Batterista con senso del ritmo

Cos’è il senso del ritmo e perchè è così importante nei musicisti ma anche nei bambini. Stare a tempo è una capacità cruciale che sviluppa il linguaggio e aiuta a crescere: è una caratteristica innata o si può migliorare?

Il senso del ritmo è il respiro della musica che ogni bravo musicista vive e interpreta in modo personale. Ma non serve essere batteristi o musicisti per sapere che questa particolare dote umana va oltre la musica. Comincia dal cuore, scandisce il fiato, passa dai gesti quotidiani. É il passo con cui camminiamo, diventa danza o cadenza nel fare sport.

Il senso del ritmo è innato nell’uomo? Di certo è importante e non solo nella musica. Pensiamo a come si scrive e parla, c’è un gesto ritmico in ogni linguaggio artistico, nello sport e a ben pensarci in tutte le attività umane. Nei bambini poi il ritmo è fondamentale per la crescita. Sapere andare a tempo può migliorare le competenze linguistiche e la lettura fin dall’infanzia. Ma esistono persone che non sanno stare a tempo? In questo caso ci sono esercizi per migliorare, oppure l’apprendimento non ha alcun ruolo nello sviluppare la capacità ritmiche?

Senso del ritmo nei bambini

Avere senso del ritmo potrebbe sembrare una caratteristica fondamentale solo dei musicisti, ma in realtà lo è ancor di più nei bambini. Negli ultimi anni sono stati fatti alcuni studi sull’argomento. Uno studio effettuato da equipe di ricercatori internazionali ha scoperto che i neonati hanno la capacità di seguire la musica a tempo sin dai primi giorni dopo la nascita. Nel neonato il ritmo verrebbe seguito e addirittura anticipato in reazione a variazioni musicali. Come è possibile?

I neonati sono sensibili alla differenza di battiti, tono e melodie prima ancora di apprendere altre abilità come parlare, camminare e sedersi. La funzione uditiva si sviluppa già nel feto, fin dalle 16 settimane di gravidanza. E’ qui che i bambini iniziano il loro sviluppo musicale. Cominciano a sentire i suoni, comprese le voci dei genitori e migliorano le capacità di elaborare i rumori. Quando vengono alla luce sono già pronti a percepire le variazioni ritmiche nella musica.

Senso del ritmo per i musicisti

Il senso del ritmo è una dote fondamentale nei musicisti. Dalla jazz alla musica classica, passando da pop o dance, ogni genere ha un modo particolare di intendere il tempo. I musicisti più bravi lo sanno: basta cambiare un accento o il modo in cui si ‘porta il tempo’ per creare emozioni diverse. Anche i più bravi cantanti nell’interpretare l’esecuzione possono essere anticipo o un poco in ritardo sui battiti, per poi subito recuperare. Sia che si tratti di jazz, funky, pop o classica, di orchestre, solisti o cantanti, in questo caso la parola giusta in ambito musicale è ‘relax’.

Batteristi e percussionisti nelle formazioni di musica moderna hanno un ruolo importante dal punto di vista ritmico, ma non esclusivo. Il modo in cui si ‘sta sul tempo’, più che comprendere aspetti tecnici o velocità di esecuzione, è una pura questione di talento. Un vero marchio di fabbrica che nei linguaggi musicali più evoluti spesso contraddistingue un musicista qualunque da un vero artista. Tutti questi segreti possono influire in maniera determinante su ciò che si esprime suonando un brano classico al pianoforte o interpretando una canzone accompagnati da una chitarra, ma anche nella vita di tutti i giorni.

Senso del ritmo è innato

Stare a tempo però non si impara da adulti o quando si è già grandi, ma da piccoli. I test effettuati dall’Istituto ungherese di psicologia dell’Accademia delle scienze di Budapest lo dimostrano. Utilizzando tecniche di neuro imaging sul cervello di neonati sottoposti a brani ritmici, i ricercatori hanno rilevato che inserendo delle pause fuori tempo le reazioni sono già evidenti. Il senso del ritmo sarebbe innato nell’uomo ed è una caratteristica che ci distingue dagli altri animali a livello evolutivo.

La percezione del tempo ritmico non esiste ad esempio nelle scimmie. Il battito del cuore o la voce della mamma non avrebbero un ruolo nello sviluppare questa capacità. Questa scoperta apre il campo alla diagnosi precoce di eventuali disturbi del linguaggio e dell’udito sui neonati sin dai primissimi giorni della nascita. Attraverso un test diagnostico è possibile rilevare se è presente il senso del ritmo nel neonato. Nel caso di anomalie, sarà possibile scoprire e curare l’insorgenza di eventuali disturbi in anticipo.

Senso del ritmo e linguaggio

Per capire quanto il senso del ritmo sia importante per l’uomo, anche a livello evolutivo, basta mettersi una mano sul cuore, ascoltare il ritmo della pioggia, i suoni ripetitivi di un torrente e della natura. Conferme in questo senso arrivano da uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience e realizzato da Nina Kraus, del Laboratorio di neuroscienze sonore della Northwestern University dell’Illinois.

I risultati dimostrano che il ritmo è parte integrante del linguaggio umano. Il test ha coinvolto oltre 100 ragazzi invitati a tamburellare le dita insieme a un colpo di metronomo. Dopo avere verificato la loro precisione nell’andare a tempo, con degli elettrodi è stata misurata la risposta neurale al suono delle parole. I ragazzi con una formazione musicale elevata hanno anche ottenuto migliori risultati nella comprensione del linguaggio parlato. Chi aveva difficoltà nella lettura, aveva anche difficoltà nell’andare a tempo.

L’esperienza ritmico musicale sembra insomma rafforzare la tesi secondo cui le capacità uditivo neurali sonno collegate alla musica. Una spiccata comprensione dei suoni musicali influisce anche sulla comprensione del linguaggio delle parole e sulle capacità di lettura. D’altronde non è la prima volta che si scopre come la musica ha impatti importanti sul cervello. Un motivo in più per suonare uno strumento ed insegnarlo ai propri figli: di sicuro si starà meglio anche nel leggere i risultati sulla pagella.

Come sviluppare senso del ritmo

Il senso del ritmo è innato ma è possibile migliorarlo? Assolutamente sì. La neuroscienza ci insegna che il cervello di un bambino è malleabile e ha la capacità di imparare. Il particolare nel primo anno di vita le sue dimensioni cambiano moltissimo aprendo dei percorsi neuronali cruciali nel suo sviluppo successivo. Quindi cullare il proprio bimbo a suon di musica è fondamentale, così come muovere i neonati a tempo mentre si canticchiano delle canzoncine.

Battere oggetti, percuotere pentole e padelle è il modo che i bimbi utilizzano per esercitarsi e migliorare. Sensibilità musicale e percezione del ritmo sono correlati al ragionamento spaziale che serve al conteggio acustico tattile e alla misurazione matematica. Percuotendo le pentole, picchiando i piedi, danzando e muovendosi a ritmo la corteccia sensoriale e le capacità innate non solo si mantengono, ma si sviluppano. E per una volta pazienza se si crea un pò di disturbo ai vicini.