fare soldi

Sarà proprio vero che i soldi danno la felicità? In un periodo in cui tutto sembra andare nel verso opposto e le persone sono spesso alle prese con problemi economici, quanto si dovrebbe guadagnare per essere davvero felici?

Oggi si direbbe che più che guadagnare poco o tanto, per molte persone, specialmente per i giovani, la formula esatta sarebbe guadagnare ‘almeno qualcosa’. Eppure, bombardati da stimoli consumistici in ogni istante delle nostre vite, per qualcuno sembrerebbe facile ridurre il concetto di felicità al possesso di beni materiali capaci di offrire l’apparenza di uno status elevato.

Ovviamente non è così, è facile intuirlo camminando per strada anche senza tirare in ballo le parole di Papa Francesco su ricchezza e vanità, sul conflitto tra guadagno e dono o tra profitto e solidarietà. Pur rimanendo indifferenti o impotenti davanti alle disparità sempre più grandi tra ricchi e poveri del mondo, allora si potrebbe fare di necessità virtù, parlando molto più ateisticamente di Gioia del meno, un’idea di vita minimalista libera dalle cose superflue.

Già ma quali sono le cose superflue e soprattutto quanto costano le cose che ci fanno stare bene? Qui studiosi e sociologi sono abbastanza concordi nel dire che oltre una certa soglia di denaro guadagnato iniziano i guai: 27mila euro all’anno (netti) secondo uno studio realizzato dalla University of Minnesota, 56mila euro all’anno per l’Università di Princeton. Oltre queste soglie preoccupazioni e stress da investimento sbagliato e perdite di soldi prenderebbero il sopravvento.

Come si vede su quanti soldi serve guadagnare per essere felici non c’è molto accordo, ma tutti gli studiosi, economisti e sociologi sono in sintonia nel sostenere che più che un problema di ricchezza assoluta, per stare bene ciò che conta è la ricchezza relativa o di stato, ovvero quanto denaro le persone guadagnano rispetto al proprio gruppo sociale di riferimento di amici, parenti e colleghi… prima di scatenare invidia… o compassione!