Andrés Segovia, la massima espressione della chitarra classica del ‘900, capace di portare lo strumento a 6 corde ad un livello mai raggiunto prima. Un libro racconta la storia dell’uomo e dell’artista

Quando si pensa ai grandi chitarristi della storia moderna vengono in mente nomi che anche a ragione sono stati sotto i riflettori come Jimi Hendrix nel rock, Wes Montgomery nel jazz, BB King nel blues… e nella musica classica? Andrés Segovia.

Proprio della vita del chitarrista spagnolo e della sua figura umana e artistica si occupa il libro – Andrés Segovia, l’uomo, l’artista – di Angelo Gilardino (Curci Editore). Perchè quella dell’uomo Segovia è di per sè una storia affascinante in cui si mischiano vicende personali e della storia del ‘900. Non a caso la sua vita ha già riempito pagine di biografie e articoli senza però che sia stata indagata la sua vera arte nel rivoluzionare la chitarra classica.

Questo è lo scopo che si è dato il chitarrista, musicologo e compositore italiano Angelo Gilardino, l’autore del libro. A partire dalle vicende personali di Andrés Segovia, anche del periodo giovanile, si arrivano a raccontare anche gli incontri con le sue innumerevoli mogli e giovane compagne per comprendere i perchè e per come del suo modo di fare musica.

Nato a Linares nel 1893 e scomparso a Madrid nel 1987, Segovia dopo avere iniziato a suonare la chitarra all’età di 4 anni esordì in pubblico a circa sedici anni. In tanti anni di carriera il suo maggiore merito è l’aver portato la chitarra, anche per il grande pubblico, fuori dai confini popolari fino ad obbligare i compositori che avevano sempre snobbato l’importanza dello strumento, a scrivere pezzi per chitarra appositamente per lui, come nel caso di Heitor Villa-Lobos.

Dotato di un tocco inconfonibile, il chitarrista spagnolo si è esibito nei maggiori teatri e sale da concerto di tutto il mondo; sale che divenute sempre più grandi, portarono il maestro e i liutai a studiare e concepire un sistema per avere un suono più potente e che condusse fino alla fabbricazione di corde in nylon al posto del consueto budello utilizzato fino ad allora dai chitarristi classici.