sedentarietà di una ragazza sul divano

La sedentarietà fa male alla salute e fin da piccoli facilità problemi di obesità infantile. Tra le cause che aumentano i rischi del sovrappeso di bambini e adulti, cattive abitudini alimentari, troppe calorie e poco sport

La sedentarietà è la principale causa di molti problemi di salute anche gravi e non c’è ricerca al mondo che non sottolinei i benefici del fare sport contro i rischi di un degrado fisico e mentale. Eppure malgrado una sempre maggiore consapevolezza sui temi dell’alimentazione e del benessere, sono moltissime le persone che sembrano dimenticarsi dell’attività fisica e non adottano stili di vita attivi capaci di prevenire malattie anche gravi.

Per sedentarietà si intende una scarsa propensione a fare movimento, sport o attività fisica di qualsiasi tipo. Ma se guardare la televisione seduti in poltrona fa male agli adulti, figuriamoci ai bambini e oggi con smartphone, tablet e computer, la situazione non fa che peggiorare. Essere sedentari non è solo un problema di forma fisica, ma la questione ha a che vedere anche con le capacità cognitive e lo sviluppo psicologico dei giovani. Molti studi evidenziano l’effetto deleterio e il danno del fisico per le ore passate davanti al monitor senza fare attività fisica e sport.

Sedentarietà e obesità nei bambini

La sedentarietà è un fattore di rischio importante per la salute di giovani e adulti, ha immediate ripercussioni sulla salute e massa grassa, ma i danni della mancanza di attività fisica crescono con l’aumentare dell’età. Non fare sport alla lunga può provocare problemi cardiovascolari e diabete, oltre a diminuire il tono dell’umore e il benessere psicologico con l’aggiunta di problemi di ansia, depressione e apatia. Per questo sarebbe una parola da eliminare dal vocabolario fin da giovani, ma non è semplice educare i figli anche ai soli benefici del camminare in famiglie che usano l’auto per fare meno di tre chilometri, mentre a scuola l’ora di educazione fisica ha perso il valore formativo di un tempo.

La ginnastica a scuola secondo i ricercatori per essere davvero utile per sconfiggere la sedentarietà e dovrebbe essere fatta almeno tutti i giorni per un’ora con insegnanti qualificati e consapevoli del ruolo decisivo dell’attività fisica su corpo e mente dei giovani. Problemi di sovrappeso e obesità riguardano tutte le nazioni occidentali, ma in Italia ne soffre addirittura un bambino su tre: il 23% dei bambini è in sovrappeso e più del 10% a rischio obesità. Rendere i genitori consapevoli dei rischi che corrono i figli è fondamentale per ristabilire un rapporto equilibrato con il cibo. Basti pensare che il 25% dei bambini italiani non consuma frutta o verdura tutti i giorni, mentre il 18% pratica sport o fa attività fisica solamente per 1 ora alla settimana.

Tra le abitudini alimentari sbagliate spesso si trascura l’importanza della colazione, per qualcuno addirittura inesistente. Così nell’arco della giornata si tendono a privilegiare snack e merendine confezionate ricche di grassi e zuccheri consumati magari davanti alla televisione o al computer. Come non bastasse a peggiorare la situazione contribuiscono pizze, panini imbottiti, patatine e bibite gassate frazionati durante il giorno e persino alla sera. Tutte cose che inevitabilmente fanno accumulare grasso in più se l’attività fisica regolare è scarsa o assente. I genitori purtroppo sono i principali responsabili dei comportamenti errati dei figli in particolare quando usano televisione, smartphone e computer come baby sitter.

Sedentarietà degli italiani

Il 31% di italiani fa della sedentarietà una filosofia di vita e non pratica nessun tipo di movimento durante l’attività lavorativa e nessuno sport durante il tempo libero. Solo il 35,8% dei cittadini è parzialmente attivo e sa che fare sport o anche solo correre fa bene al fisico e alla mente. In compenso anche il dato relativo allo sport praticato dagli adolescenti è in calo e secondo dati del 2014 raccolti su circa 50 mila studenti, sono sovrappeso il 20,9% dei bambini e il 9,8% sono obesi.

