associazioni internet

L’avvento della musica online, oltre ad aver sgretolato le regole del mercato musicale, ha fatto venir meno tutte le consolidate gerarchie tra i vari componenti della filiera che va dagli artisti al pubblico. Ecco perchè ultimamente è tutto un fiorire di nuove associazioni: case discografiche major e indipendenti, editori musicali, manager… tutti a cercare di darsi un nuovo ordine. Dalla lista non potevano rimanere fuori le rock star: si chiama Featured Artist Coalition il sindacato per la difesa dei loro diritti.

E’ l’Inghilterra a mostrarsi la più attiva in questo campo. Una settimana fa è nata l’UKMusic, altra organizzazione che riunisce tutte le associazioni di categoria del settore musicale (case discografiche major e indipendenti, editori musicali, artisti, musicisti, autori, manager) con lo scopo di rappresentare gli interessi della musica inglese nei confronti della politica e dell’opinione pubblica.

Ora è la volta del FAC, Featured Artist Coalition, nato a Manchester per iniziativa di alcune tra le più acclamate star della musica straniera: Radiohead, Iron Maiden, Robbie Williams, Billy Bragg, David Gilmour, The Verve, Kaiser Chiefs, Paul Oakenfold, Travis. Cantanti, chitarristi, musicisti e produttori uniti per la difesa dell’unico ideale per cui sembra nato il mondo: il denaro.

Sarebbe semplice chiuderla così ma non basta. Dietro alle rivendicazioni sindacali di questa categoria di ultra milionari c’è certamente un problema di spartizioni di copyright ma anche una questione legata all’utilizzo che le case discografiche fanno della musica. Gli artisti attualmente non hanno grande potere e si sentono sfruttati dalle case discografiche solo per fare denaro, non importa in che modo: spot di pannolini, suonerie, promozioni di ogni tipo.

Il manifesto delle FAC è diviso in sei punti e preme fondamentalmente sulla richiesta di far rimanere i diritti delle produzioni agli artisti che poi potranno decidere di affittarli successivamente alle etichette. Ma non solo: i musicisti chiedono di avere voce in capitolo sulle modalità di gestione della loro musica: cosa viene venduto, a chi, in che modo e in quale contesto. Riusciranno a far valere i loro diritti? Certo è che se scenderanno in piazza a sfilare, anzi, a cantare, il successo sarà comunque assicurato.