Un’analisi su benefici e rischi dell’uso degli smartphone da parte dei più giovani. Come utilizzano i cellulari i bambini e gli adolescenti, quali effetti possono avere se usati in modo errato e come evitare i pericoli imponendo le giuste regole ed educando i ragazzi

Gli smartphone sono ormai diventati uno strumento indispensabile per la comunicazione, l’informazione e l’intrattenimento di milioni di persone. L’uso dei dispositivi mobili è diventato una parte integrante della vita moderna fino a coinvolgere anche i bambini e gli adolescenti. Ma qual è l’impatto che hanno i telefoni cellulari di nuova generazione sull’educazione, lo sviluppo e la salute dei ragazzi?

Sebbene gli smartphone per i giovani possano fornire accesso a preziose risorse educative e opportunità di intrattenimento, c’è anche una crescente preoccupazione riguardo ai possibili effetti negativi. In questo articolo cercheremo di esaminare i vantaggi e gli svantaggi dell’uso da parte di bambini e adolescenti e di fornire alcuni consigli su come gestire al meglio questa tecnologia per un utilizzo responsabile.

Indice

Perchè i giovani amano gli smartphone

Gli smartphone sono dispositivi multifunzionali che offrono una vasta gamma di possibilità ai loro utenti. I giovani in particolare sono attratti da alcune caratteristiche. La prima è la possibilità di comunicare con i propri amici e familiari tramite messaggi, chiamate, videochiamate e social network. Ma con un telefono i ragazzi possono anche divertirsi con giochi, video, musica, podcast e app di vario genere.

Utilizzando uno smartphone bambini e adolescenti possono esprimere la propria creatività e personalità attraverso foto, video, storie e post, sentirsi parte di una comunità con cui condividere interessi, passioni e opinioni. Un cellulare può diventare una fonte di informazioni, notizie, curiosità e risorse educative online, attraverso cui sviluppare abilità digitali, linguistiche e logiche che possono contribuire ad approfondire conoscenze e competenze culturali.

E’ quindi innegabile che lo smartphone per i giovani sia uno strumento di apprendimento, socializzazione e svago, che li aiuta a soddisfare alcuni bisogni psicologici fondamentali, come il bisogno di autonomia, competenza e relazione. Se usato in modo consapevole ed equilibrato un telefono cellulare può avere effetti positivi sullo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale di bambini e adolescenti. Ma davvero le cose vanno in questo modo?

Come usano lo smartphone i giovani?

Secondo uno studio realizzato dall’università Bocconi con l’associazione Impara Digitale, il 30% dei bambini italiani riceve uno smartphone a 6 anni, il 5,5% addirittura prima dei 5 anni, mentre a 12 anni ne dispongono circa il 90% dei ragazzi. Alle scuole primarie il 23% dei bambini usa lo smartphone di nascosto per copiare, chattare o giocare. Secondo uno studio dell’associazione Common Sense Media oggi possiede uno smartphone il 95% degli adolescenti americani contro il 23% del 2011.

L’80% dei bambini di età inferiore agli 8 anni interagisce già con tablet e smartphone, mentre i bambini all’età di 2 anni guardano i video su YouTube attraverso i dispositivi elettronici. Il 45% dei ragazzi sa di avere una qualche forma di dipendenza dal cellulare. Molti adolescenti usa dispositivi elettronici anche nelle ore notturne in camera da letto per comunicare con amici, ascoltare musica, navigare online o guardare video.

Sottoposti agli stimoli luminosi, faticano ad addormentarsi e rimangono agitati. A scuola il giorno dopo sono stanchi, irrequieti e possono sviluppare mal di testa, ansia e disturbi dell’umore e ottenere pessimi risultati scolastici. Secondo un sondaggio il 52% dei genitori italiani però accetta che i figli portino lo smartphone in camera da letto, magari con la scusa di un utilizzo per lo studio.

Quali famiglie usano più lo smartphone

Quasi tutti gli adolescenti hanno uno smartphone ma chi lo usa di più? Sono i figli delle famiglie a basso reddito i più assidui utilizzatori dei cellulari, con una media di 8 ore e 7 minuti al giorno, contro 5 ore e 42 minuti dei coetanei ricchi. Chi non può permettersi baby sitter, corsi pomeridiani e altri tipi di svaghi, fino dall’età di 8 anni (o anche prima), resta circa due ore in più dei coetanei davanti allo schermo.

Gli stessi capi delle aziende tecnologiche della Silicon Valley sono i più restii a concedere l’utilizzo dei dispositivi tecnologici ai figli. Alcuni nomi? Bill Gates (fondatore di Microsoft), Tim Cook (Ceo Apple), Sundar Pichai (Alphabet e Google), Chris Anderson (Wired e 3D Robotics), Evan Williams (Twitter, Blogger e Medium), Susan Wojcicki (Ceo di YouTube), Evan Spiegel (Snapchat).

