siamo quello che ascoltiamo

Dicono gli esperti che il futuro dei media passerà attraverso una sempre maggiore personalizzazione dell’offerta dei contenuti online. You Tube è il primo esempio di tv on demand: guardi solo ciò che ti piace. Ma non è tutto. Google e altri motori di ricerca già possono ricordare le parole inserite in modo da proporre nel tempo i siti che più interessano. E anche le radio diventano interattive ‘imparando’ a trasmettere solo la musica che desideriamo ascoltare.

Abbiamo già visto che qualcuno arriva addirittura ad inventarsi il concetto di Dna della musica per suggerire ai navigatori nuovi artisti da ascoltare in base a precisi algoritmi: su Pandora.com si scrive il nome di una artista o di un brano conosciuto ed altri brani simili vengono pescati dal database del Music Genome Project, alla cui stesura contribuisce il comportamento degli stessi utenti.

Last.fm invece è una radio interattiva che, per capire i gusti personali, può eseguire lo scrobbling di tutta la musica che ascoltiamo sul nostro computer per individuare relazioni tra artisti, canzoni e scoprire il nostro gradimento dei brani nel tempo. L’operazione richiede un apposito software da scaricare al momento della registrazione. Non vi fidate? Il processo ha già riguardato 65 milioni di brani e 8 milioni di artisti…

Slacker.com è un altro di questi servizi a metà tra radio, community e offerta di musica a pagamento. Dopo avere fornito i dettagli sui gusti musicali personali attraverso la ricerca di determinati artisti e generi, anche Slacker comincia una programmazione su misura. La novità è che in futuro Slacker introdurrà player portatili con connettività Wi-Fi e satellitare. Avremo insomma in tasca un iPod sempre carico di nuova musica. Quale musica? La nostra musica preferita..!