Ragazza fa shopping compulsivo con un pc online

Lo shopping online negli ultimi anni ha cambiato il mercato ed è un fenomeno con cui tutti i commercianti devono fare i conti. Dopo l’incerto avvio dei primi negozi di ecommerce, le reticenze iniziali legate alla sicurezza informatica e ai pagamenti online sono sparite come per magia. Complice la possibilità di trovare prezzi più economici rispetto ai negozi tradizionali, negli ultimi anni gli acquisti su internet hanno avuto un vero boom anche in Italia.

Una vera manna per i leader del settore come Amazon che sono diventati degli enormi centri commerciali virtuali in grado di vendere e consegnare ogni tipo di merce direttamente a casa. Il rischio per i consumatori è diventare macchine del consumo e di cadere in un vero shopping compulsivo online. Dopo un acquisto infatti ci si può ritrovare daccapo con la smania di dovere comprare ancora qualcosa, o peggio, con un senso di colpa e vergogna per aver speso soldi inutilmente.

Indice

Shopping online e marketing

Il 78% di italiani utilizzano lo shopping online abitualmente per acquistare ogni genere di prodotto su internet ma la pandemia ha accelerato ulteriomente la transizione dal fisico al virtuale anche negli acquisti. Le persone sembrano affascinate dalla possibilità di trovare tutto a portata di click in modo comodo con sconti e promozioni che invogliano l’acquisto. Se al bombardamento pubblicitario si aggiunge l’affare del giorno, la coscienza è a posto.

Per i venditori su internet è molto facile tracciare le abitudini dei consumatori e assecondare i loro desideri di acquisto. I dati personali sono diventati il nuovo petrolio del millennio e ognuno di noi ha un lifelog digitale utilizzato dalle aziende per proporre prodotti e servizi. Cerchi su Google informazioni su un paio di scarpe? La pubblicità contestuale ti insegue mentre navighi ovunque con offerte inerenti le tue ricerche.

La stessa cosa succede sui social network e inoltre Instagram, Facebook e Pinterest propongono 24 ore al giorno immagini, messaggi e stili di vita alla moda con tanto di influencer a cui ispirarsi. Il messaggio della comunicazione è che per essere felici, sicuri e soddisfatti non serve ‘essere’ qualcosa, basta ‘acquistare’ prodotti all’ultima moda. Tra i giovani la voglia di seguire e conformarsi ad amici e personaggi famosi diventa irresistibile.

Il bello dello shopping online

Nove consumatori su dieci oramai partono da internet per acquistare qualcosa: l’82% delle persone cerca sullo smartphone informazioni sul prodotto che desidera. Tutti i grandi brand della moda offrono sia la possibilità di acquistare in negozio che direttamente sul web, magari invogliando gli acquisti online con sconti. I grandi marchi inseguono i clienti con messaggi personalizzati e sperimentano anche la realtà aumentata per aumentare il coinvolgimento dei loro clienti.

Chi fa shopping online apprezza la possibilità di confrontare pezzi e la velocità di acquisto del prodotto, consegnato direttamente a casa senza perdere tempo. Piace potere pagare in modo sicuro con carta di credito prepagata, alla consegna o con PayPal, così come la possibilità di rimandare tutto al mittente nel caso il prodotto non fosse di gradimento. Frenano gli acquisti solo lo scarso livello delle infrastrutture telefoniche in Italia e la bassa velocità di connessione di cui purtroppo siamo un cattivo esempio in Europa.

Tra gli acquisti online primeggiano i settori cultura e intrattenimento (65%), prodotti di elettronica (65%) e abbigliamento (64%). Vendono alla grande anche gli articoli sportivi e per casa e giardino, i prodotti da viaggio come le valigie e quelli per la cura degli animali e il bricolage. Bene anche coupon per viaggi, ristoranti e benessere con aste e vendite a tempo, mentre anche l’editoria e le librerie online sono in continua crescita.

Velocità degli acquisti

Lo shopping online insomma offre molti vantaggi legati alla comodità, specie per chi non vive nelle grandi città ed è costretto a farsi un viaggio per comprare qualcosa, ma per piacere deve essere veloce. La gratificazione degli utenti sul web deve essere istantanea, tanto che se un sito impiega più di tre secondi ad aprirsi, viene abbandonato. Tutta questa velocità è rischiosa perchè soddisfa un desiderio che rischia di svanire in poco tempo così com’è arrivato.

