sharing economy

Condividere e scambiarsi beni, servizi e materiali è la sfida della sharing economy. Un insieme di attività sempre più presenti nella società, insieme a nuove formule e contenuti che trasformano la vita delle persone con qualche rischio e molte opportunità

Complice la crisi economica, mentre i vecchi modelli economici basati sul consumo senza freni di prodotti e servizi sono in crisi, l’alternativa sembra essere lo scambio, il consumo collaborativo della sharing economy. Insomma se i consumi cambiano, anche l’imprenditoria individuale sembra essere incentivata positivamente. Si parla di un cambiamento dello stile di vita capace di rafforzare la comunità di persone che interagisce tramite social network pronti a mettere in comunicazione le persone in tempo reale e moltiplicare così le possibilità di scambio di prestazioni lavorative e di oggetti di ogni tipo.

Un tipico esempio si ha nel settore dei trasporti dove da qualche anno si assiste a una vera rivoluzione dell’offerta, che ha volte crea qualche problema, come nel caso di Uber accusato di rubare il lavoro ai tassisti. In ogni caso nelle grandi città si diffondono sempre di più car e bike sharing anche in versione elettrica come alternativa economica e soprattutto comoda e sostenibile. Condividere l’auto è la soluzione migliore anche per gli spostamenti casa-lavoro, e il cosiddetto carpooling aziendale è ormai diventato una realtà consolidata anche in Italia con risparmi notevoli per i lavoratori.

Così come negli spostamenti in città, anche nel settore dei viaggi si afferma la sharing economy con possibilità è di condividere gli spostamenti in macchina e magari anche l’intera vacanza, ad esempio con le opportunità offerte dallo scambio casa con realtà che stanno diventando sempre più grandi e importanti, come ad esempio il servizio di Airbnb che consente a privati di condividere e affittare case e appartamenti anche per brevi periodi in 160 paesi al mondo.

Ma la sharing economy riguarda da vicino l’ambito lavorativo, dove sempre più persone utilizzano spazi di coworking per lavorare insieme ad altre persone, nello stesso locale o bar, così da abbattere le spese e magari condividere idee ed esperienze ricevendo qualche stimolo in più. Le formule sono diverse, si va da quelle più easy centrate sul tempo trascorso all’interno di un locale (si paga a ore e la consumazione è libera), mentre altri spazi, sostituiscono il tradizionale ufficio in affitto offrendo l’utilizzo di postazioni attrezzate per un giorno, mese o anno, oppure grandi saloni per meeting di vario genere.

sharing economy offre solo opportunità?

Tra le forme di nuove economie collaborative nate online c’è anche il baratto, alternativa ai soldi antica come l’uomo che promuove uno scambio reciproco di servizi alla comunità misurato in unità di tempo. E mentre si stanno sviluppando mercati di ridistribuzione online impegnati nella vendita di materiali da riciclare e di seconda mano, in particolare nel settore della moda, è sempre più diffusa l’abitudine di fare la spesa a Km zero tagliando i costi di distribuzione, mentre nascono ristoranti e locali che utilizzano e vendono anche online prodotti biologici di qualità acquistati presso il contadino di zona o in località particolari.

Ovviamente la diffusione degli smartphone sempre collegati ad internet rende la sharing economy un veicolo eccezionale di scambi commerciali per il futuro. In Italia siamo ancora nella prima fase, mentre in America già si discute sugli effetti negativi che questo tipo di economia condivisa sta portato al mercato. La domanda è d’obbligo: stiamo andando avanti o tornando indietro e questi nuovi modelli di business che avvengono anche tra privati, e quindi necessariamente più deregolamentati, c’è il rischio che siano basati sull’elusione delle norme di sicurezza, di quelle fiscali e della legge?

Molti settori vitali per la società possono dare un valore reale all’economia solo quando operano su un piano condiviso da tutti a livello di regole e parità di condizioni. Allo stato attuale c’è anche chi pensa che la sharing economy possa rappresentare un modo creativo per ingannare il sistema.