Spotify craccato

Nell’era dello streaming e del diffuso concetto di musica gratis anche usare uno Spotify craccato diventa normale. Anzi, ascoltare canzoni senza pagare un centesimo è cosa talmente diffusa che oramai ci si stupisce del contrario

Malgrado la musica costi sempre meno, sono sempre più le persone che cercano uno Spotify craccato o qualche sistema alternativo per ascoltare canzoni gratis. E se non possono più farlo si indignano. D’altronde se oggi lo streaming musicale è il sistema più diffuso per ascoltare musica, è inutile negare che abbia conquistato il mercato assecondando il concetto di musica gratuita.

Perchè craccare Spotify? Finita l’era dei supporti fisici, dopo l’abbuffata di mp3 piratati con i sistemi peer to peer, con i servizi di streaming alla gente è stata offerta la possibilità di ascoltare canzoni gratis o quasi senza fatica, in cambio di pubblicità. Il solo Spotify in questo modo ha convinto circa 160 milioni di utenti in tutto il mondo, di cui solo 71 milioni sono abbonati premium a pagamento. Una rivoluzione non senza conseguenze, specie per i musicisti che guadagnano sempre meno. Ma in questo modo anche la percezione del valore economico della musica si è annnullata. In compenso la pirateria non è finita, anzi.

Semplicemente gli utenti più scaltri si sono ingegnati nel trovare altri sistemi più semplici per non pagare le canzoni, facendo ancora meno fatica di un tempo. Dal file sharing per scaricare a sbafo mp3 si è così passati allo stream ripping, un sistema che consente di scaricare i flussi di canzoni mentre si ascoltano. Ma era ancora troppo complicato, serviva un sistema più semplice.

Come avere Spotify craccato?

Gli account gratuiti di Spotify, oltre a riprodurre musica con pubblicità, non consentono di ascoltare esattamente il brano prescelto. Si possono ascoltare delle playlist degli artisti, un pò come si trattasse di una radio. Per gli incontentabili del tutto gratis serviva craccare l’applicazione o il software utilizzato per collegarsi con il servizio di streaming. Cosa non banale, ma evidentemente in tutto il mondo esistono hacker capaci di aggirare qualsiasi ostacolo.

Uno Spotify craccato significa potere disporre di App per Android, iPhone e di software per pc che offrono funzionalità senza limiti simili a Spotify Premium, che costa $ 9,99 al mese. In breve tempo come per magia il web si è popolato App modificate per consentire anche agli account gratuiti di aggirare le restrizioni. Da molti anni in rete c’è un’ampia e documentata letteratura che permette di scoprire come fare. Tutti felici e contenti quindi? Mica tanto.

Spotify craccato è illegale?

Craccare Spotify ovviamente non è legale, anche se su internet, specie quando si parla di musica, il limite tra ciò che è lecito e non sembra scomparire. Il punto è che Spotify ha raggiunto la soglia dei 160 milioni di utenti a suon di finanziamenti miliardari e sta per quotarsi in borsa. Quindi non può tollerare che la pirateria vada ad inficiare il valore di un servizio finanziato dai futuri azionisti. Prima la società  si è rivolta al DMCA (Digital Millennium Copyright Act) riuscendo a fare eliminare alcune di queste App illegali, costringendo gli sviluppatori ad eliminarle dal web. Ma non solo.

Gli utenti beccati ad utilizzare App di Spotify craccato sono stati avvertiti con una email informativa su non dichiarate attività anomale effettuate con i loro account. Le parole usate non sono state minacciose, suonano piuttosto come un avvertimento, pena l’eliminazione degli account incriminati. La reazione di alcuni utenti non è tardata ad arrivare: c’è chi si è lamentato parlando di furto, truffa e addirittura ladrocinio. I commenti indignati di chi è stato beccato si possono leggere nelle app store e lasciano basiti o quantomeno fanno riflettere. La musica digitale è comoda e lo streaming, oltre ad avere tanti utenti, ha molti pregi. Ma il prezzo da pagare per una società basata sui click sembra ancora più alto.