Spotify craccato su uno smartphone

Nell’era dello streaming e del diffuso concetto di musica gratis anche usare uno Spotify craccato diventa normale. Anzi, ascoltare canzoni senza pagare un centesimo è cosa talmente diffusa che oramai ci si stupisce del contrario

Malgrado la musica costi sempre meno, sono sempre più le persone che cercano uno Spotify craccato o qualche sistema alternativo per ascoltare canzoni gratis. E se non possono più farlo si indignano. Internet sembra davvero il terreno ideale per il perpetrarsi della storia del gatto che insegue il topo. L’industria dei contenuti veicolata dalle multinazionali del web sta facendo di tutto per rendere il sistema della distribuzioni della musica online economicamente sostenibile, ma dall’altra parte c’è sempre qualcuno che cerca e trova il modo di aggirare gli ostacoli.

L’attrazione per tutto ciò che è gratis può più di ogni legge morale, il problema di trasformare la musica online in un mercato con regole certe e condivise non sembra davvero semplice nemmeno in tempi di streaming. Non è detto che questi fantomatici software per ascoltare Spotify gratis senza pubblicità siano semplici da utilizzare e immuni da problemi. Certo l’industria non può permettere che si diffondano perchè altrimenti ben pochi utenti convertirebbero i loro abbonamenti alle versioni Premium. Non a caso c’è chi non ha mai appoggiato questa politica.

Voglio ascoltare canzoni gratis

Con il lancio del suo servizio di streaming di iTunes, ad esempio Apple ha appena messo in discussione lo streaming gratis perchè non lo considera sostenibile per l’intera filiera della musica e non è detto che prima o poi l’unica possibilità disponibile per gli utenti di tutte le piattaforme musicali in streaming sarà abbonarsi a servizi a pagamento. Proprio mentre si discute su questo delicato aspetto della musica nell’era dello streaming e si pone anche il problema di quanto guadagnano gli artisti, in rete c’è chi cerca applicazioni che aggirano il problema promettendo senza sborsare una lira di eliminare gli spot tra una canzone e l’altra.

D’altronde se oggi lo streaming musicale è il sistema più diffuso per ascoltare musica, è inutile negare che abbia conquistato il mercato assecondando il concetto di musica gratuita. Uno dei motivi per cui lo streaming è nato ed ha avuto successo, è avere offerto musica gratis in cambio di spot togliendo utenti al peer to peer e al download illegale di mp3. L’idea e la sfida è che prima o poi gli utenti freemium si sarebbero trasformati in abbonati paganti per un ascolto senza annunci: ma se qualcuno trova il modo di fare ascoltare Spotify gratis togliendo la pubblicità senza pagare nulla?

Perchè craccare Spotify?

Finita l’era dei supporti fisici, dopo l’abbuffata di mp3 piratati con i sistemi peer to peer, con i servizi di streaming alla gente è stata offerta la possibilità di ascoltare canzoni gratis o quasi senza fatica, in cambio di pubblicità. Il solo Spotify in questo modo ha convinto circa 160 milioni di utenti in tutto il mondo, di cui solo 71 milioni sono abbonati premium a pagamento. Una rivoluzione non senza conseguenze, specie per i musicisti che guadagnano sempre meno. Ma in questo modo anche la percezione del valore economico della musica si è annnullata. In compenso la pirateria non è finita, anzi.

Semplicemente gli utenti più scaltri si sono ingegnati nel trovare altri sistemi più semplici per non pagare le canzoni, facendo ancora meno fatica di un tempo. Dal file sharing per scaricare a sbafo mp3 si è così passati allo stream ripping, un sistema che consente di scaricare i flussi di canzoni mentre si ascoltano. Ma era ancora troppo complicato, serviva un sistema più semplice.

Come avere Spotify craccato?

Gli account gratuiti di Spotify, oltre a riprodurre musica con pubblicità, non consentono di ascoltare esattamente il brano prescelto. Si possono ascoltare delle playlist degli artisti, un pò come si trattasse di una radio. Per gli incontentabili del tutto gratis serviva craccare l’applicazione o il software utilizzato per collegarsi con il servizio di streaming. Cosa non banale, ma evidentemente in tutto il mondo esistono hacker capaci di aggirare qualsiasi ostacolo.

Uno Spotify craccato significa potere disporre di App per Android, iPhone e di software per pc che offrono funzionalità senza limiti simili a Spotify Premium, che costa $ 9,99 al mese. In breve tempo come per magia il web si è popolato App modificate per consentire anche agli account gratuiti di aggirare le restrizioni. Da molti anni in rete c’è un’ampia e documentata letteratura che permette di scoprire come fare. Tutti felici e contenti quindi? Mica tanto.

Spotify craccato è illegale?

Craccare Spotify ovviamente non è legale, anche se su internet, specie quando si parla di musica, il limite tra ciò che è lecito e non sembra scomparire. Il punto è che Spotify ha raggiunto la soglia dei 160 milioni di utenti a suon di finanziamenti miliardari e sta per quotarsi in borsa. Quindi non può tollerare che la pirateria vada ad inficiare il valore di un servizio finanziato dai futuri azionisti. Prima la società si è rivolta al DMCA (Digital Millennium Copyright Act) riuscendo a fare eliminare alcune di queste App illegali, costringendo gli sviluppatori ad eliminarle dal web. Ma non solo.

Gli utenti beccati ad utilizzare App di Spotify craccato sono stati avvertiti con una email informativa su non dichiarate attività anomale effettuate con i loro account. Le parole usate non sono state minacciose, suonano piuttosto come un avvertimento, pena l’eliminazione degli account incriminati. La reazione di alcuni utenti non è tardata ad arrivare: c’è chi si è lamentato parlando di furto, truffa e addirittura ladrocinio. I commenti indignati di chi è stato beccato si possono leggere nelle app store e lasciano basiti o quantomeno fanno riflettere. La musica digitale è comoda e lo streaming, oltre ad avere tanti utenti, ha molti pregi. Ma il prezzo da pagare per una società basata sui click sembra ancora più alto.

Se lucrare sul lavoro di artisti, musicisti e lavoratori dello spettacolo, per qualcuno è assurdo e semplicemente immorale, per altri è totalmente legittimo. Basta farsi un giro sui forum per capire che la motivazione principale di chi li approva è: “Pago già la connessione ad internet, perchè devo pagare anche i contenuti?” Un pò come se andando al supermercato qualcuno dicesse: “Pago già la benzina per arrivarci, perchè devo pagare anche il prosciutto?”. Ma su internet si sa, ognuno può liberamente esprimere la propria opinione.