lago silenzio

Qual’è il ruolo del silenzio nella musica e nella vita di tutti i giorni dominata dal frastuono di sottofondo. Un piccolo libro dedicato a chi cerca un modo per difendersi dalla società del rumore

Viviamo nella società del rumore dove nemmeno il rumore è protagonista perchè ogni spazio delle nostre vite è riempito da sottofondi di suoni, immagini, video, messaggi, notifiche, attività di ogni tipo. C’è spazio per qualcosa di diverso? Certamente sì per Mario Brunello, violoncellista di fama mondiale che ha scritto un piccolo libro intitolato Silenzio (Mulino).

Potrebbe sembrare strano che sia proprio un musicista a parlare del silenzio. Un violoncellista che ama portare la musica in luoghi non tradizionali, ad esempio sulle montagne come nel caso del festival dei Suoni delle Dolomiti, manifestazioni che ogni anno ospita concerti in alta quota. Ma basta leggere le prime righe del libro per capire perché il senso della musica e la sua ragione d’essere sia proprio nello spazio tra le note. Quel tempo debole della battuta che dà libertà all’esecuzione, tanto che ad esempio nella musica jazz è proprio il levare il movimento più importante che seguono i musicisti per suonare e improvvisare.

Ma il silenzio è anche la cura con cui si ascolta la musica. E’ la scelta che compie un ascoltatore attento e non succube delle moderne playlist. C’è silenzio nella natura e nelle cose. Anche uno strumento musicale è muto fino a quando non arriva qualcuno a farlo vibrare. Silenziosa è l’alba sulle montagne, la pausa della preghiera o il lavoro dell’artista che nella sua opera manuale mette parole, pensieri, suoni.

Il silenzio è mistero, è lo spazio infinito, è qualcosa che non si può controllare, non si può comperare. Per questo l’uomo ne ha paura e cerca in tutti i modi di scacciarlo compiendo il più grave degli errori. Perchè la quiete interiore è silenziosa e senza silenzio non può esserci armonia, consapevolezza, libertà di pensiero. E quindi musica.