sedentarietà di una ragazza sul divano

La sedentarietà di bambini e adulti ha conseguenze nefaste sulla salute ed è un problema sempre più grande in Italia e nel mondo. Le persone fanno poco sport e stanno troppe ore seduti davanti a tv, smartphone e pc

La sedentarietà è la principale causa di molti problemi di salute anche gravi e non c’è ricerca al mondo che non sottolinei i benefici del fare sport contro i rischi di un degrado fisico e mentale. Eppure malgrado una sempre maggiore consapevolezza sui temi dell’alimentazione e del benessere, sono moltissime le persone che sembrano dimenticarsi dell’attività fisica e non adottano stili di vita attivi capaci di prevenire malattie anche gravi.

Per sedentarietà si intende una scarsa propensione a fare movimento, sport o attività fisica di qualsiasi tipo. Ma se guardare la televisione seduti in poltrona fa male agli adulti, figuriamoci ai bambini e oggi con smartphone, tablet e computer, la situazione non fa che peggiorare. Essere sedentari non è solo un problema di forma fisica, ma la questione ha a che vedere anche con le capacità cognitive e lo sviluppo psicologico dei giovani. Molti studi evidenziano l’effetto deleterio e il danno del fisico per le ore passate davanti al monitor senza fare attività fisica e sport.

Sedentarietà fattore di rischio

La sedentarietà è un fattore di rischio importante per la salute di giovani e adulti, ha immediate ripercussioni sulla salute e massa grassa, ma i danni della mancanza di attività fisica crescono con l’aumentare dell’età. Non fare sport alla lunga può provocare problemi cardiovascolari e diabete, oltre a diminuire il tono dell’umore e il benessere psicologico con l’aggiunta di problemi di ansia, depressione e apatia. Per questo sarebbe una parola da eliminare dal vocabolario fin da giovani, ma non è semplice educare i figli anche ai soli benefici del camminare in famiglie che usano l’auto per fare meno di tre chilometri, mentre a scuola l’ora di educazione fisica ha perso il valore formativo di un tempo.

La ginnastica a scuola secondo i ricercatori per essere davvero utile dovrebbe essere fatta almeno tutti i giorni per un’ora con insegnanti qualificati e consapevoli del ruolo decisivo dell’attività fisica su corpo e mente dei giovani. Problemi di sovrappeso e obesità riguardano tutte le nazioni occidentali, ma in Italia ne soffre addirittura un bambino su tre: il 23% dei bambini è in sovrappeso e più del 10% a rischio obesità. I genitori purtroppo sono i principali responsabili dei comportamenti errati dei figli in particolare quando usano televisione, smartphone e computer come baby sitter. Ma gli italiani lo sanno e cosa ne pensano?

Italiani sedentari

Il 31% di italiani fa della sedentarietà una filosofia di vita e non pratica nessun tipo di movimento durante l’attività lavorativa e nessuno sport durante il tempo libero. Solo il 35,8% dei cittadini è parzialmente attivo e sa che fare sport o anche solo correre fa bene al fisico e alla mente. In compenso anche il dato relativo allo sport praticato dagli adolescenti è in calo e secondo dati del 2014 raccolti su circa 50 mila studenti, sono sovrappeso il 20,9% dei bambini e il 9,8% sono obesi.

Questa scarsa propensione al movimento degli italiani da cosa è dovuta? Sembrerebbe che la cura del corpo sia molto trascurata in Italia rispetto agli altri paesi per motivi culturali che derivano da una scarsa attitudine della scuola ad insegnare l’importanza del movimento. La ginnastica e lo sport, come nel caso della musica, dell’arte e della cultura in generale, sono attitudini familiari. Se i genitori sono sportivi è facile che anche i figli pratichino sport regolarmente, altrimenti è molto difficile per i bambini essere motivati ad intraprendere qualche attività fisica che risulta sicuramente più faticosa e meno appagante dei giochi elettronici.

