soldi non rendono felici

Crisi economica, crolli in borsa, mancanza di lavoro: oggi siamo tutti più poveri rispetto ad un recente passato. Cosa fare? La soluzione arriva dall’America: bisogna cambiare mentalità, è inutile cercare di diventare sempre più ricchi. Perchè i soldi non rendono felici, specie quando sono spesi male

Come negarlo? Tra tante belle cose l’America è sempre stata anche il regno del consumismo sfrenato e dell’ostinata ricerca della ricchezza. Ma da quando è cominciata la grande crisi, che ha colpito larghi strati della popolazione, studiosi, psicologi, ricercatori e intellettuali vari si sono dedicati assiduamente ad un nuovo gioco: dare senso alla povertà.

Ultimamente sono usciti molti saggi sull’argomento, ma è sempre attuale quello apparso sul Journal of Consumer Psychology scritto dai tre ricercatori Elizabeth Dunn, Daniel Gilbert, e Timothy Wilson. Il titolo era: Se i soldi non ti rendono felice, probabilmente li spendi male. Un pò come dire: non ti preoccupare se hai poco denaro, la gente ricca non sa nulla di felicità. In pratica si tratta di una serie di accorgimenti alla portata di tutti che consentirebbero di vivere felici anche con le tasche vuote, o quasi.

Come essere felici con pochi soldi?

Privarsi del superfluo secondo i ricercatori non solo non costa niente, ma fa stare bene e può cambiare davvero la vita. Molto più che cercare il modo di diventare sempre più ricchi. E anche i consumatori che faticano a raggiungere la fine del mese quando fanno la spesa possono aumentare il loro grado di soddisfazione semplicemente osservando alcuni consigli di carattere generale:

  • Comperare esperienze invece di cose
  • Aiutare gli altri invece di se stessi
  • Comperare tanti piccoli piaceri invece di pochi grandi
  • Spendere meno soldi in assicurazioni
  • Pagare adesso e consumare più tardi
  • Pensare a ciò che non si sta pensando

Certo non c’è nulla di nuovo, questa filosofia sottolinea un cambio di prospettiva ampiamente trattato anche dai fautori della Gioia del meno. Ma dato che non costa niente si può provare, magari cominciando a rinunciare all’ennesimo paio di scarpe nuovo o all’ultimo smartphone. La felicità non si raggiunge passando il pomeriggio al centro commerciale, o tentando la fortuna giocando i numeri al lotto con la speranza di diventare ricchi.

Molto meglio sfruttare il proprio tempo aiutando persone in difficoltà o anziani. Oppure discutendo con persone all’interno di piccole comunità, quartieri, condomini. Fa bene sviluppare progetti comuni e passioni, cercare di migliorare le cose di tutti i giorni, lavorando insieme. Cose da fare ce ne sono molte. Si può impiegare il proprio tempo in modo proficuo tra bambini, anziani, lavoro, educazione, oppure tempo libero, cultura e tutto il resto.

Proprio dagli americani? Strano piuttosto che oggi il suggerimento arrivi dall’America: in fondo il consumismo lo hanno inventato loro. Ma se al posto di sbavare per un nuovo iPhone o arrovellarsi per fare entrare nell’auto un televisore gigante, ora ci suggeriscono nuovi stili di vita sostenibili, ben vengano. In tempi di globalizzazione si spera che anche le buone idee possano diffondersi ovunque. E sicuramente imparare ad essere un pò meno consumatori e un pò più cittadini costa poco ma da valore alla vita.