Inutile negare il ruolo che Apple nella musica ha avuto con il suo servizio di vendita online di iTunes, fino a diventare quasi un monopolio nel download di mp3 prima con gli iPod e poi con gli iPhone. Ma nella tecnologia tutto cambia rapidamente ed ora Spotify con lo streaming potrebbe rappresentare il futuro.

Mentre i recenti dati di mercato vedono il download in calo per la prima volta, lo streaming conquista sempre nuovi utenti disposti anche ad abbonarsi in cambio di cataloghi infiniti a disposizione in modo semplice ed immediato senza pubblicità.

Spotify sarebbe passata in un anno da 6 milioni di abbonati a pagamento a 10 milioni e in Europa si appresterebbe a sopravanzare iTunes nei ricavi per la vendita di musica. In Inghilterra, uno dei maggiori mercati al mondo, Spotify sta avendo un grande successo con 7,4 miliardi canzoni ascoltate nel 2013, il doppio del 2012.

Kevin Brown, responsabile di Spotify per le relazioni con le case discografiche, si dimostra fiducioso nel soprasso e in un intervista dichiara che il loro maggiore avversario non sarebbe nemmeno iTunes, ma YouTube in procinto di scendere nell’arena della musica on the cloud. I più preoccupati da questa ennesima rivoluzione del mercato della musica però sembrano proprio i musicisti che percepiscono guadagni molto inferiori dai servizi di streaming rispetto al download.

Ovviamente anche in questo caso dipenderà da quanti utenti riuscirà a totalizzare Spotify, dovesse riuscire ad convincere 40 milioni di persone ad ascoltare musica con il suo servizio in streaming le cose si metterebbero bene anche per gli artisti che ora danno a iTunes l’esclusiva di vendita per guadagnare di più.

Per convincere gli artisti Spotify ha dato alcuni cifre: se ora un album di nicchia fa guadagnare ai titolari dei diritti 3.300 dollari al mese e un successo globale 425 mila dollari, nel caso si arrivasse a 40 milioni di abbonati le cifre salirebbero rispettivamente a 17 mila dollari e oltre 2 milioni di dollari. Non male, specie per gli appassionati che se vogliono potranno continuare ad ascoltare musica gratis in cambio di pubblicità.