Come usare i social network in modo consapevole per evitare rischi e problemi sul piano mentale e della sicurezza informatica. Il ruolo sociale, culturale e politico delle maggiori piattaforme online. L’uso nel marketing e nel creare identità personale

I social network sono una delle più grandi rivoluzioni della comunicazione umana e oggi miliardi di persone li utilizzano molte volte al giorno. Il loro successo nell’ecosistema di internet è stato travolgente e va ben oltre il tempo libero, fino coinvolgere ogni ambito della vita quotidiana. Il loro ruolo tocca società, politica, economia di ogni paese del mondo e si ripercuote anche sul benessere e malessere delle persone.

I social network hanno diminuito le distanze fisiche e aperto nuovi orizzonti, favorito gli scambi e la condivisione di idee ed informazioni tra individui vicini e lontani. Ma come sempre nelle rivoluzioni tecnologiche non esistono solo aspetti positivi ed è importante farne un uso consapevole. Di seguito analizzeremo in modo approfondito pro e contro di questo modo di comunicare sempre più pervasivo nella vita di tutti.

Indice

Pro e contro dei social network

Oggi tutti usiamo i social network per mantenere una rete di contatti e relazioni, aumentare la visibilità e reputazione, accedere a informazioni utili e aggiornate o semplicemente per divertirci e passare il tempo. Amicizia e amore sono due parole che hanno decretato il grande successo dei social network. Le piattaforme sociali più famose hanno cambiato la vita delle persone in meglio o in peggio? C’è chi li osanna e chi li considera estremente pericolosi, perchè non rispettano la privacy delle persone e possono creare dipendenza negli utenti più giovani.

Certo i social network fanno perdere tempo ed energie e possono esporci ad informazioni false o manipolate. Tutti possono subire episodi di cyber bullismo e vedersi violata la privacy. Inoltre possono sviluppare isolamento sociale, farci sentire soli o inadeguati se confrontiamo la nostra vita con quella degli altri utenti, spesso idealizzata o falsificata. La differenza tra bene e male sta nell’utilizzo che si fa delle cose. Se andare in auto contromano a 100 all’ora è assurdo e pericoloso, non per questo l’automobile è da evitare.

Social network e giovani

Usare i social in modo consapevole significa sfruttarne le potenzialità, ma chiudersi in una stanza otto ore al giorno a postare con gli amici senza uscire di casa non è sano e può causare dipendenze, come insegna il fenomeno hikikomori. I ragazzi adolescenti che condividono video, foto e passioni, oltre a non dimenticarsi della vita reale, devono fare i conti prima di tutto con il fenomeno del cyber bullismo, in cui vengono presi di mira magari senza apparente motivo.

Le giovani ragazze che oramai già a 13 anni hanno più account sui vari social online, possono sviluppare una vera e propria ansia da prestazione nella ricezione dei like che porterebbe una serie di problemi psicologici anche gravi. Uno studio australiano pubblicato su International Journal of eating disorder, afferma che la ricerca di consenso relativamente alle proprie immagini pubblicate sui social comporterta l’aumento esponenziale di fenomeni di anoressia, comportamenti alimentari scorretti e sedute extra di allenamento fisico.

Tutto per esibire un corpo corrispondente ai modelli alla moda. Anche l’illusione di avere tanti amici, followers e like davanti ad un monitor può essere pericolosa, quando invece si é soli e disconnessi da una comunità reale. Secondo un rapporto consegnato al governo americano da una ex product manager di Facebook pubblicato sul Wall Street Journal, c’è un rapporto inverso tra ciò che è più remunerativo in termini economici e il benessere personale.

L’inchiesta sostiene che le ragazze più giovani sono a rischio. Esponendo le loro fotografie su piattaforme come Instagram alla lunga potrebbero sentirsi a disagio fino a sviluppare patologie psicologiche, se la loro immagine non coincide con i modelli veicolati dalla pubblicità. Anche la scelta degli algoritmi dei social di selezionare messaggi che incentivano contenuti polarizzanti e divisivi incitando odio, divisione e violenza. potrebbe essere dovuta dalla necessità di ricevere più click dalle persone coinvolte nelle discussioni.

Ruolo politico dei social network

Certo è rischioso delegare la propria memoria ad una bacheca elettronica senza segreti dove tutto è rivelato e in cui le nostre vite sono spiate. Diventa un problema anche la possibilità di scrivere commenti e inviare messaggi senza filtro quando sfociano in un linguaggio violento, crudo se non feroce. L’informazione oggi passa dai social con tutti i limiti del caso: fake news, fonti inattendibili, studiosi o psicopatici messi sullo stesso piano, così come conoscenza e ignoranza.