Appena un attimo dopo avere comprato qualcosa, non è raro che possa tornare un senso di vuoto difficile da riempire, se non con un nuovo acquisto. In effetti anche su internet siamo costantemente bombardati da stimoli con tecniche di marketing sempre sofisticate e targhettizzate. Motori di ricerca e social conoscono tutto delle nostre abitudini, ma le conseguenze non tardano ad arrivare. Oltre a risparmiare online si può cadere anche in una vera e propria dipendenza da shopping compulsivo online difficile da eludere.

Sintomi shopping compulsivo

Lo shopping compulsivo online è come una sbornia, una vera patologia da curare con tutte le conseguenze del caso. Non solo fa buttare soldi, ma provoca conseguenze a livello collettivo e ricadute negative sulla società in termini di inquinamento ambientale. Tra sovra produzione, spreco, problemi di smaltimento ed effetti nocivi dei prodotti consumati in un folle eccesso, i danni all’ecosistema sono sempre più insostenibili per il pianeta.

Questa sbornia è difficile da smaltire per le finanze personali, ma soprattutto per la mente. Come tutte le patologie psicologiche lo shopping compulsivo ha cause, sintomi e rimedi. Chi ne è colpito ha un desiderio più o meno incontrollabile di fare shopping una o più volte alla settimana per sentirsi belli, accettati e felici almeno per un giorno. Come resistere? Cambiare strada per molte persone è davvero difficile o impossibile senza un aiuto esterno.

L’attrazione dell’uomo verso un facile appagamento seppure momentaneo è molto studiata dagli psicologi. Rinunciare all’ebrezza dell’acquisto non è semplice e spesso viene giustificata, almeno per un giorno, come in un gioco a poker. Ma poi si ricade nel vuoto con l’insoddisfazione e la noia che si ripresentano. Staccare la spina non è semplice dato che questa società incoraggia in tutti modi il consumo, sia esso più o meno eccessivo.

Chi rischia la dipendenza da acquisti

Lo shopping compulsivo online colpisce in Europa ma soprattutto nei Paesi emergenti come Cina e Hong Kong. L’uso di smartphone sempre connessi sta facendo aumentare il fenomeno in modo sempre più evidente. Greenpeace ha recentemente presentato un report al Forum Mondiale della Moda Sostenibile di Copenhagen. Donne ricche, giovani e ragazze, spesso senza altre passioni che non l’abbigliamento, sono i soggetti più vulnerabili nel cadere nel vortice dello shopping compulsivo.

In generale tutti consumatori hanno consapevolezza dei loro eccessi e una volta intervistati sottolineano l’incapacità di reagire al fascino dello shopping. Circa la metà degli intervistati dice di essere consapevole del meccanismo ‘malato’, ma la maggior parte è convinta come fare acquisti sia un modo per aumentare l’autostima e il proprio status. Insomma sembrerà strano, ma per molte persone l’unica fonte di soddisfazione della vita sembra sia la possibilità di passare il fine settimana negli outlet di abbigliamento a spendere soldi.

Contro lo shopping compulsivo

Malgrado la moda dello shopping online più o meno eccessiva e declinata in tutte le sue forme sembra non avere fine, non escluso che un domani si possa decidere di cambiare totalmente vita. C’è ad esempio chi trova nel minimalismo un vero e proprio stile di vita: consiste nel liberarsi dalle cose inutili e nel non desiderarle. Come fare? Si tratta di andare in profondità, anche in se stessi e di puntare sulla consapevolezza.

Conoscere i meccanismi che dominano lo shopping compulsivo può fare la differenza. Utile farsi qualche domanda sulle dinamiche che regolano il mercato e gli stili di vita. Conoscere per esempio il principio, utilizzato nel neuromarketing, in base al quale l’aspettativa delle cose che desideriamo acquistare sostituisce la realtà. Non a caso i messaggi veicolati dalla pubblicità parlano raramente delle caratteristiche dei prodotti: vendono emozioni.

Consapevolezza significa anche parlare di sostenibilità, dato che l’impatto ambientale dei nostri comportamenti ha un peso. Ecologia non è una parola per irriducibili neo hippie; nel mondo sta prendendo piede una cultura ambientalista che coinvolge mercato e consumatori spingendo un consumo consapevole e dono responsabile. Riciclare vestiti o condividerli, oppure noleggiare abiti usati per occasioni particolari o cerimonie senza doverli acquistare, può essere un buon punto di partenza per entrare in un’ottica dove lo spreco è il peggiore dei mali.