Questi e altri capi delle maggiori aziende tecnologiche del mondo hanno vietato il cellulare ai figli fino ai 14 anni, eliminato dispositivi tecnologici nelle loro camere da letto fino a 16 anni, limitato l’uso della tv, monitorato i siti visitati dai figli, imposto regole restrittive su ogni dispositivo elettronico, proibito i social network ben oltre l’adolescenza ed eliminato i cellulari nelle vacanze.

Oltre ad imporre regole molto severe o a vietare i dispositivi ai figli, i manager della Silicon Valley scelgono per i loro figli fin dall’asilo scuole che fanno poco uso della tecnologia e che hanno un approccio educativo classico con molte attività pratiche. L’esatto opposto di quelle pubbliche che anche in Italia sono sempre più digitalizzate con la presenza di lavagne interattive digitali sempre connesse.

Effetti degli smartphone sui giovani

L’utilizzo della tecnologia da parte dei giovani è stata ampiamente studiata da pediatri e psicologi di tutto il mondo. Le regole per i bambini sono chiare: non dovrebbero usare smartphone e tablet prima dei 5 anni per le conseguenze a livello neurologico, psicologico e sulla salute mentale. Secondo uno studio della Western Sidney University, l’uso intensivo dei dispositivi elettronici riduce alcune funzioni cerebrali.

Per i ricercatori della Tohoku University di Sendai in Giappone avere informazioni sempre accessibili sui motori di ricerca provoca una vera propra mutazione della connettività funzionale, in particolare il modo in cui le informazioni vengono elaborate e ricordate. Troppa tecnologia riduce intere zone del cervello legate alla gestione di attenzione, linguaggio, emozioni e meccanismi di ricompensa che possono ridurre le prestazioni scolastiche dei bambini.

Secondo il progetto Pronti, Partenza, Via promosso da Save the Children in vari quartieri italiani, l’abuso della tecnologia mina da vicino la salute di milioni di ragazzi diffondendo cattivi stili di vita e una pericolosa sedentarietà. Gli smartphone se usati in modo irresponsabile e indiscriminato possono certamente essere considerati come fonti di pericolo per la salute e la sicurezza dei più giovani, assimilabili quindi ad una vera droga.

Un documento approvato dalla Commissione Istruzione Pubblica del Senato italiano, spiega che oltre ai “danni fisici come miopia, obesità, ipertensione e disturbi muscolari e scheletrici”, un uso eccessivo del cellulare provoca “danni psicologici, dipendenza, alienazione, aggressività e diminuizione dell’empatia”, riducendo le facoltà intellettive essenziali. Il relatore non esita a paragonare gli effetti dell’abuso di utilizzo dei cellulari a quelli della cocaina per “implicazioni chimiche, neurologiche e psicologiche”.

Pericoli nell’utilizzo del cellulare

Il primo pericolo per i giovani alle prese con gli smartphone è sviluppare una vera e propria dipendenza da cellulare, ovvero la tendenza a usare il dispositivo in modo compulsivo ed eccessivo, trascurando altre attività importanti per il benessere personale. L’abuso dell’utilizzo degli smartphone potrebbe comportare difficoltà a concentrarsi su altre attività che richiedono attenzione e impegno, come lo studio.

L’uso del dispositivo prima di andare a dormire o durante la notte potrebbe causare privazione del sonno o riduzione della qualità. L’esposizione prolungata allo schermo potrebbero causare disturbi visivi, come secchezza, arrossamento, bruciore e affaticamento degli occhi. La postura scorretta assunta durante l’uso del dispositivo fa insorgere vari disturbi muscolo scheletrici, come mal di testa, torcicollo, dolori alla schiena e alle spalle.

Dal punto di vista psicologico è da considerare il cyberbullismo, ovvero la forma di aggressione e violenza online, che sui social si manifesta con insulti, minacce, ricatti, diffamazioni e molestie nei confronti di altri utenti. Sì può essere parte di sexting, la pratica di scambiarsi messaggi, foto o video a sfondo sessuale con altri utenti, che può esporre a rischi di privacy, reputazione e sicurezza. Infine esiste il problema della disinformazione, ovvero la diffusione di notizie false, ingannevoli o manipolate online, che possono influenzare negativamente le opinioni e le decisioni dei più giovani.

Quando dare lo smartphone ai figli?

La domanda su quando sia il momento giusto per regalare uno smartphone ai propri figli è una delle decisioni più importanti che i genitori devono affrontare nell’era digitale. I bambini oggi crescono in un mondo iperconnesso, e i cellulari offrono loro un’ampia gamma di opportunità e risorse, ma allo stesso tempo, comportano anche rischi significativi. Non esiste una risposta universale a questa domanda, poiché ogni bambino è diverso e ogni famiglia ha esigenze diverse.

