sordità

Nel mondo sempre più persone hanno problemi di udito. Oltre 1 miliardo di giovani sono a rischio sordità. Quali le cause? Il rumore e la musica sparata nelle orecchie con smartphone e cuffiette a volume troppo alto

Non c’è pace per le nostre orecchie. Secondo una ricerca realizzata dall’Oms sono 1,1 miliardi i giovani a rischio sordità nei prossimi 10-20 anni. Strade, traffico e cantieri nei centri urbani espongono nove abitanti su dieci a rumori talmente forti da causare una qualche forma di perdita dell’udito. Ma i principali colpevoli dei danni permanenti che possono portare alla sordità sono le cuffiette con cui si ascolta musica ad alto volume per tutto il giorno con gli smartphone.

Secondo una ricerca realizzata dal centro studi francese Ifop in occasione della Giornata nazionale dell’udito il 65% degli adolescenti tra 15-17 anni ascolta musica in cuffia attraverso lo smartphone per più di un’ora al giorno. Un terzo di questi ragazzi e il 15% degli adulti però non sanno che ascoltare canzoni a un volume troppo alto e prolungato può provocare una sordità temporanea o permanente.

Non è la prima volta che cuffiette e auricolari vengono accusate di danneggiare l’udito. Da quando iPod e lettori mp3 hanno invaso il mercato sono stati fatti molti studi sui potenziali rischi. Nel 2012 il professor Rick Neitzel dell’Università del Michigan negli Stati Uniti ha fatto un test su 4500 abitanti di New York. Voleva analizzare come il rumore fosse, con il passare del tempo, un fattore di rischio per la salute delle orecchie e non solo. Il rumore infatti induce altri disturbi come stress, insonnia, fino alle malattie cardiache. Dopo 5 anni ha rilevato che il 20% dei pazienti sottoposti al test aveva perso un pò di sensibilità uditiva.

Rischio sordità per i giovani

Per troppo rumore nelle città in generale viene messa a rischio la salute di nove persone su dieci. Ma c’è poca consapevolezza del problema, come in nessun altro campo della medicina. Mentre sull’alimentazione non si fa altro che parlare di diete e benessere, su questo argomento si fa poco o niente per limitare i danni. Il rumore di sottofondo delle città mischiato alla musica ascoltata ad alto volume con le cuffiette fa aumentare i rischi di sordità totale o parziale esponenzialmente. Come si è visto sono più esposti i giovani che ascoltano musica con gli smartphone tutto il giorno.

Secondo le ricerche oltre metà delle persone ascolta musica con le cuffiette ad un volume superiore agli 85 decibel. Il fatto che siano in vendita modelli capaci di produrre livelli sonori da 90 a 110 decibel non aiuta. Per questo l’Unione Europea sta imponendo ai produttori di abbassare il livello sonoro degli auricolari, ma anche di inserire nelle confezioni opportuni avvertimenti sui pericoli di un utilizzo a volume elevato.

Quale volume è troppo alto?

Considerando 60 decibel il livello di una conversazione normale e non pericolosa, in una strada trafficata ci sono già 80 decibel. Diventano ben oltre 85 se si ascolta musica con le cuffiette camminando per strada. Si tratta di suoni già molto forti, più del rumore di una aspirapolvere, che alla lunga possono causare danni permanenti alle microscopiche cellule ciliate dell’orecchio interno.

Se un tempo erano più esposti alla sordità i lavoratori in fabbrica, ora lo sono i giovani metropolitani. Le cose infatti peggiorano nelle grandi città e non solo per il frastuono del traffico. A volte per coprire il rumore di fondo si è portati ad alzare ulteriormente il volume della musica con lo smartphone. E’ un grave errore da evitare accuratamente se si desidera che la musica continui a rimanere solo una parte importante e gioiosa della vita.

Cosa sono gli Acufeni

Sei un patito di rock, ascolti la musica a tutto volume e ami andare in discoteca? A detta dei medici sembra il profilo della persona che, sempre più spesso, si trova a far fronte a quei perenni, fastiodiosi ronzii e fischi che in realtà non esistono. L’Acufene a lungo andare è snervante, può diventare un’ossessione tanto da essere catalogato come una malattia e curata di conseguenza. Cosa fare?

Esiste una terapia sonora creata con una musica dai toni bassi. Si tratta di far ascoltare al malato una musica calmante e piacevole che però sembra faccia sparire i ronzii solo momentaneamente. Appena la musica finisce, puntualmente il fischio si ripropone. E allora? Secondo Giancarlo Cianfrone, ordinario di audiologia all’università La Sapienza di Roma e responsabile del Centro Acufeni dell’Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sordità, esiste un metodo più articolato, la Tinnitus Retraining Therapy.

Curare gli acufeni

Non bisogna avere fretta, si tratta di una vera e propria riabilitazione dell’orecchio che può durare mesi, ma il risultato è definitivo. In pratica ad ogni paziente si fornisce un piccolo apparecchio acustico da indossare dalle sei, alle sette ore al giorno e che emette un rumore bianco a basso volume (quello che in radio si sente passando da una stazione all’altra). E’ possibile arricchirlo con altri suoni che possono essere ad esempio il rumore del vento, i cinguettii o anche la musica preferita, sempre alternata ad altri suoni.

L’importante è che sia ascoltata a basso volume, che si mescoli agli acufeni senza mai coprirli. Questa è la condizione di fondamentale importanza per la riuscita della terapia. Lo scopo è confondere il cervello, in modo che con il tempo si abitui a percepire i suoni fastidiosi non come un disturbo, ma come suoni “normali”. Ma ricordate che la migliore cura è la prevenzione: ascoltate sempre la musica a basso volume.