Il numero enorme di utenti che frequentano i social network, oltre 3,2 miliardi di persone al giorno, sta facendo molto discutere relativamente al loro ruolo sociale e politico. Sono il vero quarto potere digitale in grado di guidare i comportamenti delle masse? Troppo facile utilizzarli per veicolare idee e pensieri dando un’idea distorta della realtà attraverso le cosiddette fake news. Gli algoritmi basati sull’intelligenza artificiale uniscono persone sulla base di credenze favorendo una contrapposizione che diffonde odio e divisione.

I cosiddetti leoni da tastiera su argomenti spinosi di caratterere sociale o medico (vedi immigrazione o Covid) a volte mostrano il loro lato peggiore e aggressivo. Lobbies o gruppi politici possono utilizzare i social network in modo mirato e artificioso anche per creare un ipotetico nemico da utilizzare per fini elettorali. Il caso di Trump, escluso dai social dopo i gravi episodi di Washington nel Gennaio 2021, ha innescato forti dubbi sull’imparzialità di social e motori di ricerca.

Nello scontro politico in America il ruolo di Facebook e Twitter è stato grande fin dall’elezione di Obama del 2006 trainata dai Millennials sui social. Nello scandalo di Cambridge Analytica del 2018, si parla di dati personali di utenti americani rubati per essere utilizzati nella propaganda di Trump che ha portato alla sua elezione. Il potere dei media nel condizionare le masse e l’informazione libera è sempre esistito, ma quando c’è un editore di riferimento si auto regolamenta alla luce del sole.

La pervasività dei social network è molto maggiore perchè apparentemente nessuno muove i fili. C’è un rischio per la democrazia se diventa megafono nelle mani sbagliate. La libertà d’espressione in democrazia è garantita nel rispetto delle regole, ma sui social chi le stabilisce? Tra tecnologia, mercato, potere e politica, la capacità di cercare la verità sembra essere solo nelle mani degli utenti facilmente ingannabili da strategie di marketing sempre più targhettizzate da cui è difficile sfuggire.

Coscienza critica e conformismo

I social si finanziano e fanno miliardi sfruttando big data e le abitudini dei navigatori sono elaborate dall’intelligenza artificiale per vendere prodotti e veicolare pubblicità online. Ciò è abbastanza scontato e forse è il minore dei mali. Il ruolo dei social va ben oltre il marketing fino a sconfinare nell’etica e nella politica. Da sconfinata prateria di conoscenza, il web è diventato la terra del conformismo indotto da algoritmi che fanno incontrare persone con idee simili. I risultati a volte sono sconcertanti.

In un sistema informativo senza regole lo spirito critico e la conoscenza diventano caratteristiche fondamentali per districarsi tra fake news e verità. Peccato che molti studi affermano come il successo dei social network abbia cause neurobiologiche che vanno esattamente nella direzione opposta. Più che una ricerca di consapevolezza, l’uomo ha una naturale necessità naturale di conformarsi al gruppo dei pari.

Già negli anni ’50 esistevano teorie sull’equilibro formulate da psicologi come Fritz Heider. Tutti gli individui più che impegnarsi, esprimere se stessi o far brillare la loro intelligenza personale, tendono ad evitare situazioni spiacevoli e conflittuali, adeguandosi al flusso di idee maggioritario. Il desiderio di fuggire da situazioni stressanti di inaguetezza e frustrazione, sui social network spinge le persone a coalizzarsi in schieramenti opposti sempre più conflittuali e capitanati da forti opinion leader.

La connessione tra pari è indotta dagli algoritmi su cui si basano le piattaforme, programmati in modo da non deludere questa aspettative di amicizia, magari solo apparente, ma certo più tranquilla del mondo reale. In queste comunità il nemico, ovvero chi non è conforme, non può disturbare più di tanto perchè viene subito isolato e tenuto a distanza dalla maggioranza dei membri che credono sempre di più nelle loro idee, qualunque esse siano.

Marketing online è sociale

Veicolare lo shopping tramite i social è un altro fenomeno tipico del web marketing moderno. Proprio sulle abitudini di acquisto delle donne i social network hanno grande influenza. Secondo una ricerca l’86% delle donne fa ricerche su internet prima di fare eventuali acquisti. L’81% si interessa a prodotti visti e condivisi sui social media, mentre il 72% fa molta attenzione alle raccomandazioni online.

I social network come mezzo di convincimento hanno rapidamente superato la televisione: solo il 64% delle intervistate si interessa ad un prodotto vedendo gli spot in tv e l’1,9% delle consumatrici afferma di farsi influenzare dalla tv nella decisioni che riguardano lo shopping. Dato che la propensione allo shopping delle donne in certi ambiti è molto maggiore rispetto agli uomini, ci sono servizi come Pinterest a preponderanza femminile: lo usano il 75% di donne e ragazze.

