Sergio Endrigo suona la chitarra

Sergio Endrigo è stato un artista sensibile e come autore ha scritto alcune tra le più belle canzoni italiane di sempre. Ecco una breve biografia con i maggiori successi della carriera e le più importanti collaborazioni con il mondo della cultura e della letteratura

Sergio Endrigo è considerato uno dei massimi interpreti della musica italiana. Un artista raffinato dalla poetica dolce, profonda, raffinata e malinconica, capace di andare oltre le apparenze fino a diventare un personaggio scomodo al mondo dello spettacolo. Insieme a Tenco, Paoli, Lauzi, De Andrè, Gaber e Jannacci (che fu anche pianista della sua banda) rappresentò la prima generazione di “cantautori” che scrivevano testo e musica dei brani che cantavano.

Sergio Endrigo fu tra i primi a scrivere canzoni meno spensierate e allegre, se non addirittura tristi, alla ricerca di una nuova poetica che andasse anche contro un certo conformismo borghese. Erano i cantanti della cosiddetta “scuola genovese” ispirati dal jazz e dalla canzone francese alla ricerca di forme espressive intime e profonde. Nei testi raccontano esperienze di vita senza paura di cantare difficoltà, delusioni e contraddizioni di complicate relazioni sentimentali e sociali.

Biografia di Sergio Endrigo

Sergio Endrigo naque a Pola nel 1933 da una famiglia di umili origini. Figlio di un cantante lirico cominciò la carriera nei night club di Venezia nel 1954 interpretando con un gruppo di amici le canzoni americane in voga al momento di Bing Crosby e Frank Sinatra. Negli anni ’60 cominciò ad incidere i primi dischi distinguendosi nel panorama musicale italiano per l’autentica vena poetica che lo portò a collaborare con importanti personaggi della cultura e della letteratura italiana e straniera.

Nel 1969 uscì l’album La vita, amico, è l’arte dell’incontro, realizzato con il grande poeta e compositore brasiliano Vinicius de Moraes. Nel disco partecipa anche Giuseppe Ungaretti che traduce e legge alcune sue poesie. Con Gianni Rodari scrive Ci vuole un fiore, canzone capolavoro dedicata ai bambini, mentre Il Soldato di Napoleone è di Pier Paolo Pasolini. Le frequentazioni con personaggi della cultura paradossalmente gli varranno in seguito l’appellativo di “cantante intellettuale e triste”.

La carriera di Sergio Endrigo in realtà è anche costellata di grande successi di mercato. La stupenda canzone intitolata Io Che Amo Solo Te scritta nel 1962 vendette oltre 650 mila copie in poche settimane. Tutt’ora questo brano è tra i suoi pezzi più suonati e interpretati dai grandi nomi della musica italiana ed internazionale. Lo stesso Ennio Morricone definí il brano la “più bella canzone italiana di sempre”.

Canzoni di successo e anni difficili

Sergio Endrigo partecipò nove volte al Festival di Sanremo arrivando primo, secondo e terzo. L’Arca di Noè fu premiata come miglior testo, Elisa vinse il premio della critica, mentre Canzone Per Te nel 1968 vinse direttamente il Festival. Per celebrare la vittoria il brano è stato riproposto a Sanremo dal trio dei Volo 50 anni dopo, nel 2018. Negli anni ’70 il cantante continuò a riscuotere grande successo anche all’estero.

Sergio Endrigo nel 1979 volò in Brasile per incidere l’album Exclusivamente Brasil in lingua portoghese a cui collaborarono alcuni tra i maggiori esponenti della musica brasiliana: Vinicius de Moraes, Toquinho (Samba Para Endrigo) e Chico Buarque (A Rosa). Il problema fu il mercato italiano che sembrava non apprezzarlo più. Come spesso succede ai grandi artisti quando cambiano le mode, anche nella carriera di Endrigo arrivò il momento in cui tutto sembrò finire.

Sfiduciato e deluso dal mondo della discografia che dopo avere beneficiato di tanti suo successi sembrava dimenticarlo, Sergio Endrigo tornò nel 2004 con una raccolta di brani arrangiati per orchestra dal titolo Altre Emozioni. L’album contiene un brano inedito omonimo, una sorta di testamento spirituale di un artista sensibile, raffinato e capace di emozionare: ‘Altre emozioni verranno, te lo prometto, amica mia…’

Tra le ultime opere Sergio Endrigo scrisse un libro contro i discografici dal titolo Quanto mi dai se mi sparo. E’ la storia di un cantante che dopo tanti successi, senza sapere come e perchè, cade nel dimenticatoio. Oggi il compito di ricordare la sua opera è nelle mani della figlia Claudia che da sempre si batte per ricordare la figura autentica dell’artista attraverso un sito online e altre iniziative. Nel 2021 ha pubblicato il libro Sergio Endrigo, mio ​​padre (Feltrinelli), una completa biografia di un pezzo di storia della musica italiana.