dove si vive meglio

Qual’è la nazione in cui si è più felici? E la città dove si vive meglio in Italia, Europa e nel mondo? Le classifiche che analizzano indicatori e dati economici per misurare soddisfazione e felicità personale di una nazione e di un popolo

Se pensassimo astrattamente dove si vive meglio, probabilmente saremmo portati a rispondere dove c’è più ricchezza. In effetti da sempre il PIL – prodotto interno lordo – misura il progresso economico e sociale delle nazioni. Ma per fortuna la società moderna non è fatta solo di soldi. Economisti e politici ne sono sempre più convinti. O almeno si spera.

Esistono molti altri fattori che influenzano vita, felicità e benessere delle persone. Temi importanti come sicurezza, tempo libero, distribuzione del reddito. E ovviamente l’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità, piuttosto che la qualità dell’istruzione e della sanità. Ma evidentemente non tutti hanno le stesse priorità. In realtà prima di porsi la domanda dove si vive meglio, forse converrebbe anche capire cosa intendiamo per vivere felici. Non è un problema da poco se anche le Nazioni Unite hanno sentito il bisogno istituire una giornata mondiale della felicità coordinata da una organizzazione no profit che lavora in 160 paesi al mondo con l’ambizione di offrire alcune linee guida per imparare a stare meglio.

Felicità e luogo in cui viviamo

Scopriamo così che esistono alcuni fattori personali che possono influenzare la soddisfazione della nostra vita indipendentemente dal luogo in cui viviamo. Cose che possiamo fare concretamente tutti i giorni e che riguardano la nostra mente, ma anche una attitudine generale che ci fa vivere meglio. Ad esempio prendersi cura degli altri, avere relazioni di amicizia importanti, prendersi cura del proprio corpo ed essere consapevoli. Ma anche essere curiosi di imparare cose nuove e sviluppare passioni, avere obiettivi nel futuro.

Poi c’è una sfera che riguarda gli aspetti psicologici della ricerca della felicità nella nostra vita. Ovvero la capacità di far fronte alle difficoltà, trovare gli aspetti positivi delle cose, accettarsi per quello che si è. Ma anche sentirsi parte di qualcosa di più grande dei nostri interessi personali. E in questo evidentemente contano molto anche le opportunità di incontri e relazioni che ci offre il luogo in cui viviamo. Ne esce una classifica delle 20 nazioni più felici al mondo che potete vedere qui sotto.

nazioni piu felici

Cosa conta per le persone

Per cercare di capire il segreto della felicità è necessario partire dalle condizioni reali delle persone. Per questo tempo fa l’Office for National Statistics del governo inglese ha posto 10 domande sulla felicità ai suoi sudditi. Anche l’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico da alcuni anni si è presa la briga di studiare 11 nuovi indicatori per avere una misura meno fredda per valutare condizioni materiali e qualità della vita delle popolazioni.

Questo studio sulla felicità della gente si chiama Better Life Index e comprende fattori come abitazione, reddito, occupazione, relazioni sociali, istruzione, ambiente, impegno civile, salute, soddisfazione, sicurezza ed equilibrio tra lavoro e vita. Tutti possono rivelare le loro preferenze e i loro livello di vita. Oltre 100 mila persone negli scorsi anni hanno partecipato svelando dove si vive meglio. In quale posto del mondo c’è maggiore benessere, soddisfazione e felicità? Lo si può scoprire direttamente su una mappa che contiene le risposte della gente.

Il Better Life index cambia in ogni luogo, ovvero quello che conta più per la gente è diverso in ogni nazione. In linea di massima però i cittadini più soddisfatti sono quelli di nazioni come Svizzera, Norvegia e Svezia. L’Italia a livello di Life Satisfaction naviga in fondo alla classifica. Come mai? La felicità o il benessere soggettivo si misura dalla presenza di esperienze positive come l’orgoglio di realizzazione e dipende dall’assenza di esperienze negative come preoccupazione o tristezza.

better life index

Città dove si vive meglio

Esistono poi altri studi che considerano direttamente le città dove si vive meglio e dove evidentemente tutti vorrebbero abitare. La società di consulenza Mercier ha appena rilasciato una classifica della qualità della vita nelle grandi metropoli Europee e mondiali. Guardando i primi dieci posti, sul gradino più alto per l’ottavo anno consecutivo c’è l’Europa con Vienna in Austria, seguita da Zurigo, Auckland, Monaco di Baviera, Vancouver, Dusseldorf, Francoforte, Ginevra, Copenaghen e Basilea. Come si vede le città europee occupano i gradini più alti della classifica sulla qualità complessiva della vita.

Anche l’Italia, malgrado tutto se la cava bene con Milano 41 esima, appena dietro Londra, mentre Roma è 57 esima prima di Los Angeles. Se guardiamo a Canada e America, oltre Vancouver al 5° posto, ci sono Toronto (16°) e Ottawa (18°), mentre San Francisco è solamente 29° seguiti da Boston (35), Honolulu (36), New York (44), e Seattle (45). Nella regione compresa tra Asia e Pacifico, Singapore è la città meglio classificata con un 25° posto. Per la zona Dubai che comprende Medio Oriente e Africa Dubai è in 74° posizione.

Da cosa dipende qualità della vita?

Dando un occhio alla classifica delle città dove si vive meglio nascono altri interrogativi. Perchè una città e meglio di un altra? Sicuramente dipende dalle opportunità che offre. Ma ci sono zone del mondo che affrontano enormi problemi di sicurezza, criminalità e stabilità sociale. Per non parlare di standard scolastici, disponibilità dei media, censura e limitazioni della libertà personale. Oppure di problemi medici e sanitari, se non di scarsa disponibilità energia elettrica, acqua, trasporti pubblici o prodotti alimentari.

Noi fortunati occidentali quando pensiamo ad un luogo dove si vive meglio consideriamo lavoro, cultura, stili di vita, modelli che vogliamo seguire e cosa decidiamo di fare del nostro tempo libero. Ma la nostra soddisfazione dipende anche dai maestri che scegliamo in modo più o meno consapevole. Per quanto ci riguarda forse sarebbe bene dare un occhio agli ultimi venti, trent’anni di politica italiana. Non è escluso che se l’immaginario collettivo di una nazione si forma attraverso Drive in, anche il Life Satisfaction alla lunga potrebbe risentirne…