Pinterest cosa offre in più rispetto a Facebook, Twitter o altri? E’ immediato e facile da consultare: in un’epoca di condivisione bulimica delle informazioni, non fa perdere tempo. Tutto si organizza appuntando le cose che interessano in pin, puntine virtuali da condividere e che contengono foto, video, discussioni ma anche regali. In un’epoca segnata da Facebook, Twitter e dalla frenesia di condivisione, fermarsi a collezionare qualcosa può dare sicurezza ed essere più utile e gratificante.

Pinterest non è solo un social per donne a caccia di tendenze sulla moda. Lo usano molte persone curiose di esplorare argomenti come lifestyle, design, decorazione della casa, cucina e fitness. Molto cliccate sono anche le categorie di satira politica e poi c’è la cultura: alcuni musei e gallerie usano Pinterest per mostrare le loro collezioni d’arte. Poi alcuni utenti condividono le loro vacanze e si trovano guide turistiche di ogni città.

Censura sui social network

Tutti i minorenni usano le piattafome sociali nel tempo libero per scambiarsi video, musica e contenuti vari. Se per i ragazzi il rischio è il bullismo, per i bambini il problema è fare incontri sbagliati dato che il limite di età di 13 anni è facilmente aggirabile e non verificabile. Un bambino può iscriversi con una data diversa dalla propria. Nell’adolescenza la voglia di sentirsi parte di una comunità può fare smarrire la consapevolezza dei pericoli che comunque su internet esistono.

I social network più utilizzati hanno delle regole per censurare e limitare post offensivi che potrebbero urtare la sensibilità degli utenti, ma anche fonti di notizie false e propaganda di tipo politico o razziale pericolosa. Il filtraggio dei contenuti con miliardi di utenti non può che essere complesso dato che comprende temi come la libertà di parola. Quando i sistemi trovano qualcosa di sospetto, in automatico vengono quindi usati filtri antispam basati sull’intelligenza artificiale .

Il sistema di censura dei social essendo automatico presenta qualche limite. Alcuni utenti possono vedersi cancellati dei post improvvisamente e apparentemente senza motivo solo per una parola fuori posto o un contenuto ritenuto a torto dannoso. Non è raro ad esempio che vengano eliminate immagini di opere d’arte che rappresentano parti del corpo prive di vestiti. per chi vule limitare l’utilizzo può utilizzare app di parental control o le misure di controllo inserite nei sistemi operativi.

The Social Dilemma

In questo articolo abbiano analizzato i diversi pro e contro sull’utilizzo dei social network più usati. Ci sono altre riflessioni che suggeriscono come il loro successo in futuro non sia scontato. Se la scoperta di questo modo di comunicare sembra piacere sempre agli over 30, i cosiddetti GenZers, nati dopo metà anni ’90, hanno un rapporto decisamente più critico e consapevole nei confronti di internet, algoritmi e intelligenza artificiale.


I ragazzi più giovani sono più esperti di tecnologia e attenti ai pericoli della rete. Hanno maggiore attenzione al rispetto della privacy, condividono meno dati personali, sono più propensi ad abbandonare le piattaforme. Forse hanno capito che l’esibizione costante del proprio quotidiano alla lunga stanca e non interessa nessuno, ma comporta seri rischi di privacy e sicurezza. Inutile installare decine di App sullo smartphone che alla fine fanno la stessa cosa rallentando le prestazioni dei dispositivi.

Ma esiste un problema più profondo che riguarda la consapevolezza degli utenti e una maturità nell’uso delle piattaforme sociali. Alcune delle problematiche sui social network che abbiamo visto in questo articolo hanno inspirato il film The Social Dilemma presentato al Sundance Film Festival nel 2020 e distribuito da Netflix. Il vero dilemma di cui parla il documentario è comprendere fino a che punto Facebook, Instagram, Twitter rappresentino una rivoluzione positiva o siano addirittura pericolosi per le democrazie mondiali.

In particolare il documentario parla di problematiche che hanno a che vedere con la salute mentale dovuta all’abuso, di decadimento della democrazia per le fake news, o di come agli algoritmi annullano le contrapposizioni portando all’esaltazione dei gruppi estremisti. Insomma i lati oscuri del web sono ancora molti: il cervello dell’uomo non può competere con la tecnologia, specie se l’unica legge che regola la crescita di internet e dei social network è il profitto.


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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un editore online, fondatore di Bintmusic.it, musicista, produttore e esperto di comunicazione digitale. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. In qualità di blogger, condivide approfondimenti su musica, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.