Questa scarsa propensione al movimento degli italiani da cosa è dovuta? Sembrerebbe che la cura del corpo sia molto trascurata in Italia rispetto agli altri paesi per motivi culturali che derivano da una scarsa attitudine della scuola ad insegnare l’importanza del movimento. La ginnastica e lo sport, come nel caso della musica, dell’arte e della cultura in generale, sono attitudini familiari. Se i genitori sono sportivi è facile che anche i figli pratichino sport regolarmente, altrimenti è molto difficile per i bambini essere motivati ad intraprendere qualche attività fisica che risulta sicuramente più faticosa e meno appagante dei giochi elettronici.

Se a scuola si fa poco sport e la sedentarietà sembra trionfare nelle famiglie medie, l’unico baluardo a difesa delle attività fisiche sono le società sportive a cui viene demandato ogni tipo di formazione. A quali corsi sportivi si iscrivono i bambini italiani? La classifica dei bimbi oltre 3 anni di età vede in testa nuoto e sport acquatici (43,9%), seguito da calcio (23,2%), danza, fitness e arti marziali. Il problema è che l’impronta agonistica delle società sportiva e la competitività a volte esagerata non aiuta a sviluppare una passione duratura nel tempo. Alla fine in età adulta tra gli sport trionfano fitness seguita dal 25% degli italiani, seguito da calcio, nuoto e sport acquatici, aerobici e ciclismo.

Sedentarietà dei bambini

La sedentarietà riguarda complessivamente il 16% di bambini italiani, tra un 20% tra 6 e 10 anni che non pratica nessuna attività fisica che diventa circa il 15% tra gli 11 e i 14 anni e quasi il 20% tra i 15 e i 17 anni. Il 18% fa sport solo un’ora a settimana e solo il 25% va a scuola in bici o a piedi. In compenso il 42% dei bimbi guarda la Tv in camera o gioca ai videogiochi più di 2 ore al giorno. Abitudini totalmente errate sotto tutti i punti di vista, di cui solo nel 41% delle mamme sembra esserci consapevolezza.

L’infanzia è il momento in cui si pratica più sport, ma nell’adolescenza le abitudini cambiano e anche nei più sportivi scatta qualcosa e spesso abbandonano qualsiasi attività per dedicarsi all’ozio completo. Certamente dopo i 12 anni le priorità cambiano, studio e nuovi interessi richiedono più tempo, ma ciò non basta a giustificare la differenza tra la mancanza di motivazione dei ragazzi italiani con il resto d’Europa. Nella classifica europea che prende in esame la partecipazione sportiva diretta l’Italia si classifica ad un misero 27 esimo posto.

Prestazioni bambini peggiorano

Svezia, Danimarca e Olanda sono nazioni virtuose sotto questo punto di vista, dove il 90% dei cittadini si dice soddisfatto delle strutture sportive, contro il 54% degli italiani. Inutile dire che anche in questo campo in Italia c’è molto da fare, specie in alcune regioni del sud e del centro dove i problemi di sedentarietà dei ragazzi sono maggiori. Ma ovunque i giovani fanno poco sport e sono troppo sedentari, tanto che le loro prestazioni atletiche sono peggiorate notevolmente negli ultimi decenni.

Secondo una recente ricerca realizzata in Norvegia i bambini di oggi hanno una forma fisica decisamente inferiore a quelli delle generazioni precedenti. I ricercatori dell’Università di Stavanger hanno preso in esame un campione di 5000 alunni delle scuole norvegesi. I livelli di resistenza e le capacità fisiche delle giovani generazioni sarebbero rimaste stabili fino alla fine degli anni 1980, ma poi peggiorate drasticamente, fino al 10%, a partire dal 1990. I ragazzi di oggi per correre 3000 metri impiegano una media di un minuto e 20 secondi in più rispetto alle generazioni precedenti, mentre le ragazze un minuto in più.

Obesità infantile

Serve poco a capire come dal problema della sedentarietà nei bambini si passa a quello dell’obesità infantile che in Italia allarma gli esperti e i pediatri. Secondo gli ultimi dati sono sovrappeso o obesi circa 1 milione di bambini che nel 60% dei casi avranno uguali problemi di peso anche da adulti. Il che la dice lunga sulle cattive abitudini alimentari e non delle famiglie italiane, perchè le cause sono fin troppo chiare: troppe calorie ingerite con bevande e cibi sbagliati e poco sport. Su media, giornali o al supermercato sembra ci sia sempre maggiore consapevolezza per una giusta alimentazione, ma non è così.

