La canzone Somebody That I Used to Know di Gotye è stata un successo planetari negli ultimi anni. Ma c’è chi sostiene non sia un brano originale

Pubblicato il luglio 2011, grazie anche ad un video semplice ma evocativo è stato venduto in 13 milioni di copie arrivando nel 2012 primo in classifica in circa 24 paesi oltre ad essere il singolo più venduto negli Stati Uniti vincendo il Grammy Awards come disco dell’anno.

La canzone che si può ascoltare dal video qui sopra, parte con un riff di chitarra che ne condiziona l’andamento per tutto lo svolgimento del brano. Gotye ha recentemente ammesso che quelle note non sono tutte farina del suo sacco, ma l’ispirazione è arrivata da una canzone uscita nel 1967 dal titolo Seville e scritta da Luiz Bonfà, chitarrista, compositore e cantante brasiliano scomparso nel 2001, artista non proprio sconosciuto avendo collaborato con come co-autore con il padre della bossa nova brasiliana Antonio Carlos Jobim. Ascoltatela…

Ecco perchè candidamente Gotye (vero nome Wally Debacker) ha deciso di devolvere il 45% delle royalties agli eredi di Luiz Bonfà. Il management di Debacker non ha approfondito i dettagli specifici che circondano l’accordo ma gli eredi di Bonfa avrebbero già ricevuto più di 1 milione di dollari e altre decine ne arriveranno sicuramente in futuro tra ricavi, streaming o YouTube (il video è stato visto 400 milioni di volte), royalties per l’airplay radio ecc. Insomma figli e nipoti di Bonfà potranno ringraziare a vita quel capellone australiano che li ha fatti diventare ricchi a loro quasi insaputa grazie a poche note quasi copiate.

Somebody that I used remix

La canzone Somebody That I Used to Know di Goyte oltre ad essere diventata un vero tormentone su youTube si presta per la sua semplicità ad una serie di rifacimenti e remix di tutti i generi che vi abbiamo anche già mostrato. Quello che vi presentiamo in questo video però li batte tutti: si tratta di un utente di YouTube che reato un remix utilizzando solo parti di computer vecchi: HP Scanjet 3C per le voci, 2 dischi rigidi come tamburi e piatti e un Amiga 600 come basso e chitarra. Un vero esempio di arte del riciclo e giustamente il successo, oltre che assicurato è meritato: il video naviga tranquillo verso il milione di click.