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Dati in calo quelli rilasciati dalla dal Centro studi della Federazione Italiana Editori Giornali sull’andamento della stampa in Italia. Ma se calano i lettori della carta stampata, aumentano di molto quelli sul web.

Gli italiani non si sono mai contraddistinti come assidui lettori né di libri né di giornali, tanto che la diffusione della stampa, considerando periodici e quotidiani è molto inferiore rispetto ai maggiori paesi. Per la precisione nel 2009 eravamo 33esimi con 128 copie ogni 1000 abitanti, peggio di tutte le nazioni europee tolte Spagna e Portogallo, ma anche di Cina, Russia e Turchia. Considerando solo i quotidiani le regioni del nord leggono 92 copie per mille abitanti (55,7% del totale), 84 copie nel centro (21,9% totale), mentre gli abitanti del sud 49 copie e il 22,4% del totale…

Una vera pena che ovviamente si riflette sulla coscienza e consapevolezza degli italiani in fatto di cultura, società, stili di vita, visione del futuro e che si riflette anche nel momento delle scelte in politica con i risultati che tutti abbiamo sotto gli occhi. Ma se negli ultimi due anni, complice la crisi, i lettori di quotidiani sono ulteriormente diminuiti del 2,6% e quelli di periodici del – 7,6% (settimanali) e -18% (mensili), c’è di buono che almeno internet sembra aver portato nuova linfa al settore dell’editoria italiana. Secondo le rilevazioni Audiweb dal 2009 al 2011 i lettori di pagine viste sul web sono aumentati del 26%, da 10,4 a 13,1 milioni e addirittura sono aumentati del 50% gli utenti di giornali quotidiani in versione elettronica. Leggere un quotidiano su internet è una attività online superata solo dalla lettura delle email (80,7%) e dall’e-commerce (68,2%). Speriamo in bene.