Pochi genitori vietano il cellulare (famosi i casi di Bill Gates e Steve Jobs), altri cercano di scendere a patti nell’utilizzo. Spesso mamme e papà non conoscono i rischi o li sminuiscono. I giovani d’altronde non sono immuni dal fascino che gli adulti provano per le loro tavolette luminose. Non sono un buon esempio padri e madri costantemente attaccati allo smartphone. La pandemia e le lezioni a distanza hanno inoltre costretto molti genitori ad anticipare l’uso del cellulare ai propri figli, utilizzati per studiare o per mantenere un contatto con i compagni di scuola.

Prima di decidere di dare uno smartphone al proprio figlio, è essenziale considerare l’età del bambino, la maturità emotiva e la capacità di seguire le regole imposte dai genitori. L’American Academy of Pediatrics ha anche realizzato un questionario per aiutare i genitori nella scelta. In generale consiglia di limitare l’uso dei dispositivi digitali nei bambini di età inferiore ai 18 mesi, e di concentrarsi principalmente su attività di gioco interattive e coinvolgenti.

Dai 18 mesi ai 5 anni, gli smartphone dovrebbero essere utilizzati solo per attività educative e di intrattenimento con supervisione genitoriale. Per i bambini più grandi, i genitori possono valutare con attenzione le esigenze individuali del bambino e le ragioni per cui desiderano uno smartphone. I genitori temono il bullismo online o che entrino in contatto con persone o video non idonei. Ma per prevenire e contrastare davvero i rischi legati all’uso degli smartphone da parte dei più giovani, è necessario adottare alcune misure di regolamentazione e di educazione.

Educare i giovani allo smartphone

Da sempre la tecnologia aiuta l’uomo a migliorare la vita o a renderla più semplice. Ma qualsiasi progresso comporta anche dei problemi. Basti pensare all’effetto dell’evoluzione industriale sull’ambiente. La stessa cosa riguarda l’utilizzo dei dispositivi elettronici da parte dei giovani e degli adulti. Tutti i benefici dell’avere a disposizione uno strumento così potente, possono diventare rischi senza una adeguata consapevolezza ed educazione.

Educare bambini e adolescenti ad un utilizzo consapevole degli smartphone dovrebbe essere il primo compito di un genitore. In realtà per quanto riguarda il rapporto tra smartphone e giovani, la percezione del fenomeno da parte degli adulti è spesso distorta o parziale. Sempre più spesso si vedono mamme e papà utilizzare i dispositivi elettronici come baby sitter. Non c’è nulla di straordinario o di educativo nel vedere un bambino piccolo giocare con uno smartphone.

Gli smartphone sono strumenti potenti che possono arricchire la vita dei bambini e degli adolescenti, ma anche esporli a rischi molto seri. Per questo è importante che i genitori, gli educatori e gli stessi ragazzi siano consapevoli delle opportunità e delle sfide che comportano questi dispositivi, e che agiscano in modo responsabile ed etico per garantire il benessere dei più giovani.

Regolamentare l’uso dello smartphone

Lo smartphone non va usato come calmante per i bambini irrequieti che non andrebbero lasciati soli con i dispositivi elettronici fino agli 8 anni di età. Successivamente si devono stabilire delle regole chiare e condivise sull’uso del telefonino famiglia, come il tempo massimo giornaliero, gli orari consentiti e le zone vietate. Alle regole deve seguire un attento monitoraggio delle l’attività online dei bambini e degli adolescenti, utilizzando strumenti di controllo parentale o semplicemente dialogando con loro sulle loro esperienze e preferenze.

I genitori devono insegnare ai bambini e agli adolescenti a usare gli smartphone in modo critico e consapevole, fornendo loro informazioni corrette e verificate sui contenuti e le applicazioni che utilizzano. Lo scopo è promuovere un uso equilibrato e variegato dei telefoni, incoraggiando i più giovani a svolgere anche altre attività ludiche, educative, sociali e sportive al di fuori del contesto virtuale.

E’ necessario proteggere la privacy e la sicurezza online dei bambini e degli adolescenti, insegnando loro a non condividere dati personali o sensibili con sconosciuti o a non accettare richieste o proposte inopportune. Bisogna prevenire e contrastare il cyberbullismo e la sexting online, educando i più giovani al rispetto di sé e degli altri, e intervenendo tempestivamente in caso di segnalazioni o sospetti. Per scongiurare pericoli e comportamenti a rischio è molto importante avere un buon dialogo con i figli.

Articolo precedenteDipendenza da cellulare: sintomi rimedi
Articolo successivoDipendenza da internet e dalla tecnologia
Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un imprenditore online, musicista, produttore e blogger. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. È il fondatore di Bintmusic.it, si occupa di comunicazione e scrive articoli di musica e dintorni, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.