smettere di fumare

Le campagne sulla pericolosità del vizio del fumo sembrano non bastare per fare desistere i giovani dalla tentazione della sigaretta. Forse la musica potrebbe almeno fare smettere di fumare? E’ ciò che pensa una psicologa di un famoso istituto di ricerca australiano

I messaggi sui pacchetti delle sigarette sono sempre più minacciosi e i dati medici non lasciano scampo: fumare fa male alla propria saluta e a quella degli altri aumentando il rischio di tumore al polmone di 14 volte rispetto ai non fumatori e di 20 volte fumando oltre 20 sigarette al giorno. Eppure molte persone fumano ancora e troppi giovani iniziano, tanto che anche secondo l’Istituto Superiore di Sanità italiano la tendenza di chi inizia a fumare è nuovamente in salita. Paradossalmente sono le ragazze, quelle che dovrebbero essere più attente alla bellezza e al benessere loro e dei futuri figli, a spingere il consumo con un incremento di quasi 4 punti percentuali che porta il totale di fumatori in Italia al 22%.

Cosa c’è dietro questo comportamento apparentemente suicida? Evidentemente dei modelli sociali sempre più competitivi e un senso di insicurezza diffuso che spinge i giovani a ricercare gesti in cui ritrovarsi, ma anche genitori percepiti sempre più distanti e il gruppo di amici che diventa l’unico riferimento, anche nel caso dell’iniziazione al fumo di sigaretta. I sociologi la chiamano influenza dei pari ed è sempre più difficile starne alla larga in un mondo comandato dal consumo che va perdendo i classici riferimenti religiosi, politici e sociali. Sta di fatto che finita la sbornia di gioventù, ad un certo punto della vita ci si sveglia e diventa un obbligo smettere di fumare. Ci tenta il 30% dei fumatori dopo i 40 anni di età.

Il punto è, ancora prima di smettere di fumare – il fumo tra l’altro comporta una spesa sanitaria per gli italiani di quasi 10 miliardi di euro all’anno – come evitare di cadere in tentazione capendone i vantaggi? Forse ascoltando una canzone. Lo pensa Kristi Greig, una ricercatrice dell”Institute of Health and Biomedical Innovation (IHBI) australiano che ha ben capito che tutto passa dai modelli sociali e dalla loro modalità di comunicazione. E cosa più della musica per i giovani può essere convincente? Sappiamo ad esempio come le canzoni possano influire sulla sessualità dei giovani, oppure sulla tranquillità delle città – trasmettendo musica classica nelle metropolitane e nelle città diminuiscono vagabondaggio e scippi –  e magari dei brani opportunamente realizzati potrebbero indurre nelle ragazze emozioni positive per resistere a fumare.

Il primo passo dello studio è capire con un sondaggio online come donne fumatrici ed ex-fumatrici di età compresa tra 18-34 reagiscono alla musica e alle canzoni. Successivamente l’intenzione è entrare in uno studio di registrazione e comporre dei brani ad hoc sia per quanto riguarda le parole che la musica. Può funzionare come sistema per smettere di fumare? Chi lo sa. Di certo le campagne anche minacciose adottate fin qui non hanno ottenuto i risultati sperati, forse perchè poco attente al lato emotivo, proprio quello che può soddisfare la musica con la sua capacità di comunicare forti emozioni positive. Vuoi una vita spericolata? No grazie.