App di sharing economy

Condividere e scambiarsi beni, servizi e materiali è la sfida della sharing economy. Idee e realtà per sviluppare l’economia circolare migliorando la vita delle persone negli spostamenti quotidiani, sul lavoro e nel tempo libero

La sharing economy basata sul consumo collaborativo di sta diffondendo in ogni settore della società e se i consumatori faticano a cambiare abitudini, anche l’imprenditoria può essere incentivata positivamente. Complice la crisi economica ed ambientale che mette in crisi i vecchi modelli economici basati sul consumo senza freni di prodotti e servizi, l’alternativa all’acquisto è lo scambio e la condivisione di prodotti, beni e servizi. E’ un cambiamento degli stili di vita che rafforzano la comunità di persone che interagiscono con i nuovi dispositivi tecnologici.

La diffusione di smartphone sempre collegati ad internet rende la sharing economy un veicolo eccezionale di scambi sia di idee che commerciali. Tramite social network la comunicazione tra persone avviene in tempo reale e moltiplica le possibilità di scambio di prestazioni lavorative e di oggetti di ogni tipo. Se in Italia siamo agli inizi, in America già si discute sugli effetti negativi che questo tipo di economia condivisa porta al mercato: con modelli di business sempre più che deregolamentati c’è il rischio che vengano sottovalutate delle norme di sicurezza, fiscali e legali?

Economia circolare collaborativa

C’è anche chi pensa che la sharing economy possa rappresentare anche un modo creativo per ingannare il sistema, mentre molti settori vitali per la società possono dare un valore reale all’economia solo quando operano su un piano condiviso da tutti a livello di regole e parità di condizioni. Stiamo tornando indietro? Forse non è un caso che tra le forme di nuove economie collaborative nate online ci sia anche il baratto, alternativa ai soldi antica come l’uomo che promuove uno scambio reciproco di servizi alla comunità misurato in unità di tempo.

La sharing economy è comunque positiva sotto molti aspetti, a cominciare dal favorire una economia circolare sostenibile di minore impatto sull’ambiente, che favorisca ad esempio la ridistribuzione, il riciclo e il riuso sui prodotti di seconda mano che oramai coinvolgono tutti i settori e anche la moda e il lusso. Ma è sempre più diffusa anche nel settore alimentare l’abitudine di fare la spesa a Km zero tagliando i costi di distribuzione, mentre nascono ristoranti e locali che utilizzano e vendono anche online prodotti biologici di qualità acquistati presso il contadino di zona o in località particolari.

Sharing mobility sostenibile

I campi di applicazione dell sharing economy sono già molti e riguardano la vita di tutti i giorni, a cominciare dal settore dei trasporti dove da qualche anno si assiste a una vera rivoluzione dell’offerta. In questo caso si tratta di sharing mobility che ha volte crea qualche problema, come nel caso di Uber accusato di rubare il lavoro ai tassisti. In ogni caso nelle grandi città si diffondono sempre più servizi di noleggio di auto e moto e biciclette temporaneo.

Al car e bike sharing anche in versione elettrica come alternativa economica e soprattutto comoda e sostenibile, si affianca ultimamente anche la possibilità di prendere in prestito i monopattini. Si tratta di soluzioni di mobilità comoda e sostenibile utilizzate da giovani e meno giovani che richiedono comunque regole sicure per disciplinare viabilità e stazioni di parcheggio. Le amministrazioni cittadine devono sapere imporre limiti di velocità e zone off limits per evitare incidenti e comportamenti scorretti sui viaggi cittadini sempre più connessi, condiviso e intermodali. La sfida futura di questi modelli di sharing economy sarà migliorare l’ambiente ma includere anche categorie come poveri e anziani.

Sharing economy vacanze e lavoro

Così come nei brevi spostamenti in città, la sharing economy si estende anche nel settore dei viaggi a lunga percorrenza. Condividere l’auto è la soluzione migliore anche per gli spostamenti casa lavoro e il cosiddetto carpooling aziendale è ormai diventato una realtà consolidata anche in Italia con risparmi notevoli per i lavoratori che può estendersi alla vacanza. Sempre nel settore turismo crescono le opportunità offerte dallo scambio casa con realtà che stanno diventando sempre più grandi e importanti, come ad esempio il servizio di Airbnb che consente a privati di condividere e affittare case e appartamenti anche per brevi periodi in 160 paesi al mondo.

Ma la sharing economy riguarda da vicino il mondo del lavoro, dove sempre più persone utilizzano spazi di coworking per lavorare insieme ad altre persone nello stesso locale o bar, in modo da abbattere le spese e magari condividere idee ed esperienze ricevendo qualche stimolo in più. Le formule sono diverse, da quelle centrate sul tempo trascorso all’interno di appositi locali (si paga a ore e la consumazione è libera), a quelle che sostituiscono il tradizionale ufficio in affitto offrendo l’utilizzo di postazioni attrezzate per un giorno, mese o anno, fino a mettere a disposizione grandi saloni per meeting di vario genere. Se invece si tratta di condividere idee e progetti si può sfruttare il crowfunding come sistema di finanziamento collettivo.