L’obesità infantile in Italia è un problema che riguarda circa il 21% di bambini maschi e il 14% delle femmine, ma le percentuali arrivano al 42% e al 38% se consideriamo anche i sovrappeso. I dati rilevati dall’Oms, l’organizzazione mondiale della sanità, vedono l’Italia con i paesi del sud Europa in testa alle classifiche insieme a Cipro e Grecia, mentre Danimarca, Francia, Irlanda, Lettonia e Norvegia sono nazioni in cui la forma fisica dei bimbi è migliore. Nella nostra penisola le percentuali aumentano in modo considerevole al sud, tanto che in Campania risulta essere sovrappeso un bambino su due nella fascia 8-9 anni.

Cause obesità infantile

Gli ultimi dati di Okkio alla salute del ministero italiano mettono in luce le principali cause, che corrispondono ai principali errori che i genitori dovrebbero evitare per non rovinare la salute dei figli. Dicono che un bambino italiano su quattro non consuma nemmeno una dosa di frutta o verdura al giorno. Mentre circa un bambino su tre rimane seduto davanti alla televisione, ai videogiochi o con lo smartphone in mano per più di due ore giornaliere.

Eccesso di cibo e poca attività fisica insieme al poco sonno. A tutto ciò i bambini italiani aggiungono troppa televisione tenuta accesa molte ore al giorno e specialmente mentre mangiano o in camera da letto. I comportamenti errati vanno evitati già dalla primissima infanzia: per gli esperti è da evitare assolutamente la tv prima dei due anni d’età e successivamente mai più di due ore al giorno e mai prima di andare a letto. Poi serve modificare le abitudini alimentari sbagliate, come non fare colazione e bere bevande zuccherate, e sforzarsi di mangiare naturalmente più frutta e verdura. E muoversi di più: solo un bambino su quattro in Italia va a scuola a piedi o in bici.

Obesità infantile nel mondo

Ma l’obesità infantile è un indicatore importante dello salute pubblica di una nazione e non è solo un problema italiano. Nella classifica che mette in fila 188 paesi del mondo per standard di salute o di vita, pubblicata sulla rivista Lancet, il sovrappeso della popolazione, insieme al fumo di sigaretta, è uno dei motivi che fanno precipitare l’Italia al 20 esimo posto. Prima è l’Islanda davanti a Singapore e Svezia, ma davanti a noi nella lista ci sono praticamente quasi tutti i paesi europei.

Se l’obesità infantile riguarda oltre il 20% dei bambini italiani, in Asia i bambini sovrappeso o obesi sono il 50% e in Africa il 25%. Anche in Cina la trasformazione della società, da rurale ad industriale, sta cambiando le abitudini alimentari con enormi problemi che riguardano proprio il cambiamento in peggio delle abitudini alimentari. In Italia non siamo a questi livelli ma si tratta si modificare un modo di mangiare e uno stile di vita sbagliato oramai consolidato in molte famiglie.

Sovrappeso e obesità in America

Se l’alimentazione eccessiva e di cattiva qualità è uno dei grandi problemi della nostra società, in America l’obesità è stata definita negli scorsi anni come una vera epidemia. Negli ultimi 10-15 i tassi di obesità negli Usa però si sono stabilizzati o sono diminuiti e grazie alle campagne di sensibilizzazione sui pericoli per la salute, i bambini sovrappeso tra i 2 e 5 anni sono scesi del 43%. Nel libro The end of the obesity epidemic, il ricercatore americano Michael Gard sostiene che se il problema non fosse risolto aprirebbe una crisi sanitaria globale di tutte le società occidentali.

Negli Usa se è vero che tra i bimbi di età compresa tra i 2 e i 5 anni le cose vanno meglio, in realtà più di un terzo degli adulti e il 17% dei giovani sarebbero obesi. Sotto accusa c’è sempre il junk food e le bevande zuccherate spesso assunte dalle fasce della popolazione più povera. Anche in questo ambito ci sono grandi disparità a seconda del gruppo etnico e sociale di appartenenza: l’82 % delle donne afro-americane e il 77 % delle donne ispaniche sono in sovrappeso o obese, contro il 63 % delle donne bianche.

In America il problema del junk food è molto sentito, tanto che ci sono film come Sausage Party – Vita Segreta di una Salsiccia, che tra battute dissacranti e un linguaggio non proprio alla portata di bambini, mette alla berlina alcuni comportamenti alimentari e di consumo. Il film si svolge all’interno del supermercato Shopwell (anche il nome non è casuale) dove vivono i personaggi del film come scatole, barattoli e generi alimentari colorati. Tutti come fossero essere umani con occhi, bocca e veri sentimenti. Ognuno disposto nella propria corsia con le proprie certezze, paure e incomprensioni su ciò che li attende “al di là”. L’unica salvezza sarà fuggire?

