senso del ritmo

Suonare uno strumento melodico o armonico fa bene alla mente di grandi e bambini, è risaputo. Ora un nuovo studio rende giustizia anche ai batteristi perchè pone l’attenzione sull’importanza del senso del ritmo, anche al di fuori della musica: sapere andare a tempo può migliorare le competenze linguistiche e la lettura fin dall’infanzia.

Il ritmo è il respiro della musica che ogni bravo musicista vive e interpreta in modo personale. Ma non serve nemmeno essere batteristi per sapere che il senso del ritmo va oltre la musica: comincia dal cuore, scandisce il fiato, passa dai gesti quotidiani, è il passo con cui camminiamo, diventa danza o cadenza nel fare sport.

Musica classica, pop, dance, jazz. Ogni genere ha un proprio senso del ritmo. I musicisti più bravi lo sanno: basta cambiare un accento o il modo in cui si porta il tempo, il relax, interpretarlo in anticipo o un poco in ritardo per poi subito recuperare… tutte cose che possono influire molto su quanto vuole si vuole esprimere con una interpretazione musicale.

Ma per capire quanto il ritmo sia importante per l’uomo anche a livello evolutivo basta mettersi una mano sul cuore, ascoltare il ritmo della pioggia, i suoni ripetitivi di un torrente e della natura. Conferme in questo senso arrivano da uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience e realizzato da Nina Kraus, del Laboratorio di Neuroscienze sonore della Northwestern University dell’Illinois, in cui si sostiene addirittura che il ritmo sia parte integrante del linguaggio umano.

La ricerca ha coinvolto oltre 100 ragazzi invitati a tamburellare le dita insieme a un colpo di metronomo. Dopo avere verificato la loro precisione nell’andare a tempo, con degli elettrodi è stata loro misurata la risposta neurale al suono delle parole: i ragazzi con una formazione musicale migliore hanno anche ottenuto migliori risultati nella comprensione del linguaggio parlato. Chi faceva fatica a leggere aveva anche difficoltà nell’andare a tempo.

L’esperienza ritmico musicale sembra insomma rafforzare le capacità uditivo-neurali e una spiccata comprensione dei suoni musicali influisce anche sulla comprensione del linguaggio delle parole e sulle capacità di lettura. D’altronde non è la prima volta che si scopre come la musica ha impatti importanti sul cervello. Un motivo in più per suonare uno strumento ed insegnarlo ai propri figli: di sicuro si starà meglio anche al momento di leggere i risultati della pagella.