, mentre ad Amsterdam lo studio olandese Dus ha costruito un intero edificio lungo un canale, il 3D Print Canal House, diventato spazio espositivo e centro ricerca. Certo, si tratta di progetti realizzati con software avanzati e stampanti 3d ad altissima tecnologia, che oltre alla sostenibilità ambientale e all’uso di materiali a basso impatto, riescono a costruire oggetti in tempi ridotti.

Le nuove stampanti 3d dedicate al pubblico consumer non possono essere così sofisticate, ma i produttori sono sempre più impegnati ad allargare il pubblico dagli appassionati di tecnologia, i così detti maker, fino a coinvolgere persone comuni desiderose di sperimentare e creare dal nulla oggetti di vario tipo. Ecco perchè l’attenzione delle aziende è tutta rivolta a proporre nuovi modelli a prezzi più bassi, semplici nel funzionamento, dalle dimensioni ridotte e che utilizzino materiali sostenibili.

Come funzionano le stampanti 3d? Il concetto base che guida l’intera produzione è la sovrapposizione di strati di diversi materiali depositati sulla struttura portante grazie a un ugello che segue il modello tridimensionale proposto per la realizzazione del prodotto finito. Questa tecnica si chiama fused deposition modeling (FDM) ed è la più utilizzata per le stampanti 3D a uso professionale e domestico attualmente in commercio.

Stampanti 3d prezzi in commercio

Per acquistare una stampante 3d si parte da una spesa di 350 euro circa per uno tra i modelli più convenienti e accessibili sul mercato, la Vinci Jr della 3D Xyz Printing, ideale per creare a basso consumo energetico piccoli oggetti con filamenti in plastica biodegradabile ricaricabili. Modelli più professionali come la Sharebot 42 fanno lievitare i prezzi (2.900 euro) a vantaggio di una precisione e rapidità nell’esecuzione controllata in tempo reale tramite webcam. Cura del design e voglia di colore definiscono le stampanti 3d della Polaroid come la ModelSmart 250S venduta a circa 2.000 euro: divertente e facile da usare riserva molte opzioni per agevolare i programmi di esecuzione.

Chi è a corto di idee ed è alla ricerca di soluzioni economiche per costruire e migliorare la propria abitazione, può dare un’occhiata al mega kit proposto da uno studio londinese che ha inventato WikiHouse, sistema di costruzione open source. Si tratta di una soluzione che con soli 20 mila euro assicura un’abitazione adatta a qualsiasi esigenza completa di impianto per il riscaldamento. Chiunque può accedere al progetto online che fornisce una libreria in condivisione gratuita di modelli tridimensionali che possono essere scaricati, creati e assemblati sul posto… insomma una sorta di Ikea 3d.