grillo

Come fanno i grilli a scappare in tempo da predatori come ragni e vespe? Semplice, li sentono arrivare.

Si tratta di suoni impercettibili, battiti d’ali, flussi d’aria di energia minima causati dal movimento di particelle che possono essere percepiti solo da apparati uditivi particolarmente sensibili. E’ proprio studiando le orecchie dei grilli, che i fisici dell’Università di Twente, in Olanda, sono riusciti a realizzare orecchie artificiali.

Lunghe poco più di 1 mm all’interno del progetto “Cicada” dell’Unione europea. Un programma di ricerche che vuole riprodurre situazioni biologiche reali attraverso la tecnologia.

Come riporta il Journal of Micromechanics and Microengineering, gli studi sono stati fatti su una specie particolare di grillo del legno, il Nemobius Sylvestris, che presenta all’estremità dell’addome un paio di appendici particolarmente sviluppate che fungono da orecchie e possono percepire anche piccolissime fluttuazioni d’aria.

Le orecchie artificiali sviluppate dai ricercatori olandesi sono costituite da sensori che pesano meno di tre microgrammi e aprono prospettive molto interessanti nel campo della biomeccanica e per la cura delle sordità. Ora si cercherà di farle interagire con le altre cellule viventi.