Come prevenire obesità infantile

Essere in forma non solo per un fatto estetico: i disturbi di origine alimentare causano gravi problemi alla salute e vanno combattuti da giovani. Come?

  • Non guardare troppa tv Esiste una connessione diretta tra ore di televisione e obesità infantile. Tra tablet, smartphone e tutto il resto, i bambini fanno sempre meno attività fisica e poi mangiano troppo, in Italia e in tutta Europa. Studi compiuti su un un campione di 8000 bambini scozzesi e 8000 giapponesi, hanno scoperto che per ogni ora in più di televisione guardata dai 5 anni d’età, il rischio di diventare adulti obesi cresce del 7%.
  • Non guardare la tv mentre si mangia L’80,2% delle famiglie italiane ha questa abitudine sbagliata, contro il 40% di quelle tedesche e il 34% degli spagnoli. Complice la diffusione della tecnologia e l’offerta di canali sempre più ampia, il fenomeno sta peggiorando negli ultimi anni e le persone pesano sempre di più. Nel 1980 un maschio di 10 anni pesava 34 kg contro i 37 kg attuali e le femmine 33 kg contro i 38 kg attuali. Insomma le persone aumentano di 1,5 kg ogni dieci anni.
  • Smartphone e social influenzano molte volte in modo negativo. Secondo una ricerca del Pew Research Center, il 95% degli adolescenti ha uno smartphone e il 45% è costantemente in linea. Non si tratta solo di tempo buttato a guardare video e commenti piuttosto che a giocare all’aria aperta, ma spesso gli influencer e i miti seguiti su YouTube, Instagram, Snapchat o Facebook a milioni di click, inducono comportamenti completamente sbagliati a livello alimentare. Spesso sono anche sponsorizzati dai produttori di junk food ad insaputa dei ragazzini.

Prevenire obesità con la tecnologia

I disturbi legati all’alimentazione sono sempre più frequenti e legati alla depressione e all’ansia. Per prevenire obesità, sovrappeso e anoressia in Svezia è stato sviluppato un dispositivo come parte di un programma della Ue per la prevenzione delle malattie. Il dispositivo si chiama Mandometer e registra peso del cibo e velocità di consumo. Si appoggia il piatto su una bilancia e il gioco è fatto. Il computer registra il peso dei cibi e anche la velocità con cui si mangia. L’Università di Bristol lo ha già sperimentato su centinaia di pazienti obesi con risultati positivi.

Il tempo impiegato per consumare il cibo risulta molto importante nella definizione di una corretta alimentazione. Un messaggio vocale viene inviato automaticamente se si sta esagerando con le dosi o se si sta mangiando troppo in fretta: “Per favore, mangia più piano”, recita una voce registrata. Si, perchè forse si tende a dimenticare l’importanza di mangiare lentamente: oltre ad assaporare i cibi e favorire la digestione masticare bene i cibi fa scattare un meccanismo di sazietà che riduce la voglia di ingerire cibo in eccesso.

Come sconfiggere sedentarietà

Ovviamente i record sportivi c’entrano poco, ma questo peggioramento delle prestazioni suona come un grave campanello d’allarme per la salute dei bambini, dato che la scarsa attività fisica avrà conseguenze a lungo termine sulla loro salute. Per questo motivo anche l’Unesco ha stilato un codice di comportamento con i diritti e doveri dei giovani sportivi in una visione guidata dai principi del rispetto, uguaglianza, onestà, equità, integrità e professionalità.

Certo le belle parole non bastano a fare cambiare le abitudini e spesso ci si interessa di sedentarietà quando è troppo tardi, dopo i 40 o 50 anni, quando lo stress aumenta facendo sorgere i primi problemi di salute. Prevenzione è la parola magica ma per sconfiggere la pigrizia la tecnologia può dare una mano, specie alle nuove generazioni meno interessate ad un allenamento isotonico tradizionale. Non a caso, nel tentativo di attrarre i Millennials, molte palestre stanno utilizzando nuove attività che prevedono una sorta di gamification capace di mescolare fitness, ballo e gioco anche in ambiente virtuale.