Se a scuola si fa poco sport e la sedentarietà sembra trionfare nelle famiglie medie, l’unico baluardo a difesa delle attività fisiche sono le società sportive a cui viene demandato ogni tipo di formazione. A quali corsi sportivi si iscrivono i bambini italiani? La classifica dei bimbi oltre 3 anni di età vede in testa nuoto e sport acquatici (43,9%), seguito da calcio (23,2%), danza, fitness e arti marziali. Il problema è che l’impronta agonistica delle società sportiva e la competitività a volte esagerata non aiuta a sviluppare una passione duratura nel tempo. Alla fine in età adulta tra gli sport trionfano fitness seguita dal 25% degli italiani, seguito da calcio, nuoto e sport acquatici, aerobici e ciclismo.

Sedentarietà dei bambini

La sedentarietà riguarda complessivamente il 16% di bambini italiani, tra un 20% tra 6 e 10 anni che non pratica nessuna attività fisica che diventa circa il 15% tra gli 11 e i 14 anni e quasi il 20% tra i 15 e i 17 anni. Il 18% fa sport solo un’ora a settimana e solo il 25% va a scuola in bici o a piedi. In compenso il 42% dei bimbi guarda la Tv in camera o gioca ai videogiochi più di 2 ore al giorno. Abitudini totalmente errate sotto tutti i punti di vista, di cui solo nel 41% delle mamme sembra esserci consapevolezza.

L’infanzia è il momento in cui si pratica più sport, ma nell’adolescenza le abitudini cambiano e anche nei più sportivi scatta qualcosa e spesso abbandonano qualsiasi attività per dedicarsi all’ozio completo. Certamente dopo i 12 anni le priorità cambiano, studio e nuovi interessi richiedono più tempo, ma ciò non basta a giustificare la differenza tra la mancanza di motivazione dei ragazzi italiani con il resto d’Europa. Nella classifica europea che prende in esame la partecipazione sportiva diretta l’Italia si classifica ad un misero 27 esimo posto.

Prestazioni bambini peggiorano

Svezia, Danimarca e Olanda sono nazioni virtuose sotto questo punto di vista, dove il 90% dei cittadini si dice soddisfatto delle strutture sportive, contro il 54% degli italiani. Inutile dire che anche in questo campo in Italia c’è molto da fare, specie in alcune regioni del sud e del centro dove i problemi di sedentarietà dei ragazzi sono maggiori. Ma ovunque i giovani fanno poco sport e sono troppo sedentari, tanto che le loro prestazioni atletiche sono peggiorate notevolmente negli ultimi decenni.

Secondo una recente ricerca realizzata in Norvegia i bambini di oggi hanno una forma fisica decisamente inferiore a quelli delle generazioni precedenti. I ricercatori dell’Università di Stavanger hanno preso in esame un campione di 5000 alunni delle scuole norvegesi. I livelli di resistenza e le capacità fisiche delle giovani generazioni sarebbero rimaste stabili fino alla fine degli anni 1980, ma poi peggiorate drasticamente, fino al 10%, a partire dal 1990. I ragazzi di oggi per correre 3000 metri impiegano una media di un minuto e 20 secondi in più rispetto alle generazioni precedenti, mentre le ragazze un minuto in più.

Come sconfiggere sedentarietà

Ovviamente i record sportivi c’entrano poco, ma questo peggioramento delle prestazioni suona come un grave campanello d’allarme per la salute dei bambini, dato che la scarsa attività fisica avrà conseguenze a lungo termine sulla loro salute. Per questo motivo anche l’Unesco ha stilato un codice di comportamento con i diritti e doveri dei giovani sportivi in una visione guidata dai principi del rispetto, uguaglianza, onestà, equità, integrità e professionalità.

Certo le belle parole non bastano a fare cambiare le abitudini e spesso ci si interessa di sedentarietà quando è troppo tardi, dopo i 40 o 50 anni, quando lo stress aumenta facendo sorgere i primi problemi di salute. Prevenzione è la parola magica ma per sconfiggere la pigrizia la tecnologia può dare una mano, specie alle nuove generazioni meno interessate ad un allenamento isotonico tradizionale. Non a caso, nel tentativo di attrarre i Millennials, molte palestre stanno utilizzando nuove attività che prevedono una sorta di gamification capace di mescolare fitness, ballo e gioco anche in ambiente virtuale.