fotografie di musica

Festeggia la prima candelina il servizio di streaming di Spotify in Italia e a vedere i risultati festeggiano anche gli utenti sempre più numerosi e contenti di trovare musica gratis legale senza doversi rivolgere al peer to peer e ai suoi metodi illegali.

Proprio la riduzione della pirateria sembra essere uno dei cardini della rivoluzione streaming in Italia ed anche un aspetto molto importante e non solo per chi lavora nella musica, ma anche per chi la musica semplicemente la ascolta. Lo testimonia l’aumento del 2% registrato quest’anno nel mercato della musica italiana soprattutto grazie agli abbonamenti dello streaming, a cui si rivolgono un 25% del totale degli utenti spendendo in media 120 euro all’anno, con Spotify, Deezer e Cubo musica in testa che nel 2013 hanno portato i ricavi dalle canzoni ascoltate online in streaming ad un + 182% sul 2012.

Questo è solo un aspetto della rivoluzione in atto, con 65 milioni di ore di musica ascoltata dagli utenti italiani che hanno anche creato 15 milioni di playlist, con Daft Punk, Avicii e Macklemore & Ryan Lewis che si classificano come gli artisti più ascoltati mentre tra gli italiani Jovanotti precede Fedez e Ligabue come vedete qui a lato. L’altro aspetto è il rapporto complesso con case discografiche e gli artisti che sempre più spesso si lamentano degli scarsi guadagni e dell’insostenibilità del progetto, un problema che la responsabile italiana Veronica Diquattro non nega sostenendo però come questa sia l’unica via per la monetizzazione della musica. Secondo la manager Spotify trattiene meno del 30% dei ricavi da pubblicità e abbonamenti svelando la cifra di un miliardo di dollari versati all’industria della musica nel 2013.