signora in rosso

Che rapporto c’è tra musica politica, vita pubblica e senso civico? Ci sono dati che indicano come nelle città dove ci sono più cori e orchestre la gente parcheggia meno in doppia fila. Allora basta farsi un giro nelle vie delle città italiane per avere un’idea del livello e del ruolo della musica in Italia. Intanto ci sono nazioni che portano i loro cantanti al governo. L’ultimo è Youssou N’Dour in Senegal.

In questo caso contano meno argomenti come l’insegnamento della musica nelle scuole che vedono l’Italia agli ultimi posti nella graduatoria non solo in Europa ma anche nel resto del mondo. Apriamo una parentesi: ora si dirà c’è la crisi, ma quante volte in passato si è scelto di racimolare milioni di euro per salvare i conti bucati del calcio piuttosto che pensare a far crescere la nazione, dimenticandosi ad esempio che la musica oltre ad essere cultura e conoscenza e compagna di vita, è un’antidoto alla violenza e all’apatia? Chiusa parentesi.

Se in Italia artisti e i cantanti stanno spesso volentieri lontano dalla stanza dei bottoni mantenendo un basso profilo davanti ad ogni nefandezza pubblica, forse per paura di perdere pubblico, nel frattempo in molti altri paesi i cantanti prendono eccome posizione, anzi vanno al potere. Hanno dato il ‘La’ Gilberto Gil, che è stato ministro della Cultura del governo Lula per cinque anni e Rubén Blades, panamense fondatore di un partito che ha ricoperto la carica di ministro del turismo di Panamá.

Dopo questi apripista la moda del cantante al potere si è diffusa: Andry Rajoelina, noto disc jockey è diventato Presidente del Madagascar; Michel Martelly, cantante con alle spalle 14 album è l’attuale Presidente di Haiti; in Australia Peter Garret della rock band Midnight Oil ora è ministro dell’educazione dopo essersi occupato di ecologia e buon ultimo Youssou N’Dour è appena diventato nuovo ministro di Cultura e Turismo in Senegal.

E in Italia? Per adesso, salvo una breve parentesi non troppo convincente di Gino Paoli come deputato, i cantanti preferiscono salire sui palchi solo per cantare e raramente si espongono in prima persona, forse per vergogna di sostenere una classe politica non all’altezza. Speriamo che qualcosa in futuro possa cambiare e si possa andare fieri di cantare la propria appartenenza.